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Consultazioni, Fico ha fallito, Conte archiviato? Verso il governo istituzionale

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Il presidente della Camera, nei panni del terapista di coppia, è costretto a registrare l’imminente divorzio tra renziani e grillini. Le consultazioni finiscono tra gli insulti

Che avesse ben poco margine di manovra, Roberto Fico, grillino di sinistra con gli abiti eleganti del presidente della Camera, lo sapeva fin troppo bene. Anche se ormai nel ruolo di chi salva la situazione all’ultimo minuto iniziava a trovarsi a suo agio, dato che è già la seconda volta in nemmeno tre anni che si è ritrovato a ricomporre i cocci di una maggioranza andata in frantumi. Ma questa volta la sua mission era davvero impossible. E le consultazioni si sono concluse nel modo peggiore: un battibecco tra Italia viva e Movimento 5 Stelle ben riassunto da un cinguettio feroce di Matteo Renzi.

 

IL TWEET CHE SEPPELLISCE LE CONSULTAZIONI

“Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”. Così Matteo Renzi dà la sua versione del film della giornata, elencando tutti i fronti aperti con gli ex alleati di governo. Troppi perché si parli di un Conte ter con Italia viva, tant’è che lo stesso senatore archivia velocemente l’esperienza delle consultazioni di Fico (lo ringraziamo) e guarda già a cosa farà il Colle.

LA REPLICA DI M5S

Le Consultazioni finiscono nel peggiore dei modi, tra scambi di insulti. “Altro che temi! Poltrone e testa di Conte nonostante una pandemia. Indegno! Elezioni vicinissime, a mio parere! E sono pronto: prontissimo!”, scrive su Twitter il sottosegretario uscente ai Rapporti con il Parlamento e senatore M5S Gianluca Castaldi.

 

I NOMI CHE HA FATTO INCEPPARE LE TRATTATIVE

Un cinguettio, quello di Castaldi, utile a comprendere davvero il film della giornata, raccontato solo parzialmente da Renzi. Perché è innegabile che, accanto alla partita sul programma, si sia giocata e si sia consumata quella sul nome dei ministri del nuovo governo. Italia viva pretende almeno tre teste: quelle di Alfonso Bonafede, attuale Guardasigilli, Lucia Azzolina al dicastero dell’Istruzione e persino Domenico Arcuri, super Commissario al Covid che si scopre di colpo blindato dai grillini.  Italia viva avrebbe poi voluto per sé il ministero del Lavoro, oggi guidato da Nunzia Catalfo, da sostituire con Teresa Bellanova. Ma i grillini si sarebbero opposti temendo che ostacolasse la prosecuzione del reddito di cittadinanza, mai andato giù ai renziani.

LO STUPORE DEGLI ALTRI PRESENTI AL TAVOLO

Restano sullo sfondo Leu e Pd. In silenzio mentre le Consultazioni declinano in baruffa. “Iv ha dato parere contrario su tutto e non si scioglie la riserva su Conte. Entriamo in una fase difficile in cui è difficile che possa accadere qualcosa di diverso dalle elezioni”, racconta la capogruppo del Misto al Senato Loredana De Petris, senatrice di Leu. “Renzi aveva fatto richieste sugli assetti di governo ancor prima che fosse dato l’incarico a Conte e poi la rottura inspiegabile”, fanno sapere fonti di via del Nazareno.

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