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Diretta | Emergenza idrica, audizione di ANCI e Conferenza delle Regioni

Emergenza Idrica

Audizioni dei rappresentanti di ANCI e della Conferenza delle regioni e delle province autonome sull’emergenza idrica

Le Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura (Aula XIII Commissione), nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni 7-00848 Daga, 7-00853 Pellicani, 7-00858 Federico e 7-00861 Foti recanti iniziative urgenti per contrastare l’emergenza idrica, svolgono l’audizione informale, in videoconferenza, di:
ore 15 ANCI;
ore 15.30 Conferenza delle regioni e delle province autonome.


LA DIRETTA VIDEO AVRA’ INIZIO ALL’ORA INDICATA

TUTTI I DANNI DELL’EMERGENZA IDRICA

Il 2022 si classifica nel primo semestre in Italia come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%. E’ quanto emerge dallo studio presentato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini all’Assemblea Nazionale dell’Anbi con la presentazione del piano invasi contro la siccità elaborato congiuntamente dalle due organizzazioni.

L’anomalia climatica più evidente quest’anno si è avuta a giugno che ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.

Uno stravolgimento che pesa sulle coltivazioni, con una siccità che ha causato già danni per oltre tre miliardi nelle campagne – rileva Coldiretti – , ma anche sull’ambiente, dagli incendi triplicati allo scioglimento dei ghiacciai, di cui la tragedia della Marmolada è il più drammatico esempio.

La gravità è evidente sui fiumi e sui grandi laghi nazionali che si trovano tutti su valori di minimo storico come il Po che fa segnare al Ponte della Becca -3,76 metri con una grande distesa di sabbia che occupa la gran parte del letto del fiume, mentre i grandi laghi del nord che servono come riserve di acqua per le popolazioni e l’agricoltura sono ancora ai minimi, con il Maggiore pieno solo al 29% e quello di Como è sceso addirittura ad appena l’1,2%.

Il caldo impatta anche sulle rese agricole con cali medi del 30% nel 2022 per il mais e per il grano, minacciando di condizionare la produzione anche in futuro. Proprio la resa del grano potrebbe addirittura diminuire a livello mondiale del 7% per ogni grado Celsius di riscaldamento globale secondo uno studio della Wheat Initiative, un gruppo di enti pubblici e privati impegnati nella ricerca sui cereali.

Senza precipitazioni rischiano inoltre di dimezzare i raccolti nazionali di foraggio e mais destinati all’alimentazione degli animali di cui l’Italia è peraltro fortemente deficitaria. L’Italia è già costretta ad importare circa la metà del mais per l’alimentazione animale dall’estero in un contesto di forti tensioni internazionali ma la situazione – sottolinea la Coldiretti – sta avendo un impatto devastante sull’insieme delle produzioni nazionali per le quali si prevedono cali che vanno in media a livello nazionale dal 30% per i raccolti di riso al 15% per il grano ma si riduce del 20% la produzione di latte nelle stalle con le mucche stressate dal caldo afoso. Nelle aree piu’ colpite – continua la Coldiretti – sta bruciando la frutta nei campi e sugli alberi con perdite fino al 15% mentre mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po si allargano le zone di “acqua morta” con la perdita del 20% di cozze e vongole e gli assalti di insetti e cavallette solo in Sardegna hanno già devastato quasi 40mila ettari di campi.

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