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Quanti sono gli italiani immuni al Covid?

Italiani Immuni Covid

Sebbene il calcolo non possa essere, per ovvie ragioni, preciso al decimale, sono circa 20,5 milioni gli italiani immuni al Covid tra chi è vaccinato, chi ha fatto solo la prima dose e i guariti

Con la sfortunata app Immuni andata definitivamente nel cestino virtuale dei nostri smartphone, resta ora da chiedersi quanti siano gli italiani immuni al Covid. Il calcolo, benché approssimativo (non sappiamo infatti quanto durino gli anticorpi e dunque se considerare immune chi ha preso il Coronavirus all’inizio della pandemia, così come non sappiamo nemmeno quanti siano gli infetti reali, asintomatici inclusi), deve tenere conto tanto dei vaccini somministrati, quanto degli infetti che hanno superato la malattia, sviluppando la protezione immunitaria.

Sulla base di ciò, possiamo dunque concludere che sono circa 20,5 milioni gli italiani immuni al Covid tra chi è vaccinato, chi ha fatto solo la prima dose e i guariti. Secondo i dati aggiornati a ieri mattina del report vaccini anti-covid del governo, sono 7.561.566 gli italiani sottoposti alle due dosi e quindi vaccinati definitivamente mentre 9.379.514 sono le persone coperte da almeno una dose di vaccino, che portano così il totale a 16.941.080. A questo numero si possono aggiungere i guariti che, stando al bollettino di ieri del ministero della Salute, sono 3.619.586. Di questi, infatti, solo pochi hanno già fatto la sola dose di vaccino prevista dai 3 ai 6 mesi dalla fine della malattia. In totale ad oggi sono 24.502.646 le dosi somministrate.

Come già si anticipava, però si tratta di un dato parziale che tiene conto solo dei malati ospedalizzati e di coloro che hanno comunicato la malattia e fatto un tampone che ha avuto esito negativo. Restano invece fuori coloro che si sono curati in casa, senza comunicare alle autorità di avere il Coronavirus così come tutti gli asintomatici.

Quanto alla durata degli anticorpi, perdurerebbero fino ad almeno otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, indipendentemente dalla gravità della malattia, l’età dei pazienti o la presenza di altre patologie. Chi non riesce a produrli entro i primi quindici giorni dal contagio è a maggior rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Sono questi i due risultati principali del più ampio studio italiano su questo tema, condotto dall’Ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), e pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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