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Cosa dice il mondo del turismo sui Sostegni di Draghi

turismo sostegni

“Duecentocinquanta milioni per ristorare un numero così alto di imprese, che in media ha perso oltre l’80% del fatturato sono del tutto inadeguati e inefficaci”. I giudizi luci e ombre del mondo del turismo sui Sostegni

“Arriviamo all’apertura della stagione finanziariamente stremati”, non ci gira troppo intorno la Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli. Se per molti comparti si intravedono dei segnali incoraggianti – sottolineano dall’Associazione di categoria -, per altri poco o nulla è cambiato. Anzi una percentuale di operatori ha deciso di non riprendere l’attività neanche dopo l’allentamento delle restrizioni, principalmente a causa di costi fissi e di gestione elevati e per mancanza di liquidità.

IL GIUDIZIO DEL TURISMO SUI SOSTEGNI

In particolare, viene evidenziato, sono ormai stremate tutte quelle attività ancora sospese, come il comparto dell’intrattenimento e delle discoteche; quelli che sono strettamente legati ai flussi del turismo estero (aviation, gestori aeroportuali, catering aereo, tax free shopping, cambiavalute) ancora molto lontani dai numeri pre-Covid; tutto il mondo del turismo organizzato e dell’outgoing (t.o. e AdV) ancora sostanzialmente fermo e le attività che ruotano intorno al business travel.

Il decreto-legge Sostegni bis – dicono da Federturismo – torna ad intervenire a supporto di imprese e lavoratori, con uno stanziamento complessivo di 40 miliardi con misure che come imprenditori del turismo non possiamo che valutare positivamente anche se permangono delle perplessità in merito al quantum di alcuni stanziamenti che sembrano inadeguati.

“Apprezziamo – ha detto Lalli – l’istituzione di un Fondo ad hoc per le attività che sono state chiuse per almeno 4 mesi complessivi con ulteriori 100 milioni di euro per il 2021 e di un Fondo per il sostegno dei Comuni a vocazione montana. Le agevolazioni come la proroga a luglio del tax credit affitti e della riduzione degli oneri delle bollette elettriche così come l’istituzione presso il Ministero dell’interno di un fondo di 600 milioni di euro per il 2021 per la concessione da parte dei Comuni di una riduzione della Tari vanno nella direzione giusta di contribuire ad abbattere alcuni dei costi fissi che gravano sulle nostre imprese che non hanno lavorato per tanti mesi”.

Ma le criticità per Federturismo riguardano l’art. 7 specificamente dedicato al turismo che prevede il rifinanziamento con ulteriori 150 milioni di euro del Fondo ex art. 182, c. 1 del Decreto Rilancio per il quale riteniamo che l’incremento contemplato, anche se si somma ai 100 milioni stanziati con la Legge di Bilancio, sia purtroppo irrisorio in considerazione dell’estensione della platea dei beneficiari.

Duecentocinquanta milioni per ristorare un numero così alto di imprese, che in media ha perso oltre l’80% del fatturato, motivano dall’Associazione – sono del tutto inadeguati e inefficaci. La media degli aiuti sarebbe infatti inferiore ai 3000 euro per azienda. Anche il bonus vacanze per quanto possa rappresentare un passo in avanti dovrebbe poter consistere in un vero e proprio assegno da cambiare presso gli istituti bancari con liquidità immediata e non un credito su imposte da portare in detrazione.

“E poi – continuano – rimane il tema, assolutamente centrale nell’ottica della competitività delle nostre imprese, della riqualificazione e della qualità dell’offerta turistica del nostro Paese Sul punto continuiamo a ribadire quanto sarebbe importante estendere anche alle imprese il Superbonus 110% e per tale ragione la notizia che la misura sia stata espunta all’ultimo minuto dal testo del DL Recovery ci lascia fortemente perplessi”.

Quanto al superbonus 110% “consentirebbe di riqualificare l’offerta turistica italiana con i migliori standard internazionali, non si può certamente chiedere questo sforzo oggi a imprese e imprenditori che non lavorano da mesi e con fatturati falcidiati”.

Ancora: “Sul pacchetto di norme sul lavoro la previsione di richiedere, in alternativa ai trattamenti di integrazione salariale ordinari, un periodo fino al 31 dicembre di 26 settimane di cassa integrazione straordinaria in deroga, trascura una problematica non di poco conto per molte aziende del comparto turistico che, per inquadramento e forza aziendale, non possono usufruire degli ammortizzatori ordinari, avendo unicamente i requisiti per accedere alla sola cassa integrazione straordinaria”.

Infine viene rimarcato come “Ad oggi queste aziende si trovano nella condizione di non poter usufruire degli ammortizzatori emergenziali covid. Pertanto, per evitare implicazioni negative sui livelli occupazionali e il rischio di compromettere la sopravvivenza stessa delle aziende del settore turistico interessate, richiediamo la possibilità, anche per queste aziende di procedere alla sospensione della cassa straordinaria per poter usufruire della cassa COVID”.

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