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Ristoranti, chi riesce a riaprire e chi no, con le nuove regole

riapertura ristoranti bar

Quanti sono i bar e ristoranti che effettivamente potranno riaprire dal 26 aprile? I dati Coldiretti

Come annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa della settimana scorsa, il 26 aprile torneranno a lavorare i ristoranti – anche a cena – ma solo quelli con spazi all’aperto. Coldiretti, però, fa sapere che questa limitazione consentirà solo a poco più di 1 locale su 2 di riaprire.

I DATI DI COLDIRETTI

Sono infatti poco più della metà i bar e ristoranti che hanno un dehors per accogliere i clienti. Secondo la stima di Coldiretti, questa riapertura fa recuperare in media solo circa il 15% del totale del fatturato dei 360mila servizi di ristorazione presenti in Italia. I locali con uno spazio esterno sono, infatti, molti meno rispetto a quelli al coperto.

I più colpiti da questa decisione saranno bar e ristoranti dei centri urbani che tra la mancanza di spazi e il traffico avranno più problemi ad adeguarsi alle nuove misure.

BUONE NOTIZIE PER GLI AGRITURISMI

Beneficeranno, invece, del provvedimento gli agriturismi e tutte le attività che si trovano in campagna, dove la percentuale di riapertura sarà del 100%.

Le iniziative non mancano e Coldiretti sottolinea che in queste attività “ci si sta organizzando per offrire agli ospiti la possibilità di cenare sotto gli uliveti in mezzo alle vigne che stanno germogliando oppure nell’orto con la possibilità di raccogliersi la verdura direttamente”.

Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea Coldiretti – i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

LE PERDITE DA RISANARE

La possibilità di riaprire le attività di ristorazione sfruttando gli spazi all’aperto – precisa Coldiretti – salva i 24mila agriturismi italiani che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola. Una misura attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori con perdite di fatturato stimate in 1,2 miliardi di euro.

UN’OPZIONE PER LE VACANZE

“L’agriturismo svolge inoltre un ruolo centrale per le vacanze Made in Italy in tempo di Covid perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne italiane per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento”, sottolinea Diego Scaramuzza presidente di Terranostra nel precisare che “nelle campagne italiane le distanze si misurano in ettari e non in metri”.

Leggi anche: Cosa chiede il turismo

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