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Gli imbarazzi di Magistratura indipendente in vista del congresso dell’Anm

Anm Congresso

L’Associazione nazionale magistrati rischia di arrivare diviso al congresso di Palermo? Retroscena, indiscrezioni e smentite che riguardano l’Anm e la corrente di Magistratura indipendente

Il 10 maggio avrà inizio a Palermo il 36esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”. L’incontro, che vedrà la presenza di oltre 600 magistrati, arriva in un momento complesso per il sindacato, tra le continue tensioni con il Governo, dal caso del giudice Apostolico agli attacchi del ministro Crosetto fino agli ultimi provvedimenti – tra quelli varati e quelli in cantiere – del Ministero di via Arenula.

LE FINALITA’ DEL CONGRESSO, SECONDO L’ANM

Obiettivo del Congresso per l’Associazione, che rappresenta il 96% di tutti i magistrati, è quello di “contribuire a far chiarezza, a far sì che la Magistratura non sia sempre più nell’angolo stretta tra l’accusa di protagonismo politico e di imprevedibilità delle sue decisioni – e si faccia interlocutore credibile su temi ineludibili della sua azione. L’importanza di un dibattito congressuale su questo terreno, che non sarà mai arato a sufficienza, cresce nel momento di annunciate imminenti riforme costituzionali. La separazione delle carriere tra giudici e magistrati del pubblico ministero – si legge sul sito dell’associazione – occuperà il dibattito pubblico sulla giustizia anche nei mesi a venire, recando con sé un sostanziale mutamente dell’attuale assetto costituzionale. Non si parla soltanto di separazione delle carriere ma di altro e di molto di più, nella prospettiva di un complessivo ridimensionamento del giudiziario.

E da ultimo, ma non per ultimo, il futuro è già tra noi: l’intelligenza artificiale ci proietta verso scenari prossimi e incerti per la Giurisdizione, affascinanti ma bisognosi di essere saggiamente governati. Il Congresso si pone l’obiettivo di orientare lo sguardo della magistratura associata su questo versante, per non essere colti di sorpresa, per provare a non subire ma a co-gestire i grandi cambiamenti”.

I DUBBI DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE: VADO O NON VADO AL CONGRESSO ANM?

Ma le tensioni non mancano affatto neppure all’interno stesso dell’associazione. A rivelare il clima che regna tra le varie correnti dell’Anm ci pensa Valentina Stella su Il Dubbio, con retroscena e indiscrezioni “che, se fossero confermate, aprirebbero una grossa crepa” all’interno del “sindacato” delle toghe. “Diverse fonti – scrive Stella – ci hanno riferito che negli interna corporis di Magistratura indipendente si è ventilata l’ipotesi, da parte dei vertici del gruppo, di disertare l’evento congressuale di Palermo del 10, 11 e 12 maggio.

In realtà sarebbe stato il neo segretario Claudio Galoppi a fare tale proposta ma avrebbe trovato la contrarietà della presidente Loredana Micciché. Nonché, ci raccontano, anche della giovane base del gruppo che invece sarebbe intenzionata a non perdersi affatto il congresso nel capoluogo siciliano. (…) Alla fine avrebbe prevalso la linea Miccichè. Tanto è vero che alla tavola rotonda – ‘L’indipendenza dei magistrati nell’attuale contesto sociopolitico’ – del primo giorno di Congresso, in cui discuteranno i rappresentanti delle varie correnti, per MI prenderà la parola la presidente e non il segretario”.

MAGISTRATURA INDIPENDENTE SOFFRE LA VISIBILITA’ DELL’ANM?

Ma perché la corrente conservatrice avrebbe dovuto snobbare la grande assemblea? Le fonti raccolte dalla giornalista de Il Dubbio raccontano che “MI starebbe soffrendo l’attuale visibilità dell’Anm sulla scena politico giudiziaria e mediatica di contrasto alle iniziative governative. (…) Non solo. Sembra, come si legge ancora su Il Dubbio che “da quando si è insediato il governo Meloni, più volte Magistratura indipendente ha provato a rompere l’unità dell’Anm su temi cruciali, peraltro accusando le altre componenti dell’Anm di fare politica antigovernativa”. La conseguenza è che “ora starebbe vivendo una sorta di isolamento”, e questo senza considerare che MI occupa tutte le caselle più importanti del dicastero e può contare sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano”.

LE DIFFICOLTA’ E GLI IMBARAZZI DI MI, STRETTA TRA VICINANZA E CRITICHE AL GOVERNO

“E’ palese la difficoltà in cui si trova il gruppo – conclude la propria analisi Valentina Stella -: da un lato sa bene che non appoggiare le critiche all’esecutivo, disertare il congresso e dissociarsi dall’associazione che rappresenta il 97 per cento di tutti i magistrati può significare perdere consensi; e questo sarebbe ancora più autolesionistico visto che a fine gennaio ci sarà il rinnovo del vertice dell’Anm e quindi dei suoi organi statutari. Dall’altro lato però Mi è molto vicina a Palazzo Chigi e Via Arenula e unirsi alle critiche li metterebbe in una situazione di imbarazzo”.

Il Dubbio ha anche chiesto un commento a Magistratura Indipendente la quale, tramite il suo ufficio stampa, ha smentito «categoricamente» queste voci che sono «delle bugie». Ci fanno sapere che per Galoppi e Micciché tutto è «assolutamente falso» e che «semplicemente Galoppi ha impegni di ufficio e andrà al posto suo la presidente»”.

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