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Decreto Maggio: le proposte su bollette, auto ed Ecobonus

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Per quanto riguarda la riduzione degli oneri delle bollette energetiche, la proposta prevede per i mesi di aprile, maggio e giugno 2020, che l’Arera con propri provvedimenti, provveda alla riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche. L’articolo di Energia Oltre

Prende forma il decreto Maggio anche se, nei settore ambiente, energia, rimangono ancora molti interrogativi da sciogliere per il governo. Taglio degli oneri nelle bollette, ecobonus, Commissione Via-Vas e auto sono tra le proposte formulate che potrebbero trovare spazio all’interno del provvedimento.

GLI INTERVENTI SU ECOBONUS, FOTOVOLTAICO E SISMA-BONUS

Da quanto ha visionato Energia Oltre tra le proposte formulate c’è innanzitutto, come largamente anticipato, una proposta per il rilancio dell’edilizia in Italia: in ballo ci sono l’aumento al 120% delle detrazioni per spese inerenti a interventi di riqualificazione energetica, misure antisismiche e installazione di impianti fotovoltaici (fino al 31 dicembre 2022) o la possibilità per le famiglie di ricevere uno sconto in fattura pari al 100 % del costo dei lavori effettuati, da parte dell’impresa che riceverebbe un credito d’imposta pari al 120% del costo dei lavori, da usare in compensazione in 5 quote annuali di pari importo. O ancora si sta pensando alla possibilità per l’impresa può cedere a sua volta il credito d’imposta a terzi (ad esclusione degli istituti finanziari). Tali proposte, secondo il governo, necessiterebbero di una copertura pari a 2,8 miliardi di euro per il biennio 2020-2021 e di 33,9 miliardi di euro considerando l’intero orizzonte temporale in cui si avranno effetti sui saldi di finanza pubblica, ossia 2020-2034.

Nel primo caso la proposta prevede agevolazioni straordinarie per gli interventi di efficienza energetica negli edifici, disponendo la detrazione, nella misura del 120%, delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2022, per interventi di isolamento termico delle facciate e/o delle coperture (come ad esempio cappotto termico); interventi di sostituzione degli impianti termici con pompe di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di microcogenerazione; gli interventi di sostituzione degli impianti a gasolio con quelli piu efficienti in termini energetici ed emissivi.

Gli interventi di efficientamento energetico godono della medesima aliquota del 120%. Il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare per un contributo pari al 100 per cento delle spese sostenute, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta, pari al 120 per cento delle spese sostenute, da utilizzare esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo.

Nel caso dell’installazione degli impianti solari fotovoltaici sugli edifici la proposta riconosce una detrazione (non cumulabile con altri incentivi) delle spese per l’installazione degli impianti solari fotovoltaici sugli edifici e per l’installazione di sistemi di accumulo integrati, nella misura del 120 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022. L’avente diritto alle detrazioni può optare per un contributo pari al 100 per cento delle spese sostenute, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta, di valore pari al 120 per cento delle spese sostenute, da utilizzare esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Si prevede anche che il fornitore che ha effettuato gli interventi abbia a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta a terzi (esclusi istituti di credito ed intermediari finanziari) con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Si subordina la detrazione alla cessione a favore del GSE Spa dell’energia non auto consumata in sito con rinuncia alla remunerazione economica derivante dallo scambio sul posto.

IL TAGLIO AGLI ONERI DI SISTEMA NELLE BOLLETTE

Per quanto riguarda la riduzione degli oneri delle bollette energetiche, la proposta prevede per i mesi di aprile, maggio e giugno 2020, che l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente assicura, con propri provvedimenti, provveda alla riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”. Va tuttavia assicurato un risparmio, almeno pari al valore vigente nel primo trimestre dell’anno, delle componenti tariffarie fisse applicate per punto di prelievo; e per le sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, la spesa effettiva relativa alle due voci non deve superare quella che, in vigenza delle tariffe applicate nel primo trimestre dell’anno, si otterrebbe assumendo un volume di energia prelevata pari a quello effettivamente registrato e un livello di potenza impegnata fissato convenzionalmente pari a 3 kW. La misura dovrebbe valere nel suo complesso 600 milioni di euro.

GLI INTERVENTI SULLE AUTO

Per quanto riguarda l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2, si prevede un rifinanziamento degli incentivi già previsti in legge di Bilancio. I 70 milioni stanziati per il biennio 2020-2021 non sarebbero infatti sufficienti, considerando una media di erogazione di circa 9 milioni al mese. Sulla base di tale tiraggio della misura, e dunque presumibile che il fondo, per soddisfare tutte le richieste, dovrà avere una capienza pari ad almeno 108 milioni di euro (9 milioni di euro al mese per 12 mesi). Da qui, la necessita di stanziare almeno 50 milioni di euro per l’anno 2020 che, sommati ai 70 milioni di euro già stanziati e ai residui dell’anno 2019, pari ad euro 10 milioni circa, dovrebbero risultare sufficienti a soddisfare le domande che perverranno fino alla fine dell’anno. In totale, pertanto, si ritiene necessario incrementare il fondo per il bonus auto elettrica di 100 milioni di euro, sia per soddisfare appieno l’attuale domanda sia per potenziare ulteriormente la misura incentivante, anche a fronte dei nuovi modelli di auto elettriche che verranno messi in vendita nel corso del 2020.

LA COMMISSIONE VIA-VAS

Viene chiesta poi una modifica l’art. 8 del codice dell’ambiente riguardante la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS, al fine di consentire l’immediato insediamento della Commissione. viene, pertanto, soppresso il Comitato tecnico istruttorio e, al contempo, estende, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, la possibilità di siglare protocolli di intesa non solo il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) ma anche con altri enti pubblici di ricerca come l’ISPRA e il CNR. Il Comitato tecnico istruttorio per supportare la Commissione di valutazione dell’impatto ambientale VIA-VAS deve essere composto infatti da 30 unita di personale, pubblici dipendenti posti in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, cui e riconosciuta una indennità aggiuntiva a valere sui proventi delle tariffe pagate dai richiedenti VIA o VAS. A causa dell’emergenza Covid-19 e stato impossibile procedere a costituire il Comitato con l’effetto che la nuova Commissione VIA-VAS – nominata con decreto del ministro dell’ambiente n. 241 del 2019 registrato in Corte dei Conti a febbraio 2020 – non si è potuta insediare e prosegue ad operare, in deroga e solo per alcuni tipi di valutazione, la medesima Commissione già scaduta 5 anni fa con costi nettamente superiori rispetto alla nuova Commissione (applicandosi la previgente normativa sui compensi dei commissari). Tale problematica potrebbe comportare un significativo ritardo nel rilascio dei pareri VIA- VAS necessari per assicurare l’avvio di lavori strategici per il Paese specialmente alla luce dell’emergenza Covid-19. Al fine di consentire l’immediato insediamento della Commissione, l’emendamento sopprime il Comitato tecnico istruttorio e, al contempo, estende,senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, la possibilità di siglare protocolli di intesa non solo il SNPA ma anche con altri enti pubblici di ricerca come l’ISPRA e il CNR.

LA BOZZA COMPLETA

 

Articolo pubblicato su energiaoltre.it

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