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5G, Sarmi (Asstel) bussa a Giorgetti (MISE): che si fa ora?

Giorgetti

Fondo bilaterale di settore ma non solo, pure l’innalzamento dei limiti per l’elettrosmog e meno burocrazia. Ecco che cosa chiederà Asstel a Giorgetti nell’incontro di quest’oggi

La beffa è che il governo per una volta sembrava stranamente compatto sulla questione, sarà che la questione è davvero molto tecnica e i partiti hanno preferito accodarsi alle richieste dei ministri tecnici, da Vittorio Colao a Roberto Cingolani. Di mezzo ci si è messo invece Giancarlo Giorgetti, titolare del Ministero dello Sviluppo Economico, frenando l’emendamento presentato da Italia Viva sull’innalzamento della soglia dell’elettrosmog a 61 volt per metro. La palla è stata calciata lontana perché prima il ministro vuole avere sulla scrivania la mappatura 5G a cui sta lavorando Infratel, sebbene le due cose non siano strettamente connesse tra loro.

Preambolo noioso ma necessario per comprendere perché questo pomeriggio al citofono dell’ufficio di Giorgetti al MISE si presenterà il presidente di FiberCop Massimo Sarmi, in rappresentanza di Asstel, l’associazione di categoria che guiderà per il biennio 2021-2023. Sarmi è fresco di nomina: è stato eletto presidente Asstel il 5 maggio 2021, succedendo al Presidente uscente Pietro Guindani.

Assotelecomunicazioni – Asstel, è bene ricordarlo, è l’associazione fondata da Telecom Italia, TIM, Wind, Vodafone-Omnitel, H3G, e Cos nel novembre del 2002, è considerata la prima associazione italiana nel campo dell’innovazione tecnologica. Aderente a Confindustria, Asstel conta 53 imprese associate, con un fatturato di circa 36 miliardi di euro. Aderiscono ad Asstel i maggiori operatori di telefonia fissa e mobile, nonché aziende che erogano servizi connessi allo svolgimento delle attività di telecomunicazione, dando lavoro a 130.000 addetti.

Sul tavolo di Giorgetti, il numero 1 di Assotelecomunicazioni-Asstel porrà diversi dossier, tutti ugualmente importanti nella partita dell’innovazione del Paese e, perciò, nella possibilità di accedere ai fondi europei del Next Generation Eu. Le imprese del settore chiedono al governo una drastica semplificazione degli iter autorizzativi, ma pure la rateizzazione degli importi per le frequenze 5G, e soprattutto risorse per il Fondo di solidarietà bilaterale per la filiera delle Tlc dedicate alle attività di formazione e assunzioni. “Il Governo ha messo al centro della propria agenda la transizione digitale – ha ricordato Sarmi in un’intervista a Il Sole 24 Ore – focalizzando l’attenzione sulla digitalizzazione e sulla stessa filiera tlc”.

Intervenendo al webinar di Asstel-Assotelecomunicazioni e Luiss Business School su ‘Le sfide delle Tlc: per l’Italia del futuro – Dalla formazione dei giovani al Fondo bilaterale di settore’, Sarmi ha nuovamente ribadito l’importanza del Fondo bilaterale di settore per mettere le competenze professionali al servizio della trasformazione digitale del Paese. “Le imprese della filiera tlc – ha dichiarato il neopresidente – sono pronte a raccogliere la sfida dell’innovazione, mettendo in campo sui territori servizi concreti, modellati sui bisogni dei cittadini. Per conseguire gli obiettivi che ci impegnano sino al 2026, è necessario completare la digitalizzazione del Paese e promuovere investimenti a sostegno delle persone, delle competenze e delle infrastrutture”. Il recente altolà di Giorgetti, però, farà sì che oggi pomeriggio di parli anche di elettrosmog.

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