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Forza Italia, verso il primo congresso post-Berlusconi. Chi sarà il vice di Tajani?

Forza Italia Congresso

Venerdì e sabato, a Roma, sarà importante capire chi la spunterà come vero numero due tra Deborah Bergamini, Alberto Cirio, Stefano Benigni e Roberto Occhiuto, tutti vice-segretari di Forza Italia

Se gli ultimi saranno i primi, all’imminente Congresso nazionale di Forza Italia conterà essere secondi. Perché dopo Silvio Berlusconi, non c’è dubbio, il leader del partito continuerà ad essere Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri. Ma chi sarà il suo (vero) numero due?

VENERDÌ E SABATO IL CONGRESSO DI FORZA ITALIA

L’appuntamento per il Congresso nazionale sarà al Palazzo dei Congressi dell’Eur, a Roma. Si partirà dal pomeriggio del 23 febbraio, alla presenza di 1.200 delegati, con l’insediamento della Presidenza congressuale e successivamente l’intervento di Manfred Weber – Presidente Partito Popolare Europeo.

Sabato pomeriggio, invece, parlerà la numero uno dell’Europarlamento, Roberta Metsola. Chiusura lavori fissata alle 19.

TAJANI CONFERMATO LEADER DOPO IL CAV.

Sul successore di Silvio Berlusconi, il cui nome come promesso rimarrà nel simbolo, nessuno dubbio. A guidare Forza Italia, dopo averlo fatto in questi mesi di interregno post-mortem del Cavaliere, sarà ancora Antonio Tajani.

“Chiamato a raccogliere questa eredità”, aveva scritto sul Messaggero il fondatore di Fi Antonio Martusciello, in occasione dei trent’anni di vita del partito. “Oggi, come non mai, Forza Italia deve essere all’altezza di questa sfida”.

LA CRISI INTERNA A FORZA ITALIA

L’attuale vicepremier ed ex numero uno del Parlamento europeo, è alle prese anche con dissidi interni in Forza Italia, oltre che impegnato nelle vicende internazionali e della maggioranza di governo.

Come ricostruisce il Post, “Tajani da mesi ha avviato una profonda riorganizzazione del partito, creando nuovi incarichi dirigenziali e promuovendo perlopiù uomini di sua fiducia. Raffaele Nevi portavoce nazionale, Francesco Battistoni responsabile dell’organizzazione, Alessandro Battilocchio responsabile elettorale: tutte nomine decise nell’agosto del 2023, e che hanno dimostrato una certa tendenza accentratrice, che ha messo ai margini le voci più critiche. In questa logica si spiega anche la scelta di rimuovere dal ruolo di capogruppo al Senato Licia Ronzulli, l’esponente più influente della corrente opposta a Tajani, sostituendola con Maurizio Gasparri”.

IL VERO VICE-TAJANI, TRA I 4 VICESEGRETARI

Oltre a tutto questo, la questione cardine dei vicesegretari. Come detto in partenza, saranno quattro: Deborah Bergamini (deputata toscana), Alberto Cirio (presidente della Regione Piemonte), Stefano Benigni (deputato della Lombardia e coordinatore dei giovani di Fi) e Roberto Occhiuto (presidente della Regione Calabria). Ma solo uno sarà il vero numero due. Forse quest’ultimo lo richiede più degli altri, per un posto da vicario, e sembra essere in vantaggio. Ma ognuno dei nomi in lizza può vantare una particolare posizione di vantaggio o vicinanza rispetto a Tajani. Da capire, poi, quale ruolo può avere l’ultima consorte di Berlusconi, Marta Fascina.

Di sicuro, non sarà ai vertici la cosiddetta corrente ronzulliana, quella critica rispetto alla linea centrale. Non sarà rappresentata ed è ormai disinteressata dalla questione gerarchica del partito. Intanto, da pochi minuti è scaduto il termine per presentare le candidature ufficiali. Il Congresso si avvicina.

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