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Perché non si parla più di Sputnik V?

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Sputnik V ha incontrato ostilità fin dall’inizio, in patria e in molti dei Paesi occidentali, ma intanto 70 nazioni lo stanno somministrando e la rivista scientifica Nature ha pubblicato un nuovo studio su efficacia ed effetti avversi

Il vaccino russo Sputnik V ha destato fin da subito sospetti e scetticismo e il fatto che istituzioni come l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) o l’americana Food and Drug Administration (FDA) non lo abbiano ancora approvato non ha aiutato. Ma cosa sappiamo realmente della sua efficacia e perché c’è ancora diffidenza?

LE ULTIME NOVITÀ

Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica Nature, a seguito della somministrazione di Sputnik V – ormai utilizzato in 70 Paesi – non sono emersi particolari problemi. I dati a oggi disponibili dimostrano anzi la sua sicurezza e una buona efficacia nel prevenire il Covid. Qual è quindi il problema?

Trattandosi spesso di dati forniti da Paesi come la Russia o più svantaggiati è difficile avere la certezza che vengano effettivamente rilevati o meno eventi avversi causati dalla vaccinazione.

Anche il Gamaleya Institute che, insieme al ministero della Difesa e al Russia Direct Investment Fund, ha sviluppato Sputnik V, ad aprile aveva pubblicato, in forma preliminare, nuovi dati da cui si evinceva un’efficacia del 97,6%.

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COME SE LA PASSA LA RUSSIA?

Tuttavia, il 1° luglio la Russia ha riportato per il terzo giorno consecutivo un nuovo record giornaliero di decessi per Covid. Secondo i dati del governo, fino a oggi si sono registrati 134.545 decessi, ma il numero reale potrebbe essere più elevato dato che i registri statali e provinciali contano solo i decessi legati esclusivamente al Covid e non ai casi di comorbidità. Lo stesso Rosstat, l’ufficio nazionale di statistica di Mosca, ritiene che il bilancio reale sia pari ad almeno 475 mila vittime.

Il diffondersi della variante Delta e gli scarsi progressi della campagna vaccinale stanno creando una situazione emergenziale nella Federazione. Ma, nonostante anche il presidente Vladimir Putin abbia invitato la popolazione a vaccinarsi con Sputnik V che è “efficace, sicuro e privo di gravi effetti collaterali”, secondo un sondaggio effettuato a maggio dal centro indipendente Levada, il 62% dei russi non intende vaccinarsi e il 55% afferma di non aver paura della malattia.

IL CASO DI SAN MARINO

Dal 5 luglio, con la negativizzazione dell’ultimo paziente, la Repubblica di San Marino è ufficialmente Covid-free. Un risultato ottenuto principalmente grazie alla somministrazione di massa del vaccino Sputnik V iniettato nella maggior parte della popolazione.

San Marino ha deciso infatti di fidarsi del siero russo, la cui efficacia sembra appunto essere comprovata sebbene non è detto che venga approvato dalle agenzie regolatorie. Uno studio sulle vaccinazioni nella Repubblica di San Marino non ha evidenziato nessun tipo di effetto avverso – come invece è capitato in alcuni casi con AstraZeneca e Johnson&Johnson.

Intanto, il 4 luglio, anche lo Spallanzani che sta facendo le proprie valutazioni sul vaccino ha fatto sapere che i primi dati ne confermano l’efficacia.

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