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Che cos’è la Buona Destra e chi la guida

Filippo Rossi Buona Destra

La Buona Destra, nata nell’estate del 2020 da un’idea del giornalista Filippo Rossi, strizza l’occhio a Calenda e Carfagna mentre dice un convinto ‘no’ a sovranisti e populisti

Sì a Calenda e Carfagna, no al populismo e sovranismo di Salvini e Meloni. Convinto europeista, appoggerebbe il governo anche se “il governo Draghi è il fallimento della politica italiana”. Ecco chi è cosa pensa Filippo Rossi, fondatore del partito la Buona Destra.

CHE COS’È LA BUONA DESTRA

Prima un libro (Dalla parte di Jekyll: Manifesto per una buona destra) e poi un partito che ne riprende il nome, la Buona Destra. L’obiettivo, spiega il suo fondatore Filippo Rossi è quello di “disgregare l’attuale centrodestra, allontanandolo dai sovranisti. Le destre non si alleano coi sovranisti”. A oggi il neonato partito conta 5.000 iscritti e 150 comitati promotori.

Rossi ambisce a una destra moderata e guarda a figure come il presidente della regione Liguria Giovanni Toti e alla ministra per il Sud Mara Carfagna o al leader di Azione Carlo Calenda, al quale va il sostegno della Buona Destra in vista delle Comunali di Roma.

Buona Destra in opposizione alla ‘cattiva’ che, spiega Rossi all’agenzia Dire, “è quella che scommette sulle paure delle persone, che scommette sui peggiori sentimenti, che scommette sulla propaganda e non sulla politica del fare, sulla politica della concretezza che può essere anche la politica del compromesso visto come un ‘fare alto’ della politica e non lo scontro diretto che poi è in sostanza un’eterna infinita guerra civile”.

IN COSA SI DISTINGUE DA LEGA E FRATELLI D’ITALIA

Il partito di Rossi vuole prendere le distanze sia dalla Lega di Matteo Salvini che dai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e si definisce “patriottica ma non nazionalista, autorevole ma non autoritaria, che rifiuta ogni proposta assolutistica di ‘pieni poteri’ sul modello sovversivo di quel Viktor Orban tanto caro ai populisti”.

Rossi si dice convinto europeista e sogna gli Stati Uniti d’Europa insieme alle destre europee moderate. Il suo partito vuole colmare una “voragine politica”: “i partiti di destra moderata sono ovunque eccetto che in Italia. Penso ai repubblicani francesi, la Cdu in Germania, penso all’Austria dove la destra liberale governa con i verdi”.

Tra gli altri obiettivi viene citato quello di combattere le fake news di Salvini e Meloni. Ha inoltre una posizione nettamente contraria a entrambi anche sul tema dei migranti perché si dichiara a favore “del garantire la vita umana nel rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, soccorrendo sempre e comunque i migranti in pericolo di vita, rifiutando di ricorrere a forme disumane di chiusura o respingimento e prestando l’assistenza necessaria”.

CHI È FILIPPO ROSSI

Filippo Rossi è giornalista, scrittore e fondatore del Festival Caffeina. In politica, si è candidato come sindaco alle comunali di Viterbo nel 2013 e, alla tornata successiva, come candidato con +Europa. È stato ideologo di Gianfranco Fini in Futuro e Libertà – ma assicura che in questo nuovo progetto non c’è nessuna tentazione nostalgica.

“Io credo che la cultura di destra sia fondamentale per la crescita di un Paese – ha detto – perché è una cultura che pensa più alle decisioni della politica piuttosto che la redistribuzione del reddito ad esempio. È una cultura che consente al Paese di guardare lontano, di guardare al futuro, piuttosto che alla sindacalizzazione della politica, come io la definisco, che poi arena la politica nella decisione e quindi blocca l’intero Paese”.

Leggi anche: Sotto il Vesuvio, l’alleanza liberal-comunista. Calenda traina Bassolino

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