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Doppio cognome al figlio. Come funziona e che succede?

doppio cognome figlio

Dalle dichiarazioni di Chiara Ferragni alla richiesta del Tribunale di Bolzano, la questione del doppio cognome al figlio in attesa del parere della Corte Costituzionale

Sulla questione del doppio cognome al figlio, l’articolo 262 del codice civile, primo comma, recita: “Il figlio naturale assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, il figlio naturale assume il cognome del padre”. Legittimità costituzionale o retaggio di una concezione patriarcale della famiglia?

L’ANTEFATTO DEL 2006

La Corte Costituzionale già nel 2006 aveva dichiarato che “attribuire il solo cognome paterno al momento della nascita di un figlio era il retaggio di una concezione patriarcale della famiglia e di una tramontata potestà maritale” e che la norma doveva essere riformata perché violava il principio di uguaglianza tra uomo e donna riconosciuto dalla Costituzione italiana.

DIECI ANNI DOPO…

Dieci anni dopo, la Corte – con la sentenza emessa dal giudice Giuliano Amato – si era nuovamente espressa dichiarando incostituzionale la norma che non consentiva ai genitori di attribuire, di comune accordo, anche il cognome materno in aggiunta a quello paterno. Oggi, quindi, se i genitori sono d’accordo, il figlio può avere il doppio cognome, resta però il dubbio in caso di mancato accordo.

COSA CHIEDE IL TRIBUNALE DI BOLZANO

Recentemente si è tornati a parlarne non solo per l’annuncio dell’influencer Chiara Ferragni, determinata a dare il doppio cognome anche alla seconda figlia in arrivo (dopo quanto avvenuto già per il primo figlio Leone Lucia Ferragni), ma soprattutto per la decisione del Tribunale di Bolzano che ha chiesto alla Consulta di pronunciarsi sulla parte dell’articolo in questione che non consente di dare il solo cognome materno al figlio pur essendo d’accordo entrambi i genitori.

LA CONDANNA ALL’ITALIA

Questa volta, prima di pronunciarsi, la Corte affronterà il problema nella sua interezza interrogandosi sulla costituzionalità stessa della regola di assegnare automaticamente al figlio solo il cognome paterno.

L’Italia, che ha sottoscritto il Trattato di Lisbona che vieta ogni discriminazione fondata sul sesso, è già stata condannata dalla Corte di Strasburgo perché la mancanza di una deroga all’automatica attribuzione del cognome del padre “è discriminatoria verso le donne e una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Un modello possibile potrebbe essere quello francese, dove si può assegnare ai figli il cognome di uno dei genitori, o quello di entrambi, secondo l’ordine scelto e con il limite di un cognome ciascuno.

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