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Stop al vaccino AstraZeneca. Cosa sappiamo?

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Diversi Paesi del Nord Europa hanno sospeso le vaccinazioni con il prodotto anglosvedese. La Spagna va avanti. L’Italia ha dichiarato lo stop a un unico lotto del vaccino AstraZeneca e indaga su un decesso

In poche ore il vaccino AstraZeneca è passato dall’essere la principale speranza del Vecchio continente di uscire dalla crisi pandemica a sorvegliato speciale. Domenica scorsa l’ufficio federale austriaco per la sicurezza sanitaria ha reso noto di avere sospeso la somministrazione di un lotto di vaccini AstraZeneca (il numero ABV5300) in seguito al decesso di una donna ed il ricovero di un’altra per un’embolia polmonare dopo la somministrazione di due dosi del vaccino. In seguito a questo episodio anche l’Estonia, la Lituania, il Lussemburgo e la Lettonia hanno sospeso in via precauzionale l’uso dei vaccini provenienti dallo stesso lotto, che conta un milione di dosi ed è stato distribuito in 17 Paesi. Le notizie sono altamente frammentarie e, pertanto, rischiano di alimentare solo confusione su un tema così importante, rinfocolando anche le deliranti tesi dei no vax. Ci impegniamo perciò a trattare esclusivamente quelle con fonti verificate, fornite dalle agenzie ufficiali, evitando le numerose fake news che si stanno diffondendo in queste ore in Rete. Ecco perciò cosa sappiamo finora sullo stop al vaccino AstraZeneca deciso in diversi Paesi del Nord Europa e in Italia.

QUELLA MORTE SOSPETTA IN ITALIA

Un caso sospetto sarebbe stato registrato in Sicilia. Un militare in servizio ad Augusta (Sr), Stefano Paternò, 43 anni, originario di Corleone, ma residente a Misterbianco (Ct) è morto ieri mattina per un arresto cardiaco nella sua abitazione. Il militare il giorno precedente si era sottoposto alla prima dose di vaccino dello stesso lotto a cui fa riferimento l’Aifa. Sul caso la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia. Attenzione, però: al momento non si hanno dati scientifici che dimostrino un collegamento diretto tra il decesso e la vaccinazione.

BASSETTI: “OTTIMO PRODOTTO, MA SFORTUNATO”

“Il vaccino AstraZeneca è un po’ sfortunato, ma è un ottimo vaccino che sta dando risultati efficaci. Mi auguro che quanto accaduto con alcuni lotti non spiga gli scettici a rifiutarlo perché non sarebbe giusto”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, commentando la decisione dell’Aifa di vietare in Italia, in via precauzionale, un lotto del vaccino.

“La decisione dell’Aifa – prosegue Bassetti – dimostra che in Italia c’è un ente regolatorio che agisce proprio dalla parte dell’utente, in questo caso chi sta facendo le vaccinazioni, garantendo la sicurezza. Anche se ancora non c’è correlazione tra il vaccino AstraZeneca e gli eventi avversi. Quanto accaduto dovrebbe convincere gli scettici a credere nelle istituzioni che sono sempre dalla parte dei cittadini. Spero quindi che non si crei pregiudizio su vaccino – conclude – possono esserci dei lotti che creano problemi come è accaduto in passato, soprattutto su numeri così grandi”.

COSA DICE L’AGENZIA EUROPEA DEL FARMACO

Il Comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac) ha stabilito che i benefici del vaccino contro il Covid-19 AstraZeneca continuano a superare i suoi rischi e che questo può continuare a essere somministrato mentre sono in corso le indagini sui casi di coaguli di sangue rilevati in alcune persone a cui è stato somministrato il siero. Lo riferisce l’Ema in una nota.

LA TOSCANA SOSPENDE LE VACCINAZIONI CON IL LOTTO ASTRAZENECA

“Il mio direttore del Settore Sanità mi ha detto che ha sospeso alcune dosi di quel lotto di vaccini AstraZeneca che era arrivato in Toscana, assolutamente in modo temporaneo, a scopo cautelativo”. Lo ha dichiarato il presidente della Toscana, Eugenio Giani, intervenendo alla trasmissione ‘Tagadà” su La7, precisando che la decisione vale solo per il lotto sospeso dall’Aifa.

VACCINAZIONE SOSPESA ANCHE A COSENZA

È stata sospesa la somministrazione del vaccino anti Covid-19 nel centro vaccinale gestito dall’Esercito a Cosenza, dopo la comunicazione dell’Aifa che ha vietato l’utilizzo di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca. Il vaccino iniettato oggi al personale scolastico appartiene al lotto indicato nella comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco. Secondo quanto si apprende, sono 173 i pazienti a i quali è stato somministrato il vaccino appartenente al lotto bloccato che ora verranno seguiti tramite farmacovigilanza dall’Asp di Cosenza.

DANIMARCA LA PRIMA A DIRE STOP AL VACCINO ASTRAZENECA

Secondo quanto si apprende dai media internazionali, lo stop all’uso del vaccino AstraZeneca in Danimarca è stato deciso a seguito di diversi casi di formazione di coaguli di sangue e problemi di circolazione in persone vaccinate Il ministro Magnus Heunicke ha comunque precisato, su twitter, che non è ancora chiaro se tali problemi sono legati al vaccino.

 

Leggi anche: Vaccini, per i medici internisti l’ostacolo è la burocrazia

La decisione “segue le notizie di gravi casi di coaguli di sangue in persone vaccinate con il vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca”, ha spiegato in un comunicato l’Autorità sanitaria danese, aggiungendo comunque che “al momento non è stato determinato che ci sia un legame tra il vaccino e i coaguli di sangue”.

ALTRI PAESI FERMANO IL VACCINO

Poco dopo la Danimarca, anche Norvegia e Islanda hanno sospeso per precauzione e fino a nuovo avviso l’uso del vaccino AstraZeneca, nonostante le rassicurazioni dell’Agenzia europea del farmaco, Ema, e del produttore. La decisione danese, così come quella dell’Islanda e della Norvegia, riguardano temporaneamente tutti i vaccini AstraZeneca a loro disposizione.

LA REPLICA DI ASTRAZENECA

“La sicurezza del vaccino” contro Covid-19 “è stata ampiamente studiata nei trial clinici di fase 3 e i dati sottoposti a peer-review confermano che il vaccino è generalmente ben tollerato”. Così AstraZeneca ha replicato ai Paesi che hanno imposto lo stop al suo vaccino.

LA SPAGNA CONTINUA A USARLO

La Spagna non ha registrato nessun caso di anomala coagulazione del sangue dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca e dunque continuerà ad utilizzarlo come da programma. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità Carolina Darias. Il ministro ha aggiunto che al momento non è stata provata una correlazione tra i casi di trombosi in Austria e il vaccino.

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