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Ecco come il Governo taglia i fondi non spesi del reddito di cittadinanza

reddito di cittadinanza

Il Ministero del Lavoro rende ora operativo il taglio delle somme non spese: da agosto possibili decurtazioni fino al 20% del Reddito di cittadinanza

A settembre scatta lo stop di un mese per quei beneficiari che hanno già usufruito del sussidio RdC per 18 mesi. La legge prevede infatti che il beneficio sia erogato per un anno e mezzo, dopodiché non viene rinnovato automaticamente. All’avvicinarsi di questa scadenza il bilancio mostra che solo il 2% dei beneficiari ha trovato lavoro grazie ai navigator.

Il Reddito di Cittadinanza non permette né il risparmio né l’accumulo, in quanto erogato per le esigenze mensili della famiglia e come tale va speso interamente entro i 30 giorni successivi all’accredito. Ecco perché il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il decreto del 2 marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno, annuncia il taglio dell’importo del RdC fino a un massimo del 20% se non speso interamente.

Tale disposizione era già prevista, ma si attendeva il decreto attuativo necessario affinché questa disposizione diventasse operativa. Il decreto stabilisce infatti le istruzioni su come viene calcolato il periodo entro il quale tutto il reddito di cittadinanza va speso. La decurtazione può essere effettuata sia su base mensile che su base semestrale.

COME FUNZIONA IL TAGLIO DEL REDDITO DI CITTADINANZA

La decurtazione mensile prevede che l’importo da sottrarre venga determinato confrontando il valore del saldo nell’ultimo giorno di ciascun mese, al netto degli arretrati erogati nel semestre in corso e in quello precedente, con il valore del beneficio mensile effettivamente erogato nel medesimo mese. Nel documento del Ministero del Lavoro, si legge che, “nel caso in cui il valore del saldo sia superiore al valore del beneficio erogato nei termini di cui al primo periodo, la differenza tra i due valori è integralmente sottratta dal beneficio erogato nel mese successivo, ovvero, se non capiente, dalla disponibilità della carta fino a capienza”. L’importo sottratto non può comunque superare il limite del 20% del beneficio mensile spettante nel mese precedente in confronto al primo periodo.

Nel caso invece della decurtazione semestrale, in ogni semestre di erogazione, è decurtato dalla disponibilità della Carta Rdc l’ammontare complessivo non speso ovvero non prelevato nel semestre, fatta eccezione per una mensilità di beneficio riconosciuto. “L’importo da decurtare si ottiene confrontando il valore del saldo nell’ultimo giorno di ciascun semestre con il valore del beneficio mensile massimo spettante nel semestre. Il saldo è considerato al netto degli arretrati erogati nel corso del semestre di riferimento e al netto del valore del beneficio mensile effettivamente erogato nell’ultimo mese del semestre e dell’eventuale importo da sottrarre dalla disponibilità della carta”. Le decurtazioni non vengono dunque applicate se si tratta di un ammontare inferiore al 20% del beneficio minimo.

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