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Anpal e Servizi, Draghi archivia la stagione di Conte. L’ira dell’avvocato

Conte

Mimmo Parisi potrà tornare nell’amato Mississippi. “Non ne so nulla, è una decisione politica grave”, sbotta il titolare dell’Anpal. I nemici di Conte (i due Mattei) gongolano anche per la sostituzione di Vecchione

L’Avvocato del popolo non l’ha presa bene. C’è persino chi racconta – e la storia viene fatta circolare dai suoi fedelissimi quindi si presume sia veritiera -, che per tutto il tardo pomeriggio di ieri chiunque abbia sentito Giuseppe Conte abbia raccolto il seguente sfogo: “…senza nemmeno dirmi nulla”. La linea ufficiosa lasciata trapelare da palazzo Chigi lascia intendere che nessuno abbia voluto fare uno sgarbo al capo politico in pectore dei 5 Stelle, Giuseppe Vecchione (forte della proroga di altri due anni firmata a fine novembre proprio da Conte) in particolare si sarebbe “bollito da sé”, bisbigliano alcuni, soprattutto sul recente dossier libico e sulla ripresa degli sbarchi, con le ONG e i giornalisti più sul pezzo di quanto stava avvenendo nel Mediterraneo del numero 1 del Dis.

 

Resta il fatto che Conte ha subito da Draghi un “uno-due” mica da ridere: prima il CdM straordinario per nominare Elisabetta Belloni all’Intelligence, poi il commissariamento dell’Anpal, l’agenzia che dovrebbe trovare un posto di lavoro ai disoccupati e che vede invece un disoccupato in più, il suo direttore: Mimmo Parisi, l’uomo del reddito di cittadinanza. Il pugliese di Ostuni che prima ha conquistato il Missisipi (andò in america con una valigia e centomila lire) e che poi, come un novello zio d’America, è tornato in Italia per dare una mano a chi non trova lavoro.

Parisi ora sentito da Repubblica cade dalle nuvole: “Non ne so nulla” e si arrabbia: “decisione politica grave”. Ma appunto il disegno di Draghi sarebbe quello di eliminare la politica dalla PA. Quindi ora il prossimo a traballare potrebbe essere Pasquale Tridico, numero 1 dell’INPS. Anche Parisi si sarebbe “bollito da sé” per usare l’espressione, efficace ma non certo lusinghiera, che circola nei Palazzi con riferimento a Vecchione. Colpa del reddito di cittadinanza. Scriveva quasi un mese fa Il Foglio: “Su 1 milione e 650 mila beneficiari di Rdc risultano solo 423 Assegni di ricollocazione (0,025%): è questo lo stato comatoso delle politiche attive in Italia”. Colpa anche del fatto che non si sia mai capito bene se abbia gestito l’Anpal da remoto, visti i continui viaggi del professore in quell’America profonda del jazz e delle piantagioni di cotone dove ha lavoro (all’Università) e famiglia. Da qui l’idea di dare mandato ad Andrea Orlando di una norma che ridisegni la governance dell’Anpal. Ma dietro ci sarebbe Draghi, appunto.

 

Il fatto che la poltrona di presidente, nei venturi assetti dell’Anpal, sparisca, non lenisce il profondo fastidio provato dai 5 Stelle (Parisi era stato fortemente sponsorizzato da Luigi Di Maio che gli era stato p). Anche perché nelle more delle leggi che ridisegneranno l’Agenzia, sarà nominato un commissario. Il messaggio che esce, dunque, è che viene commissariata l’Anpal dei 5 Stelle, quella del reddito di cittadinanza e dei navigator, sul cui futuro si addensano peraltro nubi sempre più scure, perché tranne i pentastellati nessuno nella maggioranza vuole riconfermarli. Come se tutto ciò non bastasse, a rendere più indigeribile la mossa di Draghi il fatto che i due Matteo, Renzi e Salvini, nemici giurati di Conte, non abbiano perso occasione per gongolare pubblicamente…

 

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