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Commissione banche, dopo le festività si riparte dalla nomina del presidente

commissione banche

Dopo il passo indietro di Lannutti per l’assunzione del figlio in Popolare di Bari, la carica a presidente della commissione banche dovrebbe restare sempre in casa Movimento Cinque Stelle

Appuntamento al rientro dalla pausa natalizia per la commissione bicamerale sulle banche. La seduta di giovedì 19 dicembre è saltata perché manca ancora l’accordo sul nome del presidente dopo che si è tirato fuori dai giochi il senatore M5S Elio Lannutti, ex presidente Adusbef e parlamentare di Italia dei Valori. L’incarico dovrebbe comunque spettare a un esponente del Movimento Cinque Stelle ed è probabile che si segua la “classifica” emersa dalla consultazione interna ai componenti pentastellati della bicamerale d’inchiesta che vedeva proprio in Lannutti il più votato.

COS’È SUCCESSO CON LANNUTTI

Se già circolavano malumori, anche da parte degli alleati di governo, sul nome dell’ex parlamentare di Italia dei Valori, a gravare ancora di più sulla sua possibile elezione è stata in seguito la scoperta che il figlio di Lannutti è dipendente della Banca Popolare di Bari, commissariata il 13 dicembre scorso e di sicuro oggetto d’indagine anche da parte della commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, oltre che da parte della magistratura ordinaria.

Dopo giorni di discussioni — anche all’interno del Movimento — il senatore pentastellato ha pure parlato, a Roma, con Beppe Grillo insieme al suo legale Antonio Di Pietro. All’uscita dall’incontro si mostrava ancora sicuro di sé: “Alla commissione banche io non mi volevo neppure candidare: me lo hanno chiesto, io facevo il tifo per Paragone. Ma poi, con le procedure del M5S, mi hanno scelto. Dunque io sono il candidato del M5S e confermo che non farò nessun passo indietro”.

Nonostante il forte sostegno dello stesso Gianluigi Paragone, del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e del presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, Daniele Pesco, giovedì scorso è arrivato il passo indietro di Lannutti, annunciato con un post su Facebook. “La mia decisione di fare un passo indietro rispetto alla candidatura a presidente della commissione banche non dipende in alcuna misura dalla posizione lavorativa di mio figlio e, men che mai, da un inesistente conflitto di interesse” ha scritto il senatore. “L’unica ed esclusiva ragione che mi ha spinto a compiere questo passo è stata quella di non fornire più alcun alibi: la commissione deve assolutamente partire, il prima possibile”. Il senatore chiarisce: “Il mio rispetto nei confronti dei cittadini, in primis, e del Parlamento, che ho l’onore e il privilegio di rappresentare, è tale che non farei mai nulla che possa arrecare il minimo danno. Le istituzioni vengono prima dei nomi e di qualsiasi carica, sempre”.

LE IPOTESI IN CAMPO PER IL RUOLO DI PRESIDENTE

La presidenza della commissione dovrebbe però rimanere sempre in casa M5S ed è probabile — come anticipato dallo stesso leader Luigi Di Maio — che si segua l’ordine dei più votati durante la consultazione interna tra i pentastellati della commissione. Dunque dovrebbero giocarsela Alvise Maniero, componente della commissione Finanze alla Camera e studente universitario, e Carla Ruocco, deputata alla seconda legislatura e presidente della commissione Finanze di Montecitorio. Non sono da escludere però altri nomi come quello di Laura Bottici, questore al Senato, e del deputato Raphael Raduzzi, che siede sia in commissione Bilancio sia in commissione Finanze.

COSA FARÀ LA COMMISSIONE BANCHE

La nuova commissione banche, che segue quella della precedente legislatura —- presieduta da Pierferdinando Casini — è stata costituita il 2 agosto scorso quando il presidente della Camera e quello del Senato, Roberto Fico e Maria Alberti Casellati, hanno fornito l’elenco dei 40 componenti tra cui Alberto Bagnai, Roberto Calderoli, Massimo Bitonci e Giulio Centemero (Lega) ed Elio Lannutti, Raphael Raduzzi e Carla Ruocco (M5S). La bicamerale — che avrà gli stessi poteri e gli stessi limiti dell’autorità giudiziaria come la precedente — è stata istituita il 26 marzo scorso — nonostante i dubbi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo indiscrezioni giornalistiche — e punterà a trattare i temi della normativa che riguarda banche, finanza e tutela del risparmiatore e le vicende che hanno portato alla crisi negli ultimi anni alcuni istituti di credito. Di sicuro la bicamerale non potrà non occuparsi delle ultime vicende che hanno riguardato il nostro sistema del credito come il salvataggio di Carige e quello prossimo di Popolare di Bari.

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