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Chi è Elisabetta Belloni, in lizza per essere la prima donna al Quirinale

Chi è Elisabetta Belloni

Una lunga carriera diplomatica iniziata nel 1985, la prima donna a ricoprire l’incarico di Segretario Generale presso il ministero degli Esteri e a dirigere l’Unità di Crisi della Farnesina durante il rapimento del giornalista Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan. Dopo essere stata messa a capo del Dis, si fa il suo nome per il Colle più alto. Vediamo chi è Elisabetta Belloni

Prima di presiedere il DIS, il nome di Elisabetta Belloni, già Segretario Generale della Farnesina dal 2016 circolava insistentemente 12 mesi fa, all’inizio del febbraio 2021, perché sembrava destinata a ricoprire la carica di ministra degli Esteri del governo Draghi. Dodici mesi dopo, il suo nome è finito nell’insalatiera dell’elezione del Capo dello Stato: più lo stallo politico dovesse protrarsi, più è facile che un profilo tecnico come il suo possa arrivare al Colle più alto.

SALVINI E CONTE: “UNA DONNA AL QUIRINALE”

La strada è ancora tutta in salita, anche perché pochi minuti fa Matteo Salvini (che deve riprendere il controllo del locomotore, dopo aver fatto deragliare Maria Elisabetta Casellati) e Giuseppe Conte sono sembrati volersi intestare la scelta, col primo che ha dichiarato: «Lavoro per portare una donna in gamba al Quirinale», il secondo che a stretto giro ha aggiunto: «Sarebbe la prima volta della storia».

Crescono insomma solo nelle ultime ore le quotazioni di Elisabetta Belloni, dopo un incontro forse tra il leader della Lega e Mario Draghi, ma tali dichiarazioni potrebbero irrigidire Pd e M5s, anche se difficilmente potranno dire ‘no’ a un simile profilo, tanto più rappresentando un genere storicamente sotto-rapresentato. L’ipotesi più facile, anzi, è che tutti si intesteranno la scelta.

CHI È ELISABETTA BELLONI

Elisabetta Belloni è nata a Roma nel settembre 1958 e si è laureata in Scienze politiche presso l’Università LUISS di Roma. Ha iniziato la sua carriera diplomatica nel 1985 prestando prima servizio al ministero degli Esteri presso la Direzione generale degli affari politici e poi nel 1986 presso l’UNIDO a Vienna.

LA LUNGA CARRIERA INTERNAZIONALE

Dal 1989 al 1992, come riportato dal sito della Farnesina, Belloni torna nuovamente alla Direzione affari politici, segue i lavori della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE), è Vice Capo della Delegazione CSBM (Confidence and Security Building Measures) a Vienna e, in seguito, membro della delegazione italiana alla conferenza di Helsinki sui seguiti della CSCE.

Dal 1993 al 1996 è Primo Segretario a Vienna alla Rappresentanza diplomatica presso le Organizzazioni internazionali poi, fino al 1999, presta servizio all’Ambasciata d’Italia a Bratislava. Rientrata a Roma nel 1999, lavora presso l’Ufficio Russia della Direzione affari politici.

Il Segretario Generale, Amb. Elisabetta Belloni a un evento della Farnesina su prevenzione oncologica femminile

Nel 2000 è capo della Segreteria presso la Direzione per i Paesi dell’Europa; nel 2001-2002 è capo dell’Ufficio per i Paesi dell’Europa centro-orientale. Dal 2002 al 2004 è capo della Segreteria del Sottosegretario di Stato agli Esteri. Nel 2004 diventa la prima donna a dirigere l’Unità di Crisi della Farnesina.

Dal 2008 al 2012 è Direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo; dal 2013 al 2015 assume le funzioni di Direttore generale per le Risorse e l’Innovazione. Promossa Ambasciatore di grado nel 2014, nel 2015 assume l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Su proposta dell’allora ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, viene scelta nel 2016 per succedere al Segretario Generale dimissionario Michele Valensise, diventando la prima donna a ricoprire l’incarico.

Leggi anche: Tutti gli uomini (e le donne) del Presidente. Toto ministri del governo Draghi

LE MISSIONI PIÙ IMPORTANTI

Belloni viene ricordata anche per aver affrontato casi difficili come la trattativa per la liberazione del giornalista di RepubblicaDaniele Mastrogiacomo, rapito in Afghanistan, e il coordinamento delle prime ricerche dopo lo tsunami in Thailandia.

Del rapimento di Mastrogiacomo aveva detto: “È stato un sequestro difficile dal primo momento all’ultimo: abbiamo temuto in diverse occasioni sulla sorte di Mastrogiacomo, con momenti di autentica angoscia. Ci sono state giornate veramente difficili, e fino a quando non abbiamo saputo che Daniele era arrivato sano e salvo all’ospedale di Emergency non potevamo fare previsioni”.

RICONOSCIMENTI

Per la sua carriera diplomatica, ha ricevuto nel 2010 il Premio Internazionale Profilo Donna. Tra le altre onorificenze ricevute quella di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Ordine della Legion d’Onore della Repubblica Francese.

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