Genova: se le cause del crollo non sono gli stralli. Da Aspi ricorso ma senza sospensiva

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Genova: se le cause del crollo non sono gli stralli. Da Aspi ricorso ma senza sospensiva

Genova: se le cause del crollo non sono gli stralli. Da Aspi ricorso ma senza sospensiva

Intanto è stato consegnata alla procura da parte del commissario alla ricostruzione Bucci, l’istanza di dissequestro necessaria per l’avvio dei lavori di abbattimento dei due tronconi rimasti in piedi del Ponte Morandi. Nel cda di oggi Aspi proporrà il ricorso contro il decreto Genova ma senza chiedere la sospensiva: “Priorità alla città”

Malgrado le dita puntate contro gli stralli, additati da subito come i principali responsabili del crollo di Ponte Morandi, non sarebbero loro i responsabili del disastro. Ne è convinto il professor Gianmichele Calvi, ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università di Pavia ed esperto internazionale di tecniche della costruzione e di ingegneria sismica.

CALVI: NON SONO GLI STRALLI LA CAUSA DEL CROLLO DEL PONTE

Secondo Calvi, che ha parlato nel corso di una conferenza tenuta presso l’ateneo pavese e il cui intervento è visibile su YouTube “per arrivare a far collassare uno strallo come questo -ha detto – è necessario ridurre del 70% tutti i cavi che stanno al suo interno. E’ un numero così alto che è difficile pensare che possa essere stato questo ciò che è avvenuto perché fino a quel punto si hanno grandi spostamenti, ma l’impalcato resta in piedi”. Ma che succede se i cavi all’interno degli stralli si corrodono? Calvi ha simulato le cause del crollo del Ponte Morandi attraverso l’utilizzo di un innovativo software di analisi strutturale chiamato Extreme Loading for Structures: “Se riduciamo la sezione dell’armatura, succede che riducendo al 70% i 112 cavi esterni abbiamo un allungamento di 45 millimetri. Cioè, con il 70% di riduzione dell’armatura dei cavi esterni, non succede niente. Se ci mettiamo a far ridurre anche i 352 cavi interni, con una riduzione del 50% arriviamo a un allungamento di 480 millimetri. Ma se avessimo avuto un allungamento di uno strallo di 480 millimetri, possiamo pensare che il primo camionista che fosse passato sul ponte se ne sarebbe accorto e avrebbe telefonato ai vigili del fuoco. Qualcuno avrebbe segnalato il problema. Dunque, una progressione lenta nel tempo di allungamento di uno strallo avrebbe dato ampi segnali che qualcosa stava avvenendo”.

MANCINI: CROLLO NON DOVUTO A CEDIMENTO DELLA TESTA DELLO STRALLO

Anche il professor Giuseppe Mancini, Consulente Tecnico di Autostrade per l’Italia, in relazione ad alcune anticipazioni di stampa che hanno riferito di un generico o generale ‘ammaloramento’ del Ponte ha confermato che la capacità portante della struttura genovese era garantita. Mancini in una nota ha chiarito che “i reperti inviati dai periti del Gip a Zurigo erano solo quelli che presentavano alcuni segni di ossidazione e ammaloramento, a fronte di uno stato complessivo del ponte ben differente. Circa i quattro attacchi degli stralli all’antenna, ad esempio, tre di questi erano in condizioni molto buone e solo uno (il reperto 132 inviato a Zurigo) presentava segni di ossidazione non visibili dall’esterno. Le prove effettuate a Zurigo e le classificazioni sommarie, non ancora terminate ed effettuate solo visivamente, lasciano però dedurre che, anche tenendo conto dell’ossidazione evidenziata dopo il crollo, la capacità portante fosse comunque garantita”. Ciò, sostiene Mancini, “è peraltro confermato dal fatto che un’eventuale perdita di capacità portante degli stralli associata alla progressiva rottura dei cavi avrebbe nel tempo determinato allungamenti degli stralli con un conseguente importante quadro fessurativo, non verificatosi prima del crollo”. Il consulente tecnico di Aspi continua a ritenere “che la causa scatenante del crollo non sia dovuta al cedimento della testa dello strallo, il cosiddetto reperto 132”. 

DEPOSITATA ISTANZA DI DISSEQUESTRO PER AVVIO LAVORI DI ABBATTIMENTO TRONCONI

Intanto è stato consegnata alla procura da parte del sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione Marco Bucci l’istanza di dissequestro necessaria per l’avvio dei lavori di abbattimento dei due tronconi rimasti in piedi di ponte Morandi. La decisione della procura potrebbe arrivare lunedì, con l’udienza per l’incidente probatorio. Bucci, come dichiarato alcuni giorni fa, aveva auspicato di poter partire con l’allestimento del cantiere di demolizione dal 15 dicembre nelle aree non coperte da sequestro.

ASPI RICORRE CONTRO DL MA NON CHIEDERÀ LA SOSPENSIVA. CASTELLUCCI: LA PRIORITÀ È LA CITTÀ

L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci proporrà oggi in cda, di ricorrere contro il decreto per la ricostruzione del ponte di Genova ma senza chiedere la sospensiva dei lavori “per non bloccare in alcun modo la ricostruzione a Genova”. La priorità, per Autostrade “è salvaguardare la città” senza metterne assolutamente in discussione l’operatività.

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