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Sotto il Vesuvio, l’alleanza liberal-comunista. Calenda traina Bassolino

Calenda Bassolino

Per Napoli tandem inedito liberali – ex PCI. Calenda e Bassolino pronti a disturbare uno dei rari candidati in cui si è registrata la convergenza PD e M5S: Gaetano Manfredi (che i sondaggi danno in testa)

“Alcuni uomini cambiano partito per amore dei loro principi; altri i loro principi per il partito”. È la citazione di Winston Churchill, personaggio particolarmente amato da Carlo Calenda, che troneggia su tutti i social del leader di Azione, formazione politica di ispirazione liberale. Chissà se nell’aforisma vi rientra pure l’inedita convergenza tutta partenopea registrata nelle ultime ore: i liberali calendiani a braccetto con un vecchio comunista della risma di Antonio Bassolino, che ancora qualche giorno fa, chiudendo un comizio, ha detto: “Sono comunista, sono del Pci, i miei maestri sono stati Amendola, Ingrao e Berlinguer, ma sono un uomo delle istituzioni” (quindi l’attacco ai Dem: “ho contribuito a fondare il Pd, che per 11 anni mi ha isolato, senza affidarmi nessun incarico”).

“A Napoli Azione sosterrà convintamente Antonio Bassolino. Dopo il disastro di De Magistris abbiamo bisogno di persone esperte e capaci. Quello di cui sicuramente invece non abbiamo bisogno è di portare i 5S al governo della città”. È stato l’annuncio di Carlo Calenda, attuale candidato sindaco di Roma.

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“Ringrazio molto Carlo Calenda e Azione – ha scritto su Facebook Antonio Bassolino, per 17 anni, dal 1993 al 2010, sindaco di Napoli e poi presidente della Regione Campania – il loro sostegno rafforza il carattere politico e civico della mia candidatura a sindaco di Napoli. Sono una persona di sinistra, un fondatore del Pd, e soprattutto un uomo delle istituzioni. Mi rivolgo a tutte le elettrici ed a tutti gli elettori che vogliono mettere la città sopra ogni interesse di parte: forza, possiamo farcela”.

L’alleanza è quanto di più innaturale si possa pensare, soprattutto ragionando secondo le contrapposizioni novecentesce. Interpellato in merito dal Corriere del Mezzogiorno, Calenda svia sulle origini di Bassolino: “Antonio lo conosco bene, è stato un bravissimo sindaco di Napoli, è un combattente. Ha avuto la forza di resistere ad accuse di tutti i generi poi risultate false, ha esperienza, capacità. Napoli per me è una città importantissima. Tre nonni su 4 sono napoletani. Ho anche lavorato a Napoli. La conosco. Quello di Bassolino mi sembra il profilo perfetto dopo il disastro lasciato da de Magistris”.

 

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