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Quanto vale la riapertura dei ristoranti in zona gialla?

ristoranti zona gialla POS

Da oggi in zona gialla bar e ristoranti con dehors hanno riaperto e Coldiretti ci fornisce tutti i numeri della ristorazione

Sono quasi 140 mila i bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi con attività di ristorazione all’aperto presenti nelle regioni gialle dove è tornato il servizio al tavolo all’esterno. Questi i numeri forniti da Coldiretti sugli effetti dell’entrata in vigore del decreto anti Covid e della nuova mappa dei colori che prevede un’Italia con 46,6 milioni di persone in zona gialla (78% del totale), solo 5 regioni in zona arancione (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta) e una in rosso (Sardegna) dove resta vietata la ristorazione al tavolo.

GLI AFFARI SI FANNO AL CHIUSO

La riapertura delle attività di ristorazione all’aperto, secondo Coldiretti, vale quasi 1 miliardo di euro in fatturato dal 26 aprile al 1° giugno quando sarà prevista anche la possibilità di accedere all’interno dei locali.

L’85% degli incassi di bar, ristoranti e agriturismi però – fa notare Coldiretti – deriva dal servizio al bancone e al tavolo negli spazi interni dei locali. Proprio per questo le regioni spingevano per la ripresa della ristorazione anche all’interno. Una richiesta che riguarda 360 mila attività diffuse lungo tutta la Penisola drammaticamente provate dalle chiusure che hanno pesato sui bilanci e sui livelli occupazionali.

I PIÙ COLPITI

Consentire la riapertura dei ristoranti a pranzo e cena per chi ha uno spazio esterno – continua Coldiretti – riguarda in media circa la metà dei servizi di ristorazione presenti con i posti all’aperto dei locali che sono, però, molti meno rispetto a quelli al coperto. Le difficoltà sono maggiori poi per i centri urbani stretti dove spesso manca proprio lo spazio per allestire un dehors.

I NUMERI DELLA RISTORAZIONE

Il blocco delle attività di ristorazione ha tagliato pesantemente i redditi degli operatori con un crollo del fatturato della ristorazione del 42% nel 2020. Una conseguenza che si ripercuote sull’intera filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia.

Complessivamente, rileva Coldiretti, nell’attività di ristorazione sono coinvolte 70 mila industrie alimentari e 740 mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

“Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che – conclude Coldiretti – vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale”.

LE INIZIATIVE REGIONALI

Da oggi a Roma e provincia, secondo le prime stime elaborate da Fiepet, ha riaperto il 94% delle attività di ristorazione e molti bar hanno scelto di non far pagare una maggiorazione per la consumazione al tavolo per invogliare la clientela a tornare a sedersi all’esterno dei locali.

In Emilia Romagna sono già state rilasciate nel giro di pochi giorni più di un centinaio di autorizzazioni per dehors e si prevede che ne arrivino ancora molte. Il comune di Reggio Emilia ha costituito una rete operativa dedicata, costituita da tecnici del Commercio, della Mobilità e della Polizia locale per svolgere con rapidità sopralluoghi, valutazioni tecniche sugli spazi e sulla praticabilità.

Leggi anche: Ristoranti, chi riesce a riaprire e chi no, con le nuove regole

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