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Cdp, ecco il nuovo cda (senza sorprese). Confermati i meloniani ‘Draghi boys’

Cdp Scannapieco

Si va verso la riconferma di Scannapieco come ad e Gorno Tempini come presidente di Cdp

La prima data cerchiata in rosso è giovedì 20 giugno: convocazione dell’assemblea di Cassa depositi e prestiti. “Salvo colpi di scena” sarà l’occasione per nominare ufficialmente il nuovo cda.

CHI SONO I NOMI DEL NUOVO CDA DI CDP

Dopo il via libera formale e sostanziale di Giancarlo Giorgetti, titolare del Mef e azionista della Cdp all’83%, si va quindi – come anticipato da Repubblica – verso la riconferma di Dario Scannapieco nel ruolo di amministratore delegato, con Giovanni Gorno Tempini confermato nella carica di presidente, su indicazione delle Fondazioni azioniste. Gli altri due nomi indicati dalle Fondazioni per il consiglio sono l’economista Luigi Guiso e la giurista Lucia Calvosa, già presidente di Eni e nei board di Mps e Tim.

Tesoro e Fondazioni – spiega poi il Messaggero rilanciando fonti Mef – sono pronti a varare una lista unica, con l’indicazione di Giovanni Gorno Tempini e Dario Scannapieco. “Sulla scia della tradizione delle altre nomine – si legge sul quotidiano romano – i due azionisti sono allineati e depositano una sola lista. La firma verrà apposta stasera dando un segnale di convergenza e continuità che puntellerà la strategia futura. Scannapieco ha dato una poderosa spinta per la crescita sostenibile del Paese con 50 miliardi di Interventi solo nel biennio 2022-2023”.

VINCE IL ‘DRAGHI BOYS’ SCANNAPIECO, NONOSTANTE LE PERPLESSITA’ DI SALVINI

Sul nome di Scannapieco si sarebbe trovata quindi la quadra tra gli alleati di maggioranza nonostante qualche perplessità, con particolare riferimento alla Lega – il partito che più degli altri aveva quanto meno inizialmente auspicato una certa discontinuità.

Giorgetti – scriveva Repubblica – “era l’unico nella compagine governativa non convinto della riconferma di Scannapieco, con cui non si era trovato in sintonia nella partita della rete Tim. E con lui qualche perplessità le nutriva anche Matteo Salvini. Ma la compagine di Palazzo Chigi, dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari al capo di gabinetto Gaetano Caputi, ha fatto fronte comune a favore di Scannapieco grazie anche ai buoni uffici di Fabio Barchiesi, direttore sviluppo di Cdp Equity. E anche la premier Giorgia Meloni si è allineata recependo i consigli di Mario Draghi, che tre anni fa da presidente del Consiglio, aveva nominato Scannapieco al vertice della Cassa. L’altro nome che era circolato, il managing director di Goldman Sachs, Edoardo Ravà, è stato così accantonato e Giorgetti non ha potuto far altro che rassegnarsi”.

CHI È DARIO SCANNAPIECO

Nato a Roma il 18 agosto 1967, Dario Scannapieco ha studiato Economia e Commercio presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali di Roma (1987-1992) e presso la Harvard Graduate School of Business Administration di Boston (1995-1997) dove ha conseguito il Master in Business Administration (MBA). È autore di vari articoli sui temi delle privatizzazioni e della Corporate Governance ed è inoltre docente presso l’Università di Roma dove tiene un corso sulla “Corporate Governance nelle imprese statali”.

IL RUOLO NELLA BEI E LE ALTRE ESPERIENZE

A maggio 2021 Scannapieco è stato nominato dal governo Draghi amministratore delegato di Cdp, tanto da essere definito uno dei ‘Draghi boys’. E’ stato vicepresidente della Bei, l’istituto che fornisce finanziamenti per progetti che contribuiscono a realizzare gli obiettivi dell’Unione europea, sia all’interno che al di fuori dell’Ue. Ha iniziato il mandato il 16 agosto 2007 ed è stato successivamente rinnovato sia nel 2013 che nel 2019. Fu il ministro Tommaso Padoa-Schioppa a chiedergli di andare in Lussemburgo per rappresentare l’Italia presso la Bei.

In precedenza, Scannapieco ha ricoperto incarichi di rilievo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano: dal 2002 in qualità di dirigente capo della direzione Finanza e Privatizzazioni, e dal 1997 al 2002 quale consigliere del Direttore generale. Ha iniziato la sua carriera nel 1992 presso la Direzione Pianificazione e Controllo Strategico di Telecom Italia S.p.A. Ha fatto parte, inoltre, di numerosi cda e comitati strategici. E’ stato anche membro di comitati intergovernativi finalizzati a strutturare l’assetto finanziario e a definire gli aspetti essenziali di due progetti prioritari di reti transeuropee.

CHI E’ GIOVANNI GORNO TEMPINI

Giovanni Gorno Tempini è presidente del cda di Cdp dal ottobre 2019, presidente di Cdp Reti da novembre 2019, presidente di Cdp Equity da aprile 2020 e presidente della Fondazione Cdp da fine 2021. Da agosto 2019 presiede il cda di F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini – e dal 2017 fa parte del consiglio di amministrazione di Avio, entrambe quotate nel segmento Star di Borsa italiana. Il 28 aprile 2023 ha assunto la Vicepresidenza della stessa Avio. Il 31 marzo 2021 è entrato a far parte del cda di TIM.

Insegna all’MBA Program della SDA Bocconi School of Management e all’Università L. Bocconi di Milano, in qualità di professore a contratto. È stato inoltre docente all’Università LIUC di Castellanza (Varese) e all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora da numerosi anni, con vari ruoli, con Intercultura ed è stato nominato membro dell’Advisory Board di H-FARM Education. In precedenza, è stato presidente di Fondazione Fiera Milano e consigliere di amministrazione dell’Università LUISS (luglio 2016-luglio 2019). È stato nel cda di Intesa Sanpaolo e di Willis Towers Watson (aprile 2016-novembre 2019), e inoltre nel cda di FIRC – AIRC, Fondazione e Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (maggio 2016-aprile 2020).

Ha iniziato la sua carriera in JP Morgan nel 1987 nel settore di Global Markets, ricoprendo diversi incarichi direttivi a Milano e Londra, con responsabilità in Italia e EMEA. Giovanni Gorno Tempini si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università Luigi Bocconi di Milano nel 1987. Il 21 aprile 2021 è stato insignito dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il 30 maggio 2022 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

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