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Bonomi: “Blocco licenziamenti è diventato blocco assunzioni”

Bonomi

Con l’addio di Giuseppe Conte, si respira un’aria nuova, di ritrovata sintonia, tra Palazzo Chigi e Viale dell’Astronomia. Tuttavia Bonomi avverte: “Serve patto per riformare gli ammortizzatori”

 

Da quando è stato nominato presidente di Confindustria, esattamente un anno fa, Carlo Bonomi non ha mai risparmiato critiche al modo di gestire la crisi sanitaria ed economica dell’ex esecutivo, pronunciando talvolta anche parole molto aspre nei confronti del premier Giuseppe Conte. Con l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Draghi, invece, il rapporto tra il governo e gli industriali sembra essersi fatto più disteso, anche se non mancano le rivendicazioni dell’associazione di categoria: “Sui licenziamenti, come ha detto Draghi, bisogna guardare al futuro. Quindi bene il blocco fino a che c’è stata l’emergenza, ma ora serve guardare al futuro. Il Presidente del Consiglio ha detto che dal 1° luglio le aziende in CIG possono ripartire e questo non vuol dire licenziare” – ha chiarito Bonomi, tornando a evidenziare come il blocco dei licenziamenti sia diventato un blocco delle assunzioni.

VACCINIAMOCI O RIPRESA SFUGGE

Secondo il Centro studi di Confindustria, “a fronte di indicazioni favorevoli sulla dinamica dell’industria, bisogna essere consapevoli che un’ampia fetta dell’economia italiana – quella dei servizi, che copre circa i tre quarti del valore aggiunto nazionale – risulta ancora in forte sofferenza e potrà ripartire pienamente solo quando la curva dei contagi tornerà a calare e le restrizioni verranno gradualmente rimosse. Sotto questo profilo è, dunque, cruciale che la campagna vaccinale proceda in maniera rapida ed efficiente, come garantito dal Governo; se per qualche ragione ciò non dovesse accadere il rischio è che l’attesa ripresa tardi ancora ad avviarsi”.

Leggi anche: Fiere ed eventi addio, locali chiusi. Cresce la disoccupazione nella Milano del Covid

BONOMI: PRIMA LE RIFORME, POI IL RECOVERY

Il numero 1 di Confindustria è tornato a spronare l’esecutivo sulla necessità di riformare il Paese anche prima del Recovery Fund: “bisogna fare le riforme: dalla Pubblica amministrazione alla giustizia, dal lavoro al fisco. Altrimenti la macchina statale nel suo complesso non sarà in grado di garantire un’efficace messa a terra dei fondi a disposizione”. In particolare, Bonomi ha proposto “un grande patto sulle riforma degli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro”, quindi sulla formazione, sul welfare e su come rendere le persone occupabili in un contesto sociale ed economico drammatico a causa del Covid-19. “In 5 anni, dal 2014 al 2019, abbiamo creato 800mila posti di lavoro, con la crisi Covid ne abbiamo persi 450mila in un solo anno. Inoltre, coloro che non studiano e non cercano lavoro, i Neet, sono aumentati di 250mila unità. I più colpiti sono giovani e donne e noi dobbiamo dare risposte a queste persone” – ha sottolineato Carlo Bonomi, osservando che non è certo un decreto il solo strumento per dare queste risposte.

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