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Il reddito di cittadinanza non crea lavoro ma dà sostegno a oltre 2,5 mln di persone. Parola di Tridico

600 euro

Il presidente dell’Inps in audizione in Parlamento: l’importo del sussidio medio è di 520 euro, il 30% delle domande viene rifiutato. Il reddito di cittadinanza consente l’incontro fra domanda e offerta come qualsiasi politica attiva

Il reddito di cittadinanza aiuta a vivere oltre 2,5 milioni di persone ma non fa miracoli: aiuta il mercato del lavoro ma non crea lavoro. Il messaggio arriva dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che durante l’audizione in commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha parlato anche di pensioni, Quota 100 e della situazione dell’ente di previdenza. Intanto nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale un decreto attuativo del dl che ha istituito il reddito riguardante i Progetti di utilità sociale (Puc) in cui coinvolgere chi beneficia dell’assegno.

GLI ULTIMI DATI SUL REDDITO DI CITTADINANZA

Come dicevamo, Tridico ha fornito i dati aggiornati relativi al Reddito di cittadinanza, facendo una sorta di bilancio della misura allo stato attuale. “Oggi il reddito di cittadinanza copre quasi 1,1 milioni di famiglie, per poco più di 2,5 milioni di persone, tra queste ci sono circa 200mila disabili e 400mila bambini, mentre le persone occupabili sono circa 739mila”. Per quanto riguarda l’importo del sussidio medio è pari a 520 euro per il reddito e a 219 euro per la pensione di cittadinanza.

Il presidente dell’Inps ha fatto sapere che “il 30% delle domande di reddito di cittadinanza è rifiutato essenzialmente perché grazie all’incrocio dei dati, con la Guardia di Finanza e il sistema bancario, si scopre che il reddito e il patrimonio è più alto e quindi si è fuori. Il tutto con un clic, in modo automatico: auto-certificano ma noi incrociando i dati li tagliamo fuori”.

Fin qui il bilancio, appunto, dell’applicazione della misura. Poi però Tridico ha espresso qualche riflessione su quello che effettivamente fa il reddito di cittadinanza. “Non crea lavoro”, ha chiarito, “ma lubrifica il mercato, consente l’incontro fra domanda e offerta come qualsiasi politica attiva, si tratta di uno strumento che migliora questo incrocio”. Il lavoro, ha sottolineato l’ex consulente economico del leader M5S Luigi Di Maio, “può essere creato solo con gli investimenti, mentre il reddito di cittadinanza, e così il decreto Dignità (di cui Tridico è il “padre”, ndr) aiuta ad allocare lavoro sul mercato”.

INTANTO PROSEGUONO LE POLEMICHE POLITICHE

Il reddito di cittadinanza continua comunque a far discutere le diverse parti politiche. In particolare, durante l’audizione, il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, “ha ricordato lo scandalo dei condannati per reati gravi che percepiscono il reddito di cittadinanza, conseguenza della bocciatura dell’emendamento di FdI alla legge istitutiva del Reddito di cittadinanza, che ne chiedeva l’espressa esclusione” informa una nota del gruppo al Senato di Fratelli d’Italia. “In particolare, riguardo il caso dei due ex brigatisti Raimondo Etro e Federica Saraceni, che hanno creato grande clamore nell’opinione pubblica, il senatore Fazzolari ha chiesto al presidente dell’Inps se gli uffici competenti avessero avuto la ‘decenza’ di proporre loro un’offerta di lavoro, per evitare che Etro e Saraceni continuassero ad essere mantenuti dai contribuenti italiani senza fare nulla. Tenuto conto che i due ex Br sarebbero abili a svolgere diverse attività lavorative, dalle pulizie alla segreteria. Purtroppo il presidente Tridico su questo non ha risposto”. Per questo motivo il partito di Giorgia Meloni ha annunciato che presenterà a riguardo un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.

Critiche sull’efficacia di questa misura sul mercato del lavoro arrivano invece da Italia Viva. “Decreto dignità e reddito di cittadinanza vanno radicalmente trasformati perché non aiutano né i più deboli sul mercato del lavoro e né le aziende. Meno male che se ne accorge anche il Pd ed è lo stesso Tridico ad ammettere che il sussidio non crea posti di lavoro: noi lo diciamo da tempo, meglio due misure, una per l’inclusione sociale ed una per la formazione ed il lavoro” commenta la senatrice Annamaria Parente. “Sul decreto dignità — ha detto — ho presentato già nel giugno 2019 una proposta di modifica per individuare specifiche causali sul contratto a tempo determinato oltre i dodici mesi. Altrimenti si può prevedere, come fa oggi Assolavoro, che nel 2020 perderanno il lavoro 25 mila persone, quelle meno specializzate e più sostituibili, per le quali le aziende non prevedono assunzioni a causa della norma capestro sulle causali, operando così un turnover della manodopera”. Da qui una proposta di Parente alla maggioranza di governo: “Ricominciamo da quella proposta. Il reddito di cittadinanza non sta funzionando e, per com’è impostato, non è equo nei confronti dei più bisognosi. Va abolito il requisito della residenza dei 10 anni per gli extracomunitari, prima che esso venga dichiarato incostituzionale, come sono da integrare gli aiuti ai senza fissa dimora e va assolutamente innalzato il massimale familiare perché non sostiene le famiglie con più figli. Quanto al legame con la ricerca di lavoro: è una pagina tutta da riscrivere se su 2,5 milioni di beneficiari gli occupabili sono soltanto 740 mila”.

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