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Perché non c’è scandalo per il vuoto a Montecitorio su Regeni

Ufficio parlamentare bilancio

I graffi di Damato sul vuoto d’aula a Montecitorio per la discussione dell’inchiesta parlamentare sul delitto Regeni, iscritta al quarto e ultimo posto dell’ordine del giorno della seduta della Camera programmata nel ponte

I due maggiori giornali italiani, Corriere della Sera e Repubblica, come se si fossero passati la voce, hanno denunciato in prima pagina la “vergogna”, lo scandalo e quant’altro dell’aula di Montecitorio praticamente vuota, con 19 presenze contate da entrambi i quotidiani, nonostante l’importanza e il favore popolare dell’argomento in discussione: l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul delitto di Giulio Regeni in Egitto. Dove il giovane ricercatore italiano venne seviziato e ucciso tre anni fa -ormai si è capito chiaramente, nonostante tutti i tentativi del governo del Cairo di negare, coprire e depistare- dagli apparati di sicurezza di quel Paese, convinti ch’egli fosse una spia.

SUL CASO REGENI PARTICOLARMENTE ATTIVO FICO

Particolarmente attivo nella solidarietà con i familiari di Giulio e nella mobilitazione politica per certificare la verità ormai intuita da tutti, e mettere con le spalle al muro le autorità egiziane, infischiandosene di tutte le convenienze economiche e strategiche nei rapporti con un Paese decisivo anche per ciò che sta accadendo, per esempio, in Libia con ricadute enormi sui problemi dell’immigrazione e dei rifornimenti energetici; particolarmente attivo, dicevo, è stato sin dal momento della sua elezione al vertice di Montecitorio, l’anno scorso, il presidente grillino della Camera Roberto Fico.

EPPURE UN ORDINE DEL GIORNO PENALIZZANTE NEL PONTE

Ebbene, proprio alla luce di quest’ultima circostanza, chiamiamola così, il quesito che pone quell’aula “vergognosamente” vuota, come ha scritto Carlo Bonini su Repubblica, riguarda soprattutto Fico. Al quale da modesto ma anziano giornalista parlamentare, abbastanza pratico quindi di queste cose, vorrei chiedere come mai sia stata iscritta l’inchiesta parlamentare sul delitto Regeni nell’ordine del giorno, non credo proprio contro la sua opinione, di una seduta come quella di lunedì 29 aprile, affacciata -diciamo così- sul ponte fra le festività del 25 aprile e del 1° maggio. Una seduta, cioè, destinata al vuoto che poi ha curiosamente sorpreso e scandalizzato i due maggiori giornali italiani, che sembrano approdati da Marte sulle abitudini, tradizioni e quant’altro del Parlamento italiano.  Che, già ridotto male com’è dalle liti nella maggioranza gialloverde e dall’insofferenza del maggiore partito che vi è rappresentato, il Movimento delle 5 Stelle, cui appartiene lo stesso Fico, per la democrazia rappresentativa disciplinata dalla Costituzione della Repubblica in vigore dal 1948, di tutto francamente avrebbe bisogno fuorché della partecipazione, volente o nolente,  dei due maggiori quotidiani ad una campagna di sostanziale delegittimazione, grattando la pancia agli umori peggiori del Paese.

Fra l’altro, l’inchiesta parlamentare sul delitto Regeni è stata iscritta al quarto e ultimo punto dell’ordine del giorno della curiosa seduta della Camera programmata nel ponte festivo che ha portato otto milioni di italiani a distrarsi, stando alle cifre correnti. Quarto e ultimo posto, ripeto, dopo le leggi per la riduzione del numero dei parlamentari, l’applicazione delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei senatori e dei deputati, l’insegnamento scolastico dell’educazione civica. Ma di che cosa stiamo parlando? E di che cosa vogliamo stupirci e indignarci di più? Non aspetto naturalmente risposte.

 

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO

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