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Turismo, quanti danni ha fatto il Covid a Natale?

Ristoranti Coprifuoco

A Natale, 6 intervistati su 10 sono stati fuori casa al massimo per 2 giorni senza uscire dalla propria regione. Le restrizioni per Omicron hanno travolto 360mila realtà della ristorazione, 740mila aziende agricole e 70mila industrie alimentari

Mercatini di Natale andati deserti, concerti di Capodanno vietati più o meno ovunque. Il ponte dell’Epifania che permetterà a molti di tornare al lavoro il 10 gennaio non aiuterà più di tanto il comparto del turismo, messo in ginocchio dalle varianti del virus. Sono state festività casalinghe, queste, per milioni di italiani, asserragliati in casa per via delle nuove restrizioni del governo per rallentare la corsa di Omicron.

Secondo Confcommercio, a Natale 6 intervistati su 10 sono stati fuori casa al massimo per 2 giorni senza uscire dalla propria regione, mentre solo il 5% è andato all’estero. Dati in linea per quanto riguarda la lunghezza della vacanza anche a Capodanno, quando però chi ha fatto vacanze di quattro giorni o più – 4 su 10 – ha dichiarato di essere andato anche fuori regione. Resta comunque basso il dato sulla previsione dei viaggi all’estero: 8% tra Capodanno e Epifania, contro valori che normalmente, in questo periodo, andavano oltre il 20%. In questa situazione, rilevano da Confcommercio, la possibile ripresa del turismo si sposta all’estate 2022, tra più di 6 mesi e a quasi 30 dall’inizio della crisi.

Un risultato nero anche per un annus horribilis come il 2021, che si sarebbe chiuso (sono solo le prime stime) con almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze in meno rispetto al 2019 e 13 milioni in meno di viaggi degli italiani all’estero; solo per le vacanze tra Natale, Capodanno ed Epifania, rispetto ai 25 milioni di partenze programmate dagli italiani appena pochi mesi fa, 5 milioni sono state già cancellate e 5,3 milioni modificate riducendo i giorni di vacanza o scegliendo una destinazione più vicina, ma ci sono anche 7 milioni di viaggi che restano in sospeso.

Secondo Coldiretti, la spesa degli italiani in bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi risulta pari nel 2021 a circa 60 miliardi di euro, in calo di oltre 20 miliardi rispetto a prima della pandemia nel 2019, nonostante l’aumento rispetto allo scorso anno. La situazione di difficoltà non coinvolge solo le 360mila realtà della ristorazione ma – continua la Coldiretti – si fa sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini soprattutto nelle località turistiche per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura. Il risultato è che sono mancati acquisti in cibi e bevande da parte della ristorazione per un valore di circa 5 miliardi rispetto a prima della pandemia che colpiscono ben 740mila aziende agricole e 70mila industrie alimentari presenti nella filiera agroalimentare.

 

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