Perché è decaduto il presidente dell’AIA Zappi e gli scenari in caso di commissariamento
Non c’è pace nel mondo arbitrale italiano. Oltre al filone legato all’inchiesta di Milano sui vertici tecnici, anche sul piano della governance il futuro dell’Associazione Italiana Arbitri è fosco. Privata del proprio peso elettorale nelle decisioni FIGC, l’AIA vede adesso decadere il presidente Antonio Zappi, dopo la ratifica del Consiglio Federale della Figc, giunta ieri a seguito della sua inibizione a 13 mesi.
Il vertice della Federcalcio, il dimissionario Gabriele Gravina, ha già proposto, di commissariare l’ente che organizza e gestisce gli arbitri di calcio in Italia per conto della FIGC, ma vuole cautelarsi da eventuali ricorsi e rimette la decisione alla Sezione Consultiva del Collegio di Garanzia presso il Coni, che si esprimerà a fine mese in vista del prossimo Consiglio Federale fissato al 26 maggio.
PERCHÉ IL PRESIDENTE DELL’AIA ZAPPI È DECADUTO
La fine anticipata del mandato di Antonio Zappi è legata alla violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva, inerente ai doveri di lealtà, correttezza e probità. All’ex numero uno dei fischietti sono state contestate pressioni indebite esercitate durante la scorsa estate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, segnatamente nei confronti di Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.
Secondo l’accusa, tali azioni erano volte a indurre i responsabili alle dimissioni per favorire l’inserimento dell’ex arbitro internazionale Daniele Orsato, le cui condotte sono attualmente al vaglio del procuratore federale Giuseppe Chinè, e dell’ex designatore Stefano Braschi. La conferma della squalifica di tredici mesi ha fatto scattare automaticamente la decadenza dall’incarico come previsto dal regolamento associativo.
L’IPOTESI DEL DOPPIO COMMISSARIO
Come ipotizza storiesport.it, in caso di commissariamento, la Federcalcio potrebbe nominare un profilo amministrativo di estrazione federale per la gestione politica, affiancandolo a figure di altissimo profilo per la direzione tecnica. Per il ruolo di commissario circolano i nomi del vice-segretario generale della FIGC Antonio Di Sebastiano, esperto di regolamenti, e del segretario generale Marco Brunelli, mentre sono in discesa le quotazioni dell’avvocato Giancarlo Viglione, nel frattempo interpellato dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta in corso sui vertici arbitrali.
Per la parte tecnica, i “totem” individuati per riavviare la macchina arbitrale, secondo quanto riportava la Gazzetta dello Sport a fine aprile, potrebbero essere Nicola Rizzoli, oggi responsabile arbitrale per la Conmebol, e Roberto Rosetti, attuale designatore UEFA.
Restano sullo sfondo i nomi di Narciso Pisacreta, Matteo Trefoloni e Claudio Celi come possibili alternative per garantire la continuità operativa in vista della scadenza delle commissioni fissata per il primo luglio.
LA PISTA DEL “COLLEGIO DEI SAGGI”
Per evitare uno scontro frontale con la FIGC e preservare l’autonomia dell’associazione, sempre storiesport.it riferisce dell’ipotesi di costituire un comitato di salute pubblica composto da esponenti di peso delle diverse anime dell’AIA. Un gruppo di “saggi” che mirerebbe a presentare una proposta unitaria alla Federazione per gestire la transizione senza subire un commissariamento totale, pur appoggiando l’arrivo di un vertice non proveniente dall’AIA e di un direttore tecnico di alto profilo.
Tra i nomi coinvolti in questa operazione di mediazione figurano gli ex presidenti Marcello Nicchi e Alfredo Trentalange, oltre a Narciso Pisacreta, Carlo Pacifici, Alberto Zaroli, Duccio Baglioni e lo stesso reggente Francesco Massini. L’obiettivo di questa aggregazione sarebbe quello di affiancare il commissario federale nella definizione delle nuove norme elettorali e nella gestione delle promozioni e dismissioni arbitrali, evitando nuove faide interne in un momento di estrema fragilità per l’intera categoria.
I PRECEDENTI
L’attuale crisi riporta alla memoria quanto accaduto nel 2006, in piena tempesta Calciopoli. In quel frangente, il presidente dell’AIA Tullio Lanese si autosospese a seguito di un avviso di garanzia, portando il commissario straordinario della FIGC Luca Pancalli a nominare Luigi Agnolin alla guida degli arbitri.
Quella gestione commissariale, tuttavia, incontrò forti resistenze interne e durò solo pochi mesi, concludendosi con l’indizione di nuove elezioni che videro trionfare Cesare Gussoni. A distanza di vent’anni, il sistema arbitrale si ritrova in una condizione analoga, aggravata però dalle inchieste della Procura di Milano e da una spaccatura politica che coinvolge i vertici della stessa Federcalcio.


