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Storia e numeri del canale di Suez

canale di suez

Il canale di Suez, che unisce Mediterraneo e Mar Rosso, ha festeggiato 150 anni nel 2019. Da martedì gli occhi del mondo sono puntati su quei 193 chilometri da cui passa gran parte del commercio mondiale

La nave portacontainer Ever Given, rimasta incagliata martedì scorso nel canale di Suez a causa di una tempesta di sabbia, ha iniziato a muoversi. Il fornitore di servizio di spedizione Inchcape Shipping ha dato la notizia con un tweet questa mattina alle 4.30. “È di nuovo libera”, ha scritto per annunciare che le operazioni per disincagliare la nave hanno avuto esito positivo.

Il servizio di localizzazione Vessel Finder ha modificato lo stato della nave in corso sul suo sito web, fa sapere LaPresse, e anche l’egiziana Leth Agencies ha twittato che la Ever Given è stata parzialmente rimessa a galla, ricordando che al momento 367 navi (tra cui 24 petroliere) sono in attesa di transito. L’Autorità del canale di Suez (Sca), tuttavia, non ha ancora dato una conferma ufficiale.

QUANTO COSTA IL BLOCCO DEL CANALE DI SUEZ ALL’EGITTO

Il blocco del canale di Suez, una delle principali rotte commerciali del mondo, ha un caro prezzo sia per l’Egitto, che lo controlla e per cui rappresenta un’importante fonte di reddito nazionale, che per l’economia mondiale.

In particolare, secondo la Sca, per l’Egitto la perdita ammonta a circa 13-14 milioni di dollari di entrate al giorno. Il costo per il transito di ogni singola nave varia moltissimo, scrive Il Post, dai 100 mila ai 500 mila dollari, e si stima che le entrate annuali del governo egiziano grazie al canale ammontino in totale a circa 5 miliardi di dollari.

Nonostante l’elevato costo di transito, le compagnie navali scelgono di usare il canale di Suez perché riduce molto i giorni di viaggio e il consumo di carburante. Solo in rari periodi in cui il costo del carburante è bassissimo la rotta del Capo viene considerata una valida alternativa.

QUANTO COSTA IL BLOCCO DEL CANALE DI SUEZ AL MONDO

A livello mondiale, il canale garantisce quasi il 7% del traffico mercantile mondiale e per le sue acque passa il 12% di tutte le merci del mondo, secondo il Centro Studi di Intesa Sanpaolo. Bloomberg ha stimato che ogni giorno di blocco equivale a una perdita giornaliera di 9,6 miliardi di dollari, 400 milioni di dollari l’ora.

La stima si basa sulle valutazioni di Lloyd’s List che divide così il valore delle due rotte: 5,1 miliardi di dollari generati dal traffico che va dal Mediterraneo verso l’oceano Indiano; e 4,5 miliardi quello relativo alla direzione opposta.

Per quanto riguarda il petrolio, secondo quanto scritto dal New York Times, le petroliere bloccate nel canale trasportano 8,8 milioni di dollari di greggio, per un valore di circa 550 milioni di dollari.

LA STORIA DEL CANALE DI SUEZ

Il canale di Suez fu realizzato dal francese Ferdinand de Lesseps (1805-94) su progetto dell’italiano Luigi Negrelli (1799-1858) e inaugurato nel 1869. Nel 1882, quando ancora esisteva l’Impero ottomano, ci fu una rivolta e il canale fu difeso dalle truppe britanniche, che ne tennero il controllo. Il canale fu poi incluso fra le clausole del trattato anglo-egiziano del 1936.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Egitto si mostrò sempre più insofferente della ‘tutela inglese’. La crisi diplomatica cominciò a delinearsi già nel 1948, in occasione della guerra arabo-israeliana, al termine della quale l’Egitto, sconfitto, impedì il passaggio delle navi di Israele.

Nel 1951 il trattato anglo-egiziano fu disconosciuto e il controllo egiziano sul canale si rafforzò. Nel 1954 un accordo stabilì che la Gran Bretagna si impegnava a ritirare le proprie truppe entro 20 mesi ma l’ostilità egiziana aumentò e, in risposta al rifiuto occidentale di finanziare la costruzione della diga di Assuan, l’allora primo ministro egiziano Gamal Abd el-Nasser decise la nazionalizzazione della Compagnia del canale (26 luglio 1956).

Con la nazionalizzazione da parte di Nasser il canale passò all’Autorità del canale di Suez, con l’intenzione di finanziare il progetto della diga utilizzandone le entrate. Si aprì così la crisi di Suez, culminata con l’intervento armato anglo-franco-israeliano contro l’Egitto tra l’ottobre e il novembre 1956.

Dopo il conflitto, l’accesso al canale fu posto sotto l’egida dell’Onu, ma fu di nuovo chiuso durante le successive guerre arabo-israeliane, nel 1967 e nel 1973. A partire dal 1974, lungo il canale furono dislocate forze dell’Onu. Fu infine riaperto alla navigazione internazionale il 5 giugno 1975, ma solo con il trattato di pace tra Egitto e Israele del 26 marzo 1979 fu consentito il passaggio anche alle navi israeliane.

Leggi anche: Il voto del Parlamento Ue per condannare l’Egitto di Al Sisi

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