Lega, chi prende il posto di Massimiliano Romeo? I profili e le ipotesi, da Dreosto e Marti a Paganella
Chiuso il congresso che fotografa in numeri il clima di discordia interno alla Lega – un quarto del partito ha votato il candidato alla segreteria Massimo Garavaglia, più dell’ultimo competitor di Salvini Gianni Fava, che nel 2017 si fermò al 17% – il tema a via Bellerio è cosa fare dei dissidenti. Le attenzioni della vigilia erano tutte sulla posizione di Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio al Senato e segretario della Lega lombarda, contro il quale si sono scagliati dal palco di Milano i segretari regionali Matteo Rancan (Lega Emilia) e Marco Dreosto (Lega Friuli). In pole per il suo posto a Palazzo Madama ci sarebbe proprio il politico friuliano, ma secondo quanto riportano Il Foglio e Lettera43, non sarebbe il solo ad ambire alla guida dei senatori leghisti.
CHI SOSTITUIRÀ MASSIMILIANO ROMEO: TUTTI I NOMI E LE IPOTESI
Al congresso Dreosto è partito lancia in resta contro Romeo, reo di aver dato in pasto alla stampa critiche alla segreteria a suo dire riconducibili a “diatribe personali”. Tanto che lo stesso Romeo, intervenendo, aveva ironicamente chiesto tempo supplementare al presidente Lorenzo Fontana. “Sembra invece che chi sia mosso da questioni personali sia proprio il senatore Dreosto, raccontano alcuni big lombardi”, scrive Lettera43. Che fa anche il nome del senatore pugliese Roberto Marti come profilo alternativo. Per il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, invece, oltre a Dreosto, in corsa ci sarebbero il fedelissimo di Salvini Andrea Paganella ma anche Claudio Borghi.
CHI È IL FAVORITO MARCO DREOSTO
Entrambe le testate concordano sulla candidatura di Marco Dreosto. Nato a Spilimbergo (PN) nel 1969, ha intrapreso una lunga carriera politica a livello locale prima di approdare nelle istituzioni europee e nazionali. Già consigliere, assessore e vicesindaco del suo comune, oltre ad aver ricoperto diversi incarichi nella comunità montana, nel 2019 è stato eletto europarlamentare con la Lega, lavorando all’interno di commissioni chiave come quella per l’ambiente e la sanità pubblica e partecipando alla missione ufficiale a Taiwan.
Nominato commissario regionale della Lega in Friuli-Venezia Giulia nel 2020 in sostituzione di Massimiliano Fedriga, è stato poi eletto segretario regionale nel 2023. Al Senato dal 2022, attualmente siede nella commissione bilancio ed è segretario della commissione affari esteri e difesa.
CHI È ROBERTO MARTI, IL NOME DELLA LEGA DEL SUD
Un’altra pista porta a Roberto Marti, figura di spicco della cosiddetta Lega del Sud, che ha in Claudio Durigon il suo punto di riferimento, e anche lui in prima fila tra i difensori della linea salviniana. Leccese, classe ’74, di professione imprenditore e assicuratore, nel 2002 diventa assessore comunale nella giunta di Lecce nel 2002, incarico poi riconfermato nel 2007. Successivamente passa al livello regionale, venendo eletto consigliere regionale della Puglia nelle elezioni del 2010, dove siede fino al 2013 nella commissione attività produttive. Approda al Parlamento nel 2013, conquistando un seggio alla Camera. Nel 2018 si trasferisce al Senato, dove entra nell commissione industria, commercio e turismo e della commissione per la semplificazione. Già commissario regionale della Basilicata dal dicembre 2020, a fine 2021 prende le redini del partito leghista pugliese. Riconfermato senatore nel 2022, è presidente della 7ª Commissione permanente (Cultura, patrimonio culturale e istruzione pubblica).
CHI È ANDREA PAGANELLA, SALVINIANO E LOMBARDO
Tra i candidati c’è anche il salviniano di ferro Andrea Paganella. Dalla sua, ha l’origine lombarda – è nato Roncoferraro (MN) nel ’74 – e una vicinanza di vecchia data al segretario, di cui è stato collaboratore, capo della segreteria politica e coordinatore delle campagne elettorali, oltre ad averlo affiancato durante il mandato al Ministero dell’Interno. Eletto al Senato nel 2022 nelle liste della Lega nel collegio del Lazio, ha assunto subito ruoli istituzionali di primo piano, venendo eletto segretario di presidenza di Palazzo Madama e lavorando all’interno della commissione cultura e patrimonio culturale.

