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Chi è Germana Panzironi, dalla Covisoc ‘ridimensionata’ alla guida della commissione Via del Mase

Panzironi

Nuova nomina in arrivo per Germana Panzironi, dopo la guida della Covisoc (‘declassata’ dal decreto Abodi) dovrebbe arrivare un nuovo incarico su indicazione del ministro Pichetto Fratin

Germana Panzironi, magistrato amministrativo e presidente del Tar Abruzzo, sarà la nuova presidente della commissione per la Valutazione di impatto ambientale (Via), che venerdì ha concluso la sua attività ordinaria. A dare questa anticipazione è stato Giorgio Santilli sul Foglio.

La prorogatio della commissione, ha spiegato Santilli, “è limitata a 45 giorni e il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, intende mettere la nuova commissione in grado di funzionare immediatamente, per evitare qualunque paralisi o rallentamento. In queste ore sta firmando i decreti di nomina di una trentina di componenti, sufficienti a garantirne la piena operatività”. L’obiettivo è fare in modo che ci sia continuità temporale.

PANZIRONI ALLA GUIDA DELLA COVISOC, VICINA A GRAVINA

La ‘curiosità’ è che Panzironi, che in passato è stata anche capo di gabinetto di importanti ministeri, dallo scorso novembre è anche presidente della Covisoc, la commissione che vigila sui bilanci delle società di calcio professionistiche. Quella stessa Covisoc al centro del cortocircuito governo-sport delle ultime settimane e che è stata ridimensionata dal Decreto legge voluto dal ministro Abodi e approvato dal Cdm venerdì.

Facendo un passo indietro, è bene ricordare che la nomina di Panzironi alla guida della commissione di vigilanza fu accompagnata da polemiche, come scrisse allora La Verità, relative a potenziali conflitti di interesse (essendo ancora presidente del Tar dell’Abruzzo dove potrebbero arrivare anche ricorso contro la Covisoc) e alle immancabili tensioni tra Gravina (sponsor di Panzironi) e alcuni ambienti della politica, tra cui il senatore di Forza Italia Lotito. Da aggiungere che, come scriveva sempre La Verità, Panzironi “è considerata molto vicina a Giancarlo Viglione, l’avvocato amministrativista di Gravina”, e nel frattempo divenuto “responsabile delle relazioni istituzionali e del legislativo della Federazione”, per concludere – come si legge sul sito – che “Gravina starebbe mettendo le mani su un organo come quello della giustizia sportiva che dovrebbe rimanere autonomo ed esterno alle dinamiche politiche della Figc”.

IL RIDIMENSIONAMENTO DELLA COVISOC PRESIEDUTA DA PANZIRONI..

Che fine farà quindi la Covisoc, resterà o sarà sostituita dalla nuova ‘commissione indipendente’ voluta da Abodi? A precisa domanda di Angelo Ciardullo su Milano Finanza di sabato, il ministro Abodi ha risposto: “La commissione si occupa solo delle realtà professionistiche. Le attività che riguardano tutto ciò che c’è sotto la Serie A del basket e la Lega Pro del calcio probabilmente avranno in ogni caso bisogno di controlli”. Emerge quindi che la Covisoc è stata nei fatti declassata, andando a occuparsi dello sport dilettantistico. Con la conseguenza che se prima si accusava Gravina di voler mettere le mani sulla giustizia sportiva, adesso le stesse accuse sono rivolte al ministro Abodi.

..LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA COMMISSIONE VIA

Tornando a Panzironi, in bilico nel ruolo di presidente della Covisoc, sulla carta subirebbe un ridimensionamento alla luce delle nuove disposizioni previste dal decreto Sport. Ma ecco che da ‘declassata’ arriva una nuova nomina alla guida della commissione per la Valutazione di impatto ambientale. Una nomina appannaggio del ministro di Forza Italia Pichetto Fratin.

Tra l’altro Panzironi andrà a sostituire Massimiliano Atelli, magistrato della Corte dei conti e presidente della commissione Via ordinaria dal 1° gennaio 2021. “Atelli – come ha ricordato sempre il Foglio – è anche capo di gabinetto del ministro dello Sport, Andrea Abodi e resterà comunque alla guida della seconda commissione Via, quella speciale per i pareri sui progetti del Pnrr e del Pniec”.

Per la serie: quando c’è un ministro che toglie un incarico, si trova sempre un altro ministro che ne dà un altro.

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