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Processo penale, com’è la prescrizione che mette d’accordo PD e M5S?

Esame Da Avvocato Prescrizione Napoli Tar

La riforma della giustizia sarà alla base del PNRR, per questo la maggioranza deve trovare entro l’estate un accordo sulla nuova prescrizione

Ridisegnare l’istituto giuridico della prescrizione (una cesoia che interviene se lo Stato impiega troppo tempo ad arrivare a sentenza, ledendo i principi del giusto processo), non sarà facile. Perché dietro la prescrizione si annidano anni e anni di storie e malversazioni politiche, di fuga dalla giustizia e di interventi ad hoc per favorire questo o quel personaggio. Per questo, il Movimento 5 Stelle ha fatto della riforma, in peius (per l’imputato), della prescrizione un suo cavallo di battaglia e non si lascerà convincere facilmente ad abbandonare quanto previsto dalla norma che porta il nome dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede. Ridisegnare l’istituto giuridico della prescrizione, però, sarà necessario, perché i partiti sono quotidianamente tallonati dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ha ricevuto mandato dal presidente del Consiglio Mario Draghi di agire e in fretta, visto che la riforma del settore è alla base del PNRR. Insomma, la dobbiamo all’Europa per dimostrare la serietà delle nostre intenzioni.

Ci sarebbe però ormai un accordo tra PD e pentastellati su una bozza che parte proprio dal testo elaborato da Bonafede, prevedendo che la prescrizione si fermi dopo il primo grado, con l’introduzione però di un altro timer: quello della prescrizione processuale, legata alla durata del dibattimento. La giustizia avrà due anni per il processo di appello e un anno per quello in Cassazione. Ma, soprattutto, i magistrati potranno contare su strade diverse a seconda che l’imputato venga assolto oppure venga condannato. Nel primo caso, per l’assolto, se il tempo concesso per chiudere la fase processuale viene superato, scatta l’improcedibilità e il processo si chiude. Se invece l’imputato è stato condannato, ma la fase processuale ha superato i limiti stabiliti dalla legge, allora c’è uno sconto di pena, novella presa in prestito dal modello tedesco. Oppure, sempre per i condannati, potrebbe essere previsto un termine più lungo per giungere comunque alla sentenza, che però, una volta superato, vedrebbe scattare l’improcedibilità.

Adesso le differenze maggiori nei termini si hanno tra chi ha già subito condanne, per i quali ricorrere all’intervento della prescrizione è quasi impossibile e chi ha la fedina penale intonsa, che con bravi avvocati può facilmente sperare nelle cesoie del processo estinto per decorrenza dei termini (all’istituto, comunque, l’interessato che vuole ottenere la piena assoluzione può sempre decidere di rinunciarvi). Resta da vedere, invece, se questa differenza di trattamento tra chi in primo grado è stato assolto e chi è condannato passi il vaglio di costituzionalità, dato che, sulla carta, la legge dovrebbe essere uguale per tutti.

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