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Stipendi degli onorevoli nel mirino M5s. Ecco quanto guadagnano

Parlamentari

Uno studio inglese citato da Il Mattino evidenzia come i parlamentari italiani siano al primo posto nel mondo: dai rimborsi alle diarie voce per voce l’elenco delle spese

Siamo il Paese con più parlamentari al mondo. Sono quasi 1000, 630 alla Camera e 315 al Senato (più i senatori a vita). Secondi solamente al Regno Unito. Ma è soprattutto l’indennità dei parlamentari italiani – la più alta a livello globale – a finire sotto gli strali dei M5S, che hanno rilanciato la proposta di tagliare gli stipendi degli onorevoli con un videomessaggio di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

PRIMA L’ITALIA, SEGUITA DA AUSTRALIA, USA E CANADA

“Tra indennità, diaria e rimborsi, in media sei volte e mezzo più di un elettore e talvolta superando i 16 mila euro mensili. Un parlamentare riesce a portare a casa il 60 per cento in più rispetto alla media dei colleghi europei. Secondo uno studio inglese sono gli italiani i veri ‘Paperoni’: guidano la classifica con 120.546 sterline annue, seguiti da Australia (117.805), Usa (114.660), Canada (100.166) e Norvegia (87.964)”, si legge in un articolo sul Mattino che riprende uno studio inglese.

M5S SUL BLOG: ITALIANI PIÙ PAGATI AL MONDO, LI TAGLIAMO

“L’indennità dei parlamentari italiani è quella più alta in tutto il mondo. Sì, è proprio vero. E lo rivela uno studio inglese raccontato quest’oggi dal quotidiano il Mattino – scrivono gli M5s sul Blog delle Stelle -. Un triste primato tutto italiano che indigna ogni singolo cittadino!”. Secondo lo studio inglese, infatti, “gli italiani guadagnano il 60% di euro in più rispetto alla media europea. Tra stipendio, diaria, rimborso spese di soggiorno, budget per lo staff, rimborso per telefonate e spese informatiche, un parlamentare italiano può portare a casa anche 16mila euro al mese”, aggiunge il blog. “A questa vergogna tutta italiana, dobbiamo anche aggiungere un altro triste primato: siamo il Paese con più parlamentari al mondo. Sono quasi 1000 i parlamentari, 630 alla Camera e 315 al Senato (più i senatori a vita). Secondi solamente al Regno Unito. Per questo motivo, oltre al taglio degli stipendi dei parlamentari, quest’anno taglieremo anche il numero dei parlamentari. Il taglio agli sprechi e dei costi della politica a carico dei cittadini è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle ed è anche una priorità di questo governo. E dopo l’eliminazione dei vitalizi e il taglio alle pensioni d’oro ci apprestiamo a tagliare anche stipendi e numero dei parlamentari. Così eliminiamo gli ultimi privilegi della casta e investiamo i milioni di euro di risparmi ottenuti a favore dei cittadini! Questa si chiama Politica!”.

I COSTI

Secondo quanto riporta il Mattino citando lo studio inglese “la Camera conta 630 deputati. L’indennità è di 10.435 euro lordi, 5 mila al netto di ritenute fiscali e previdenziali. Il rimborso spese per il soggiorno a Roma è di 3.500 euro, meno 206 euro per ogni giorno di assenza quando si svolgono votazioni. Più viaggi gratis in autostrada, in treno (prima classe), nave e aereo sul territorio nazionale. Per i trasferimenti in aeroporto c’è un rimborso da1.107 a 1.331 euro al mese a seconda della distanza. E altri 3.690 euro per il rapporto eletto-elettore, utilizzabile per lo stipendio dei collaboratori”. E ancora, scrive il quotidiano di Napoli “258 euro mensili per le telefonate”, altri “2.500 euro (per legislatura) per le spese informatiche”. Infine l’assegno di fine mandato: “46.814 euro per una legislatura, 140.443 per tre”. “Discorso simile per gli onorevoli di Palazzo Madama che, anzi, guadagnano di più dei colleghi di Montecitorio. I 315 senatori ricevono 11.555 euro di indennità, 3.500 di diaria, 1650 per i trasporti e 4180 per le spese di rappresentanza”.

COME NASCONO LE RETRIBUZIONI PARLAMENTARI

L’indennità parlamentare è prevista dall’articolo 69 della Costituzione “a garanzia del libero svolgimento del mandato elettivo”. Una legge del 1965 attribuisce alle Camere il compito di determinare la somma dell’indennità “in misura tale che non superi il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate”. L’indennità è stata più volte ridotta nel tempo, l’ultima nel 2012. Inoltre è prevista la sospensione dell’adeguamento fino al 2020. La diaria viene riconosciuta a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. È stata ridotta nel 2010 e attualmente è di 3.503,11 euro.

IL CONFRONTO CON GLI ALTRI

“I 736 deputati del Parlamento Ue ricevono un’indennità netta di 6.200 euro, più 304 euro per ogni presenza”, evidenzia ancora Il Mattino. “Ci sono poi 4.299 euro mensili di rimborso spese generali (ufficio, telefono, informatica). I collaboratori sono pagati dal Parlamento per un importo massimo di 19.709 euro. Il vitalizio scatta a 63 anni, 1392 euro per un mandato, 2784 per due, 5.569 euro dai 20 anni in poi”. Via via tutti gli altri: Francia indennità lorda di 7.100 euro, 5677 tolte le ritenute previdenziali “libera la circolazione ferroviaria ma solo 40 viaggi aerei pagati fra il collegio e Parigi e 6 fuori collegio, 6.400 euro al mese per spese relative al mandati. Altri 9.138 euro solo per la retribuzione dei collaboratori”. Infine, in Germania i parlamentari ricevono “7.668 euro, il netto varia in base all’imposta sul reddito. Non ci sono ritenute previdenziali ma c’è un contributo mensile di 3.984 euro per l’esercizio del mandato. In caso di malattia scatta anche una penale di 20 euro per ogni giorno di assenza”.

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