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Fabiola Gianotti, la scienziata nominata membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze

Fabiola Gianotti

La scienziata Fabiola Gianotti è stata nominata da papa Francesco membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze. Dal 2016 dirige il Cern di Ginevra ed è stata la prima donna a ricoprire questo ruolo. Nel 2012 ufficializzò la scoperta del bosone di Higgs

Un altro grande riconoscimento per la scienziata Fabiola Gianotti che, dopo essere stata nominata direttrice generale dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern) nel 2016 e riconfermata nel 2019 per il mandato che inizierà nel 2021, entra adesso a far parte della Pontificia Accademia delle Scienze. È stata chiamata da papa Francesco a far parte di un’istituzione che vanta tra i suoi membri diversi premi Nobel e scienziati di altissimo livello. Tra questi Steven Chu, che ha anche ricoperto il ruolo di Segretario per l’energia negli Stati Uniti, Carlo Rubbia e Shinya Yamanaka, lo scopritore delle cellule staminali pluripotenti indotte.

CHI È FABIOLA GIANOTTI

Fabiola Gianotti è una fisica nata a Roma e cresciuta a Milano. La sua carriera scientifica probabilmente ha raggiunto l’apice quando nel 2012 ufficializzò la scoperta del bosone di Higgs. L’anno seguente, Peter Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la volle al suo fianco per la cerimonia. Il 9 dicembre del 2014 è stata nominata Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana su iniziativa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È stata inoltre membro di numerosi Comitati scientifici internazionali e del Comitato consultivo del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

GIANOTTI AL CERN

Gianotti è diventata ricercatrice del Cern nel 1994 e quando nel 2016 è stata nominata direttrice generale dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare si è trattato della prima donna in 60 anni a guidare l’istituzione di Ginevra. Sempre al Cern è anche il primo direttore scientifico del laboratorio europeo di fisica delle particelle a essere confermato per due mandati quinquennali – possibilità che nel vecchio statuto non era prevista.

IL ROBOT NON SOSTITUIRÀ L’UOMO

Per Gianotti il lavoro dell’uomo non sarà sostituito dall’intelligenza artificiale. Ci sarà un passaggio di mansioni sempre più importanti, ma un robot non potrà mai avere la complessità e la ricchezza del pensiero umano. La direttrice del Cern, nel futuro del mercato del lavoro non vede “un passaggio dell’intelligenza, della curiosità, della creatività umana al robot”. In un mondo in continuo cambiamento, in cui le nuove competenze sono già vecchie, Gianotti suggerisce di puntare su senso critico e metodo, su aspetti che l’intelligenza artificiale non potrà mai raggiungere.

SENSO CRITICO E RICERCA

“Una formazione il più possibile completa, con aspetti anche umanistici per chi fa attività scientifica e viceversa è il migliore strumento che possiamo dare ai giovani”, ha detto al Forum Voci sul futuro. “Per preparare i giovani al futuro, la cosa migliore che possiamo fare è dare loro una formazione ampia e dare loro gli strumenti più che il tecnicismo, la capacità logica, il senso critico, la metodologia di affrontare un problema e la capacità di evolvere il proprio talento a seconda delle esigenze del mercato”. Gianotti ha poi sottolineato l’importanza di usare parte delle risorse del Recovery Plan per “investire sulla ricerca di base, i cui risultati spesso non si vedono nel corto termine ma che possono portare a svolte per l’umanità che sono fondamentali per il progresso”.

SCIENZA E FEDE

Gianotti, nel corso della sua carriera, ha sempre reso nota la sua fede in Dio e ha anche affermato che, nonostante la sua attività di scienziata si spinga proprio a esplorare le origini dell’Universo, questo non è in contraddizione con la fede. In un’intervista in cui le veniva chiesto se la scienza potesse arrivare a scoprire l’esistenza di Dio, Gianotti ha risposto: “Non credo. La scienza e la religione devono restare su due strade separate, come è corretto che sia. La scienza si basa sulla dimostrazione sperimentale e la religione si basa su principi completamente opposti cioè sulla fede e tanto è più benemerito chi crede senza aver visto. La scienza non riuscirà mai a dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio e quindi è bene che restino separate”.

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