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Rousseau, come funziona la piattaforma che deciderà sul Conte-bis

Rousseau

Martedì 3 settembre dalle 9 alle 18 gli iscritti al M5S sono chiamati a votare per dire sì o no all’esecutivo con il Pd. Ma come funziona la piattaforma Rousseau?

Conto alla rovescia per l’ennesimo voto sulla piattaforma Rousseau: martedì 3 settembre dalle 9 alle 18 gli iscritti del Movimento Cinque Stelle sono chiamati a dare il via libera o a bocciare il “nuovo governo”, come si legge sul Blog delle Stelle e sul profilo Twitter del M5S.

Ancora una volta, dunque, arriva la chiamata alla democrazia diretta per sancire la nascita del secondo esecutivo guidato da Giuseppe Conte che vede quale partner del Movimento non più la Lega ma il Partito Democratico. Questo il quesito cui occorrerà rispondere dopo aver consultato a partire dall’inizio del voto – se si vuole – il programma di governo negoziato con il Nazareno: “Sei d’accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”.

L’ultima parola dunque, esplicita il magazine dei Cinque Stelle, spetta agli iscritti “come da nostri principi e valori fondanti” e come ribadito dal leader Luigi Di Maio allo stesso Conte: “Il voto online per noi è fondante, non lo barattiamo”.

Tralasciando le ipotesi sull’esito del voto e su quanto potrà incidere il riferimento esplicito del nuovo alleato nel quesito, è forse il caso di dare un’occhiata a come funziona la piattaforma e a cosa è accaduto in passato relativamente a voti, attacchi hacker e “attenzioni” del Garante della Privacy.

COS’È ROUSSEAU

La piattaforma di “democrazia diretta”, com’è scritto sul sito https://vote.rousseau.movimento5stelle.it, ha quali obiettivi “la gestione del MoVimento 5 Stelle nelle sue varie componenti elettive (Parlamento italiano ed europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del Movimento 5 Stelle attraverso, ad esempio, la scrittura di leggi e il voto per la scelta delle liste elettorali o per dirimere posizioni all’interno del MoVimento 5 Stelle”.

LE SUE ORIGINI

Ideata da Gianroberto Casaleggio e dal figlio Davide, la piattaforma porta il nome del filosofo francese Jean-Jacques Rousseau, che secondo Casaleggio senior è stato “uno dei padri della democrazia diretta”. Un modo per opporsi, fin dal nome, alla democrazia rappresentativa che Gianroberto Casaleggio riteneva superata grazie all’uso della Rete.

COME SI VOTA

A Rousseau può accedere chiunque ma solo gli iscritti M5S possono parteciparvi attivamente previa presentazione di documento d’identità certificato. Per votare occorre essere registrati da almeno sei mesi. Finora alle votazioni online sulla piattaforma sono stati espressi 1,5 milioni di preferenze.

I VOTI PIÙ IMPORTANTI

Tra le votazioni di maggior rilievo per la vita del Movimento o per la sua presenza nel governo gialloverde ricordiamo quella per scegliere il candidato dei Cinque Stelle alla Presidenza della Repubblica, il 31 dicembre 2012, che vide sugli scudi la giornalista Milena Gabanelli, seguita dal fondatore di Emergency, Gino Strada, e dal giurista Stefano Rodotà e quella che nel maggio 2018 ha approvato il contratto di governo con la Lega. Nei mesi più vicini a noi, a febbraio scorso, è stato invece chiesto ai militanti del Movimento se il leader del Carroccio, e ministro dell’Interno Matteo Salvini, dovesse essere processato per il caso della nave Diciotti da cui il vicepresidente del Consiglio aveva impedito di far sbarcare 177 migranti soccorsi nei pressi di Lampedusa. Una scelta da compiere, peraltro, alla vigilia del voto della Giunta per le immunità del Senato, che avrebbe dovuto decidere se concedere al Tribunale dei ministri di Catania l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini: richiesta di autorizzazione respinta sia dalla piattaforma Rousseau sia da Palazzo Madama. Più di recente, occorre ricordare anche le votazioni per comporre le liste dei candidati alle elezioni europee del 26 maggio scorso.

LE FUNZIONI DELLA PIATTAFORMA

Molte le funzioni disponibili sulla piattaforma: si va da “Lex Parlamento” – per partecipare alla scrittura delle leggi nazionali proposte da deputati e senatori – a “Lex Regionale” – per fare altrettanto con provvedimenti regionali, a “Lex Europa” – per partecipare alla scrittura dei rapporti di iniziativa proposti dai parlamentari europei. C’è poi appunto la funzione “Vota”, che consente di scegliere i rappresentanti nelle assemblee elettive o di pronunciarsi su un tema specifico – come in questo caso – e che sostituisce le parlamentarie, e il “Fund Raising” con cui si possono effettuare donazioni per garantire il funzionamento e lo sviluppo della piattaforma.

Spazio pure allo “Scudo della Rete”, grazie al quale iscritti ed eletti pentastellati possono ricevere assistenza legale e raccogliere donazioni volontarie per il sostegno alla tutela legale, e ad “Activism” che raccoglie “le storie, gli eventi e le battaglie più significative” del Movmento. Con “Sharing” è possibile invece condividere atti comunali e regionali tra portavoce di diversi enti locali del M5S – al momento siamo oltre quota 1.000 -, con “E-Learning” si fornisce un supporto formativo agli iscritti che, “applicando il principio della democrazia diretta”, con “Lex iscritti” possono presentare una proposta che sarà poi fatta propria dai portavoce M5S. Finora hanno presentato 5.000 progetti di legge.

Infine ci sono “Call to Action”, grazie alla quale tutti i cittadini possono “partecipare, socializzare e collaborare attraverso la rete su progetti condivisi”, “Open Comuni”, che consente di formare direttamente online una lista di candidati per concorrere alle elezioni amministrative nel proprio Comune o nel proprio Municipio, e “Open Candidature”, dove gli iscritti possono compilare il loro profilo inserendo le informazioni in vista di una candidatura e proporsi per una candidatura alle elezioni regionali, politiche ed europee.

ROUSSEAU SUI SOCIAL

Si può seguire Rousseau anche sui social (Facebook, Twitter e Instagram) ed è possibile segnalare una vulnerabilità della piattaforma tramite un form disponibile sul sito stesso.

LE FALLE

Nonostante ciò, diverse volte si sono registrate falle nella sicurezza di Rousseau. Uno degli hacker più attivi è @Rogue_o che è riuscito a bucarla – e a diffondere dati sensibili – a settembre 2018 e ad agosto 2017. Proprio a seguito dell’ultimo attacco – che gli ha permesso di pubblicare su un sito password e numeri di telefono, tra gli altri, di Di Maio e dei ministri Alfonso Bonafede e Danilo Toninelli – il Garante della Privacy, Antonello Soro, ha avviato le prime verifiche dopo che, a maggio 2018, aveva riconosciuto ai gestori della piattaforma di aver fatto passi avanti rispetto alle violazioni del 2017.

Progressi che però risultavano ancora insufficienti tanto che ai primi di aprile l’Authority in questione ha sanzionato la società di Davide Casaleggio proprio per i “buchi” della piattaforma: una somma di 50mila euro che si sarebbe dimezzata nel caso non si impugnasse il provvedimento. Nonostante il clamore per la decisione di Soro, la società ha poi pagato senza neppure aspettare la scadenza prevista dei 30 giorni.

A scanso di equivoci, tre giorni fa, sul Blog delle Stelle è apparso un articolo con le “10 fake news a cui non credere” relative alla piattaforma. Tra queste si evidenzia che l’attuale area voto – utilizzata negli ultimi cinque mesi – “non è stata oggetto di contestazioni da parte del Garante della privacy” che ha invece sanzionato il vecchio sistema. Tra le altre fake news elencate: “Il voto degli iscritti sul Progetto di Governo può essere facilmente manipolato”, “la piattaforma Rousseau è impreparata a gestire un elevato traffico per il voto sul Progetto di Governo”, “il 29 agosto 2019 la nuova piattaforma Rousseau è stata hackerata”.

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