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Il 2019 del governo tra Riforme, Quota 100 e Reddito di cittadinanza

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L’agenda del governo è fitta di impegni. Attesi anche i provvedimenti sulla legittima difesa, la chiusura domenicale e la decisione sulla Tav

Si prospetta un 2019 all’insegna di un intenso lavoro quello che si presenta di fronte al governo gialloverde. L’agenda della maggioranza è fitta di impegni a cominciare dalle Riforme in cantiere, i decreti sul reddito di cittadinanza e Quota 100. Ma anche di una serie di provvedimenti lasciati indietro per recuperare sulla manovra come la legittima Difesa, la Tav, la chiusura domenicale.

LE RIFORME COSTITUZIONALI

La misura del taglio dei parlamentari è al Senato. La commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama ha concluso il 19 dicembre l’esame del provvedimento, dando mandato al relatore Roberto Calderoli a riferire all’Assemblea un testo coordinato (qui le modifiche al testo). In estrema sintesi il provvedimento prevede una riduzione degli eletti: 400 deputati a Montecitorio (di cui otto votati all’estero) e 200 a Palazzo Madama (di 4 votati all’estero). Viene però precisato che il numero dei senatori a vita di nomina presidenziale non può superare i cinque.

Ci sono poi le altre riforme proposte costituzionali del ministro Fraccaro come l’introduzione del referendum propositivo: attualmente il testo è alla Camera e sono stati ascoltati in audizione alcuni costituzionalisti: l’argomento più dibattuto è stato quello dell’eventuale ballottaggio. Altra questione fondamentale è quella dei limiti all’ammissibilità del referendum propositivo e quella del quorum che gli M5s vorrebbero abolire.

REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

I decreti legge sul reddito di cittadinanza e su quota 100 per la riforma della legge Fornero dovrebbero arrivare in Consiglio dei ministri a inizio gennaio come ha annunciato il vicepremier Matteo Salvini.

LEGITTIMA DIFESA

Altro tema molto caro alla Lega è la legittima difesa già votata in Senato a fine ottobre e ora ferma alla Camera in commissione Giustizia. I giochi potrebbero riaprirsi viste le resistenze di parte dei pentastellati al provvedimento. Probabilmente l’approdo finale al testo slitterà a fine gennaio se non addirittura oltre.

CHIUSURA DOMENICALE DEI NEGOZI

A gennaio è previsto l’avvio della proposta di legge per il voto definitivo relativo alle chiusure domenicali dei negozi. Al momento il testo è fermo in commissione Attività produttive a Montecitorio dal 7 novembre. I portavoce del M5S in commissione Attività produttive alla Camera dei deputati, hanno rilasciato una nota in risposta alle dichiarazioni del presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti confermando che a inizio gennaio “taglieremo un nuovo importante traguardo, con l’arrivo della proposta di legge in commissione Attività produttive per il voto definitivo”. Ma sul testo definitivo pesano le diversità di vedute all’interno della maggioranza: Luigi Di Maio rispondendo alle critiche sulla misura ha rassicurato che il 25% dei negozi resterà comunque aperto. Ma la Lega ha chiesto di non bloccare le città turistiche.

TAV

Con il nuovo anno dovrebbe arrivare l’analisi costi-benefici commissionata dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Malgrado le anticipazioni di Bloomberg, smentite, c’è una diversità di vedute all’interno del governo con la Lega favorevole e i Cinque Stelle contrari.

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