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I risultati del Piano Mattei nella relazione annuale

I risultati del Piano Mattei nella Relazione annuale sullo stato di attuazione: il programma interessa 18 paesi e muove fino a 4 miliardi di euro

Il Governo, lo scorso 2 luglio, ha trasmesso alle Camere, la terza Relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2026(Doc. CCXXXIII, n. 3).

Come si legge nel dossier parlamentare, la relazione del 2026 registra il “consolidamento” del Piano Mattei indicato come uno strumento “operativo e funzionante” con “risultati reali e misurabili” e in grado di rappresentare un “paradigma che ha anticipato i tempi”

La relazione sottolinea il significativo ampliamento geografico del raggio d’azione del Piano: dai 9 Paesi “pilota” del 2024, si è passati ai 14 del 2025 e ai 18 Paesi attuali, (grazie all’ampliamento a Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia).

Il Piano segna una crescita anche in termini finanziari. L’aumento più significativo riguarda la leva finanziaria mobilitata attraverso SACE, che raddoppia da circa 2 miliardi a oltre 4. I finanziamenti a valere sul Fondo per il clima passano da 265 milioni a 1,2 miliardi (come importo deliberato), mentre la conversione del debito già avviata, raggiunge la cifra di 269 milioni.

I settori di intervento sono quelli individuate nel DPCM del 7 ottobre 2024:

  • Acqua
  • Agricoltura e pesca
  • Energia
  • Infrastrutture fisiche e digitali
  • Istruzione, formazione e cultura
  • Salute

Il documento descrive un’Africa in forte trasformazione, con una crescita economica intorno al 4% nel 2025; una popolazione che ha ormai superato il miliardo e mezzo (con un’età media di 19,5 anni); una forte crescita demografica e urbanizzazione; e il progressivo sfruttamento di importanti risorse minerarie strategiche. Permangono invece importanti criticità in materia di istruzione, sicurezza alimentare, accesso all’acqua e servizi sanitari.

Il Governo sostiene che il Piano Mattei ha anticipato un nuovo paradigma nelle relazioni Europa-Africa, fondato su “basi radicalmente diverse da quelle del passato, abbandonando la pura logica del dono e dell’assistenza per costruire partenariati fondati su interesse reciproco, co-progettazione e rispetto dell’autonomia delle controparti”. In questo senso esso avrebbe influenzato anche le strategie adottate successivamente da altri Paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito).

Leggi la Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei

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