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Cosa dice lo studio SWG sul voto alle elezioni regionali e al referendum

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Il Sì al referendum è stato maggioritario tra tutti gli elettorati dei partiti. Cruciale la gestione dell’emergenza coronavirus nella riconferma dei presidenti di regione

Le votazioni per le elezioni regionali e per il referendum sul numero dei parlamentari sono ormai terminate: il Sì ha vinto con oltre il 69 per cento, mentre le regionali si sono concluse con un pareggio tra centrodestra e centrosinistra.

COME HANNO VOTATO GLI ELETTORATI DEI PARTITI AL REFERENDUM

Il Radar di SWG dedicato alle elezioni del 20 e 21 settembre fa sapere che, relativamente al referendum costituzionale, la conferma della riforma è maggioritaria tra gli elettorati di tutti i partiti. Ha votato Sì il 90,1% degli elettori del Movimento 5 Stelle, il 71,6% di quelli di Fratelli d’Italia, il 67,7% di quelli della Lega e il 57,3 degli elettori del Partito Democratico. Proprio nel PD si conta la quota maggiore di elettori per il No: il 42,7%.

IL VOTO PER SEGMENTI SOCIALI

Il Sì è stato maggioritario tra tutti i segmenti sociali, in particolare tra gli operai (79%), ma anche tra i ceti medi (73,8%) e tra quelli medio-alti (41,4%). La forbice tra il Sì e il No è meno ampia tra i laureati (54,2% per il Sì, 45,8% per il No) e soprattutto tra i giovani: il 50,4% è favorevole alla riforma sul taglio del numero dei parlamentari, mentre il 49,6% è contrario.

IL VOTO ALLE REGIONALI: CAMPANIA

In Campania Vincenzo De Luca, del Partito Democratico, ha vinto con oltre il 69 dei voti. Di questi – nota SWG – il 24% aveva già votato per il centrosinistra alle elezioni europee, mentre il 18% aveva già votato per il M5S e l’11% per partiti di centrodestra. Il candidato del centrodestra, Stefano Caldoro, ha invece raccolto praticamente solo i voti degli elettori di centrodestra (l’80%).

IL VOTO ALLE REGIONALI: LIGURIA

Il candidato del centrodestra Giovanni Toti ha vinto con il 56%: voti arrivati per il 67% da chi – alle europee 2019 – aveva già votato per il centrodestra e per il 23% da chi non aveva votato. Meno forte la quota di voti arrivati da chi aveva votato M5S (5%) e centrosinistra (4%).

IL VOTO ALLE REGIONALI: MARCHE

I voti arrivati al candidato vincente – Francesco Acquaroli, del centrodestra, circa 49% – sono per il 78% voti di elettori del centrodestra e per il 14% di chi si era astenuto alle elezioni europee. Ha votato per Acquaroli il 5% di chi aveva votato M5S e il 2% di chi aveva votato per il centrosinistra.

Più variegata invece la provenienza del voto per Maurizio Mangialardi del centrosinistra, che ha ottenuto il 37%. Il 51% dei voti sono arrivati dagli elettori del centrosinistra, il 29% dagli astenuti, il 12% dagli elettori del M5S e il 7% da quelli del centrodestra.

IL VOTO ALLE REGIONALI: PUGLIA

Il candidato del centrosinistra Michele Emiliano, vincitore con il 46,8%, raccoglie consensi tra gli elettori del centrosinistra (36%) ma soprattutto da chi si era astenuto alle elezioni europee (40%). Hanno votato per lui anche l’11% degli elettori del M5S e il 10% degli elettori del centrodestra alle europee.

I voti arrivati al candidato del centrodestra Raffaele Fitto, che ha ottenuto il 39%, provengono invece da elettori del centrodestra alle elezioni europee (69%) e da chi non aveva votato (24%).

IL VOTO ALLE REGIONALI: TOSCANA

Il candidato del centrosinistra vincitore in Toscana, Eugenio Toscani (48,6%), ottiene soprattutto la riconferma degli elettori del centrosinistra (il 68% del totale) e per il 25% degli astenuti; hanno votato per lui solo il 4% degli elettori M5S e l’1% degli elettori di centrodestra alle europee.

Simile il quadro per la candidata del centrodestra Susanna Ceccardi (40,5%), che ottiene voti dagli elettori del centrodestra (79%) e dagli astenuti (14%), e solo in minima parte dall’elettorato del M5S (4%) e della sinistra (3%).

IL VOTO ALLE REGIONALI: VENETO

Lo scenario in Veneto è simile sia per il vincitore Luca Zaia (76,8% dei voti) che per lo sconfitto Arturo Lorenzoni (15,7%). Entrambi raccolgono consensi soprattutto dalle rispettive aree politiche di riferimento: il 72% dei voti di Zaia sono di precedenti elettori del centrodestra alle europee; il 76% dei voti per Lorenzoni sono di precedenti elettori del centrosinistra. Entrambi hanno raccolto una quota non trascurabile di astenuti: 21% per Zaia, 16% per Lorenzoni.

LA GESTIONE DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS

Lo studio SWG sottolinea come, nella riconferma dei presidenti di regione, la gestione dell’emergenza coronavirus abbia giocato un ruolo molto importante. L’88% degli intervistati ha giudicato positivamente l’operato di Zaia in Veneto. L’80% ha detto lo stesso di De Luca in Campania, mentre il 70% e il 54% si è detto soddisfatto della gestione rispettivamente di Toti in Liguria e di Emiliano in Puglia.

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