L’assemblea dei soci rinnova la fiducia ai vertici uscenti guidati da Parzani e Testa. Ma sulle nomine grava il contenzioso legale con Cassa Depositi e Prestiti
CHI C’È NEL NUOVO CDA DI BORSA ITALIANA
Il nuovo organismo amministrativo di Borsa Italiana ricalca in gran parte la struttura uscente, confermando le figure chiave che hanno gestito la società nell’ultimo mandato. Oltre alla presidenza di Claudia Parzani e alla guida operativa di Fabrizio Testa, il board vede anche la conferma di Gianluca Garbi nella carica di vicepresidente.
Giorgio Modica, che ricopre anche il ruolo di chief financial officer del gruppo Euronext, è stato nominato consigliere con delega specifica alla finanza. All’interno del consiglio si registra l’ingresso di Andrea Perrone, il quale subentra a Barbara Alemanni, mentre sono stati confermati gli altri membri uscenti.
La compagine dei consiglieri comprende dunque Stéphane Boujnah, attuale amministratore delegato e presidente del consiglio di gestione di Euronext, insieme a Tatiana Rizzante, Paolo Marchesini e Camille de Perthuis.
MTS, CONFERMATI CANNATA E PRONI
Contestualmente, l’assemblea di MTS ha provveduto al rinnovo del proprio consiglio di amministrazione, il quale ha successivamente confermato Maria Cannata alla presidenza e Angelo Proni come amministratore delegato della società.
LA BATTAGLIA EURONEXT-CDP SU BORSA ITALIANA
La scelta di confermare Fabrizio Testa alla guida di Borsa Italiana rafforza la sua posizione all’interno del gruppo paneuropeo, in vista anche della prossima assemblea di Euronext prevista per il 20 maggio ad Amsterdam, dove la sua figura sarà proposta per il rinnovo come membro del Managing Board della holding.
Ma sul suo rinnovo, come sulle nomine di MTS, pende la disputa legale aperta nella capitale olandese da Cassa Depositi e Prestiti, che detiene l’8,08% del capitale di Euronext: l’investitore italiano vuol pesare maggiormente nei processi di nomina, anziché subire le decisioni unilaterali del gruppo, ritenendolo troppo sbilanciato sugli interessi francesi. Per sciogliere il nodo, occorreranno diversi mesi, il che lascia aperta una finestra di incertezza sulla governance futura del gruppo.


