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Eni, Assogas, Anigas, Acea, Utilitalia e Axpo: cosa hanno detto alle audizioni Arera

audizioni Arera

Nel corso delle due giornate di audizioni organizzate da Arera, il 22 e 23 luglio, il settore del gas ha fatto il punto sulla situazione attuale, gli effetti del Covid-19 e le richieste per il futuro

Durante le audizioni organizzate da Arera, in cui sono intervenuti i principali stakeholder, si è parlato dei problemi del settore gas che, come ha ricordato fin dall’inaugurazione dell’evento il presidente di Arera, Stefano Besseghini “affronta un passaggio epocale”. “Il supporto che il gas può fornire alla transizione non sembra ancora completamente convincente nel determinare le scelte di investimento di lungo periodo – ha aggiunto Besseghini – eppure ormai dobbiamo immaginare lo scenario dentro cui sviluppare questi investimenti per avere un elemento ineludibile per fondarne la necessaria sostenibilità”.

ASSOGAS, ANIGAS E LA MOROSITÀ PRODOTTA DAL COVID-19

Lo stato attuale del settore è ovviamente imprescindibile dal momento che stiamo vivendo e Besseghini ha aperto i lavori definendolo un “momento storico” in cui l’Italia è ancora segnata dall’emergenza sanitaria e deve ancora capire le dimensioni e l’impatto economico della pandemia. Tra le principali conseguenze della pandemia sul settore, Giampaolo Russo, direttore generale di Assogas – come riportato da Ansa – si sofferma sulla morosità e afferma che gli interventi Arera “non ci sembrano delineino uno schema efficace per garantire la filiera sugli insoluti, che ci attendiamo molto significativi in autunno anche per le scadenze di rateizzazione”. L’associazione ribadisce la richiesta – in questo caso alla politica – di una sospensione delle accise e di un ristoro per gli operatori tramite finanziamento bancario garantito da Cdp. Marta Bucci, direttore generale di Anigas chiede “meccanismi puntuali di reintegro dei crediti in favore dei venditori” e la revisione dei criteri di quantificazione della componente morosità per l’anno 2021. Oltre a “nuovi strumenti di contrasto della morosità” come il blocco temporaneo dello switching, l’Associazione chiede “l’apertura in tempi brevi di un Tavolo di confronto tra Autorità e operatori e l’avvio di una specifica consultazione”. Sempre secondo Bucci, il tema riguarda anche i distributori, per i quali sono emersi “extracosti che non trovano oggi riconoscimento tariffario e che auspichiamo possano essere correttamente valorizzati. È inoltre indispensabile “avviare una riflessione sul quadro normativo e regolatorio in relazione alle restrizioni imposte dalla fase emergenziale per la gestione del processo di lettura” coinvolgendo Arera, Mise, Agcm e tutti gli stakeholder, in modo da definire ruoli e responsabilità di ognuno evitando “ingiuste penalizzazioni per gli operatori della distribuzione e della vendita retail”.

ANIGAS, UTILITALIA, ACEA SULLE GARE GAS

In merito allo sblocco delle gare gas in Ambito Territoriale Minimo (Atem), Bucci si augura “un concreto riavvio delle procedure” per “consentire lo sviluppo di nuovi investimenti”. Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia ha ricordato la necessità di una “forte revisione, per non fare del gas un vettore destinato a morire”. Serve quindi una riflessione per rivedere le regole ma anche per favorire lo sblocco degli investimenti. Acea ha chiesto uno “snellimento degli iter” per “consentire a operatori come Acea di entrare velocemente nel settore” e realizzare “sinergie con altri servizi a rete”. L’obiettivo tra le associazioni di settore, Arera, l’Antitrust e l’Anci è proprio definire una strategia condivisa che possa portare alla formulazione di un emendamento al dL Semplificazioni.

ENI SULLE TARIFFE E AXPO SUL SETTLEMENT

Per supportare la ripresa della domanda industriale, Eni propone di “rendere maggiormente flessibile l’utilizzo della capacità di trasporto in corrispondenza dei Pdr che alimentano clienti direttamente allacciati al trasporto” attraverso “conferimenti infra-annuali” e “soglie di tolleranza più elevate prima dell’applicazione delle penali per supero capacitivo”. Per quanto riguarda le tariffe, Eni chiede di evitare “circoli viziosi legati all’aumento dei costi infrastrutturali”, ponderando “nuovi investimenti con tempi di recupero e ammortamento molto lunghi, laddove non siano strettamente giustificati dagli scenari probabili di domanda futura”. È inoltre necessario “un continuo presidio dell’evoluzione tariffaria nei Paesi a monte dei corridoi di approvvigionamento dell’Italia” per evitare “criteri tariffari discriminatori”. Axpo, in tema di settlement, evidenzia come l’avvio delle nuove regole dal 1° gennaio abbia creato “rilevanti criticità” con “un forte aggravio delle attività di controllo e segnalazione” e possibili “ingenti danni economici” per gli operatori connessi al pagamento di corrispettivi di scostamento.

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