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Amministrative | Palermo: una poltrona per 10 candidati sindaco. Chi sono

Palermo

Il 12 giugno si vota anche a Palermo. Ecco candidati e programmi

Dopo 10 anni consecutivi e 5 mandati in totale, Leoluca Orlando lascia il comune di Palermo. Il prossimo 12 giugno i palermitani dovranno scegliere il nuovo inquilino per Palazzo delle Aquile.

Comune di Palermo: una corsa affollata

Si presenta molto affollata la corsa per la scelta del primo cittadino del capoluogo siciliano. A contendersi lo scranno più alto della città ci sono: Francesco Miceli, sostenuto da una coalizione di centro sinistra che include anche il M5s, Fabrizio Ferrandelli, candidato di Azione e + Europa, Roberto Lagalla dell’Udc ma sostenuto anche da Italia Viva dopo la rinuncia di Davide Faraone, Carolina Varchi, candidata scresciuta politicamente in Fratelli d’Italia e Francesco Cascio scelto da Lega e Forza Italia. Corrono alla carica di sindaco anche Rita Barbera, Totò Lentini, Francesca Donato, Giuseppe Catalano e Ciro Lomonte.

Franco Miceli: “Saremo architetti che progettano la città”

Ex assessore della giunta Orlando di fine anni Novanta, ex presidente dell’Ordine degli architetti di Palermo, e presidente del Consiglio nazionale degli architetti Francesco Miceli è il candidato sindaco supportato da Pd, Movimento 5 Stelle, Sinistra Civica Ecologista e soggetti civici Avanti Insieme e Facciamo Palermo. Franco Miceli è stato Assessore all’Edilizia privata, ai Lavori pubblici e al Verde pubblico del Comune di Palermo negli anni della “primavera siciliana” di Leoluca Orlando. Il candidato del centro sinistra ha presentato la sua lista “Progetto Palermo”, sebbene la sua campagna elettorale non sia ancora entrata nel vivo, cosa che preoccupa i big del partito a cominciare segretario provinciale del Pd Rosario Filoramo che lo ha invitato a riempire la campagna elettorale ” di temi “. “Al centro del progetto ci sono le persone con le loro esigenza – ha detto Miceli -. Abbiamo cominciato a definire il programma. Abbiamo la necessità di aprire una nuova fase per la città affrontando le criticità e le emergenze. Il tema è fare diventare Palermo attrattiva in primo luogo per i propri cittadini, introducendo elementi di profonda innovazione come il metodo della partecipazione. Saremo tutti insieme gli architetti che progetteranno la città, i nostri committenti sono i cittadini”.

Roberto Lagalla: il candidato di centro che piace alla destra

Originario di Bari ma cresciuto a Palermo dall’età di 2 anni Roberto Lagalla è un medico, specialista in radiologia diagnostica e radioterapia oncologica dal 1983, ordinario di “diagnostica per immagini e radioterapia” presso l’Università degli Studi di Palermo, e dal 2007 al 2015 Rettore dell’Università degli Studi di Palermo (2008-20015). Roberto Lagalla è il candidato sindaco dell’Udc e di Italia Viva, dopo il ritiro dalla competizione di Davide Faraone. “Dieci rivoluzioni per far rinascere la città di Palermo“, è questa la proposta di Roberto Lagalla che all’Hotel Politeama ha avviato i lavori per la definizione del programma elettorale. “Una iniziativa aperta al territorio e alla partecipazione dei cittadini”, hanno spiegato dal suo staff. Lagalla non è un novizio in politica, nel 2017 ha  fondato il movimento civico Idea Sicilia con cui, nello stesso anno, è stato eletto all’Assemblea Regionale Siciliana e al 29 novembre 2017, fino alla dimissioni del 31 marzo 2022, ha ricoperto la carica di Assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale. Ed è proprio questo recente passato che avvicina Lagalla a Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni che al momento sostiene Carolina Varchi. Giorgia Meloni ha posto una condizione per il suo sostegno a Lagalla: l’appoggio di Fratelli d’Italia passa attraverso la presa di distanza del candidato Udc dai renziani.

Cascio: candidato di Forza Italia e Lega che punta alla candidatura unitaria

Forza Italia e Lega hanno scelto di candidare Francesco Cascio alle prossime Amministrative di Palermo. “Il mio auspicio – ha scritto in una nota il coordinatore regionale del partito in Sicilia, Gianfranco Micciché – è che su questo nome, storico e autorevole del centrodestra, la coalizione possa trovare l’unità sperata”.  Medico igienista, dirigente dell’ASP, ha una lunga familiarità con la politica: a 21 anni, nel 1984, è diventato consigliere comunale a Palermo per la Democrazia Cristiana, dal 1990 al 1993 è assessore comunale alla sanità e poi all’Edilizia e nel 1994 aderisce a Forza Italia. A supporto di Cascio ci sarà anche Coraggio Italia, e Noi con l’Italia, cui dovrebbero aggiungersi altre liste civiche. L’obiettivo di Cascio e delle liste che lo sostengono è convincere gli altri candidati di centro destra a convergere sul suo nome. “Non ricordo quanti erano i cavalieri della Tavola Rotonda, quel che è sicuro è che a Palermo ci sono già 7 candidati a sindaco nel centrodestra: Cascio, Scoma, Lentini, Lagalla, Varchi e perché no, anche Romano – scherza il commissario regionale della Dc Nuova Totò Cuffaro -. Palermo non è certo Camelot. Credo che la soluzione migliore, affinché Camelot non cada nelle mani di Mordred (la sinistra post orlandiana), sia che i cavalieri-candidati si chiudano nella sala del regno e, seduti intorno alla Tavola Rotonda, e senza i Merlino (partiti però senza magie), scelgano fra loro `Il Lancillotto´. E sia solo lui a cimentarsi nella sfida per riconquistare Camelot-Palermo. Lo dico con umiltà sapendo di non essere Parsifal”.

Carolina Varchi: candidata di FdI e amica di Giorgia Meloni

Sarà difficile far ritirare dalla corsa a sindaco Carolina Varchi, avvocato palermitana classe 1983, ha iniziato la sua militanza politica nel 2000, durante l’ultimo anno al liceo Umberto, aderendo ad Azione Giovani (movimento giovanile di Alleanza Nazionale) e poi ad Azione Universitaria dopo l’iscrizione all’Università di Palermo. Dal 2010 al 2012 ha ricoperto il ruolo di Vice- Presidente nazionale di Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà, incarico dal quale si è dimessa per fondare Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Nel marzo 2018 è stata eletta alla Camera dei Deputati ed è capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia. A sostegno di Carolina Varchi ci saranno la lista di Fratelli d’Italia, che vedrà in cima l’eurodeputato Giuseppe Milazzo, la seconda lista sarà quella di Diventerà bellissima, movimento fondato dal governatore Nello Musumeci, che dovrebbe avere come capolista l’attuale presidente del gruppo parlamentare e infine la terza compagine sarà la lista della candidata a sindaco. Il suo slogan sarà: “Una storia nuova”.

Totò Lentini: il candidato verace

Salvatore Lentini è un candidato autonomista, nato ad Altarello e cresciuto nella Dc, militava nella corrente del ministro Ruffini, che poi è diventato mattarelliano, e si presenta con Alleanza per Palermo. ” La ricetta per il Comune: “Certi servizi vanno privatizzati”. A sostenerlo due liste: “Alleanza per Palermo” e “Palermo città europea”. La prima è una lista che ha già cinque anni di esperienza, mentre l’altra sarà aperta a persone che non sono mai state candidate. “Vogliamo provare a fare sintesi – dice Lentini – con chi si colloca nell’area riformista, popolare e autonomista. Cioè i renziani, che hanno candidato Davide Faraone, ma anche gli indipendentisti e il popolo della famiglia, che puntano su Ciro Lomonte. Io auspico che questi partiti facciano squadra con Alleanza per Palermo”.

Fabrizio Ferrandelli, il candidato più progressista

Fabrizio Ferrandelli è il candidato della compagine progressista candidato di Azione e + Europa. “Palermo deve diventare la porta d’Europa nel Mediterraneo – ha dichiarato la senatrice Emma Bonino -. Per questo, a sostegno di Fabrizio Ferrandelli, metto a disposizione la mia storia e il mio impegno affinché le risorse europee del Pnrr portino lavoro e sviluppo al capoluogo siciliano. Devono essere opportunità, non l’ennesima delusione”. Il candidato ha animato la kermesse “Rompiamo il sistema”, promossa da Più Europa a sostegno della sua candidatura di Fabrizio Ferrandelli. “Sono pronto per amministrare la città. Insieme a chi ci sostiene abbiamo 15 anni di ascolto sul territorio – ha detto Ferrandelli -. Grazie al contributo delle reti sociali, di imprenditori e di cittadini liberi, abbiamo le risposte e le soluzioni alle tante criticità di questa città. Noi siamo l’unica garanzia di governabilità per Palermo, perché l’amiamo e la conosciamo, anche nei suoi complessi aspetti amministrativi, come nessun altro”.

Rita Barbera: una rosa con le spine per Palazzo delle aquile

Rita Barbera, ex già direttrice delle carceri palermitane dell’Ucciardone, Pagliarelli e del Malaspina, si candida alla carica di primo cittadino di Palermo supportata da dalla lista “Rita Barbera Sindaca” alla quale dovrebbe aggiungersene un’altra. “Il centrosinistra mi ha cercata e mi ha chiesto di rinunciare alla corsa a sindaco per sostenere Franco Miceli, promettendomi un posto in una lista per il Consiglio, ma io ho detto ‘no’ – ha detto Rita Barbera -. La mia è una candidatura civica che è forte solo se resta coerente e così sarà durante tutta questa campagna elettorale“. Il simbolo della sua lista, oltre al nome, contiene una rosa, la rosa di Santa Rosalia ma anche di Santa Rita, in un campo bordeaux e arancione.

Gli altri candidati civici

Gli altri tre candidati al comune di Palermo sono Francesca Donato, europarlamentare ex leghista famosa per le posizioni no-vax supportata dalla lista “Rinascita Domani”, l’architetto Giuseppe Catalano, sarà il candidato della lista civica “Forza Palermo” e Ciro Lomonte che proverà a portare al comune di Palermo le istanze di Italexit, del Popolo della famiglia e di Siciliani liberi.

I risultati dei sondaggi

Secondo il sondaggio pubblicato da Noto Sondaggi il 18 Dicembre 2021, a Palermo un terzo degli elettori è convinto che a vincere le elezioni sarà il centro-destra. Nel campo del centro-destra, stando alla rilevazione di Noto, Fratelli d’Italia sarebbe in testa con il 15% delle preferenze, mentre Forza Italia e la Lega sarebbero appaiati al 10% a testa, Cantiere Popolare a seguire con l’8% e infine l’UdC al 4%. Il centrosinistra potrebbe contare su circa il 28% delle preferenze degli elettori: il PD al 14% e il M5S al 13% a cui vanno aggiunti anche Sinistra Civica Ecologista e Verdi. La lista di Italia Viva varrebbe, da sola, il 5% delle preferenze.

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