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Chi è Massimo Nicolò, l’uomo di Fratelli d’Italia per il dopo Toti

Nicolò Liguria

FdI avrebbe già un candidato presidente in caso la situazione in Liguria dovesse definitivamente naufragare, l’ex vicesindaco di Genova Massimo Nicolò

Il terremoto politico giudiziario che ha investito la Regione Liguria, coinvolgendo il presidente Giovanni Toti, agli arresti domiciliari, rischia di aprire a breve una nuova pagina nelle istituzioni ligure. Le elezioni sono previste nel 2025, ma eventuali dimissioni del governatore (o un voto di sfiducia) porterebbero al voto anticipato.

E già la politica si scalda. Fratelli d’Italia fa capire di non essere contraria all’ipotesi, forte dei numeri che anche in Liguria la vedono come primo partito della coalizione, seppur con percentuali leggermente inferiori rispetto ad altre roccaforti meloniane. Nonostante la Lega con possa rivendicare con il viceministro genovese Rixi la poltrona più ambita in Liguria, c’è chi ha già tracciato l’identikit dell’eventuale candidato di Fratelli d’Italia. I meloniani, del resto, non hanno mai nascosto l’intenzione di voler aumentare il numero dei propri rappresentanti alla guida delle Regioni.

CHI E’ MASSIMO NICOLO’, L’UOMO SU CUI POTREBBE PUNTARE FDI PER LA GUIDA DELLA LIGURIA

Si tratterebbe di Massimo Nicolò, medico oculista, già vicesindaco di Genova nonché responsabile salute di FdI in Liguria. Nell’autunno dello scorso anno è stato chiamato a ricoprire l’incarico, a titolo gratuito, di ‘senior consultant’ al fianco dell’assessore Lorenza Rosso e del manager comunale Luciano Grasso, con l’obiettivo di informare i cittadini sulle malattie croniche non trasmissibili, in particolare sul diabete.

Ricercatore, professore universitario, punto di riferimento per lo studio e la cura delle maculopatie, Nicolò è responsabile del Centro Retina del policlinico San Martino. Ecco cosa diceva l’ex vicesindaco in un’intervista rilasciata al Giornale metropolitano nel maggio 2022, commentando la notizia che non si sarebbe ricandidato alle successive elezioni amministrative di Genova: “Non è stato facile perché ero consapevole che l’essere stato “paracadutato” (non sono passato da elezioni) poteva irritare altri che magari avevano legittime aspettative e quindi mi sono mosso con grande rispetto verso chi ci mette la faccia e i voti va a prenderseli. Però non ero digiuno di politica, ho sempre partecipato da dietro le quinte alle campagne elettorali e, qualche anno fa, avevo condiviso con altri professionisti la formazione di Oblò che era una associazione, ma allora si diceva un pensatoio culturale e politico”.

E la politica?  “È stata una bellissima esperienza che mi ha dato molto ma tornare alla ricerca mi entusiasma perché di progressi se ne stanno facendo, un esempio restando nel mio ambito, oggi per una forma rara di maculopatia c’è una terapia genica efficace anche se costa ancora tantissimo ed altri passi si potranno fare, col tempo, anche per le forme di maculopatia atrofica. Quello che in Italia è veramente difficile da accettare è il gravame della burocrazia. Si devono aspettare mesi per ottenere autorizzazioni e certificazioni. Inaccettabile”.

Leggi anche: Chi è Giovanni Toti, dal giornalismo alla politica

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