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Gse, i rumor in vista delle nomine 

Gse

Domani l’ennesima assemblea dei soci per dare il via libera alla nomina del numero uno del Gestore dei servizi energetici. Chi sono i nomi in corsa, ma soprattutto perche questa poltrona è così importante?

Il 5 Ottobre si riunisce per la settima volta l’assemblea dei soci del GSE per la nomina dei vertici che si attende da prima dell’estate e sembra essere ancora al palo, tra voci che si rincorrono, curricula bruciati e dichiarazioni in seno alla maggioranza di Governo che chiedono a gran voce di chiudere una volta per tutte una partita da non poco conto.

GSE, UN COLOSSO DI STATO TRA ENERGIA E MERCATO

Il Gse, Gestore dei servizi energetici, è una società per azioni posseduta al 100% dal Ministero dell’Economia e Finanza rappresenta una realtà fondamentale nel mondo dell’energia. Istituito nel 1999 con decreto legislativo che ne prevede ruolo e funzioni tra cui quelle “in materia di promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, comprese le attività di carattere regolamentare e le altre competenze, diritti e poteri ad esse inerenti”, come previsto dallo Statuto della Società. Nel 2016 il GSE ha fatturato ben 29,3 miliardi di euro e si è posizionato al terzo posto tra le maggiori aziende italiane (dopo Enel ed Eni e prima di Fca, rimasta orfana di Exor, dopo il trasferimento in Olanda). Siamo di fronte ad un colosso di Stato che gestisce una serie di interessi, di regole e di funzioni che spaziano dalle rinnovabili ai titoli di efficienza energetica, passando per la Borsa del Gas: infatti del gruppo GSE fanno parte Acquirente unico (che si occupa di regolazione del Mercato di maggior tutela), GME (Gestore del Mercato elettrico), RSE (Ricerca sul Sistema energetico).

GSE, A CHI SPETTA LA NOMINA. IL M5S DICE CHE IL TEMPO E’ SCADUTO

Davide CrippaLa nomina del presidente del Consiglio e amministratore delegato (cariche che coincidono in un’unica persona) spetta al Movimento 5 Stelle – accordo previsto nella designazione del vertice di ARERA a favore di un uomo vicino alla Lega, Stefano Besseghini. E proprio tra i 5 Stelle il nervosismo sale. Qualche ora fa il Sottosegretario allo Sviluppo economico del Movimento guidato da Luigi Di Maio, Davide Crippa, ha scritto un post su Facebook con un titolo che non lascia spazio ad interpretazioni “GSE, basta attese: il MEF indichi all’assemblea il nome del Presidente!“. Nel post Crippa non le manda a dire: “Mancano pochi giorni alla settima assemblea degli azionisti del #GSE che dovrebbe finalmente nominare il presidente e amministratore delegato della Società ed approvarne il bilancio. Una decisione, questa, attesa da tempo sia dalle istituzioni pubbliche che dal mondo delle imprese, oltre che dall’intero comparto energetico ma, fra gli addetti ai lavori, comincia a serpeggiare il timore che anche questa ennesima riunione possa concludersi con una fumata nera.

Capisco che in questo momento la Legge di Bilancio stia catalizzando l’attenzione del Ministero dell’Economia – dichiara l’on. Davide Crippa, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia – ma mi sfuggono i motivi per cui il MEF stia rimandando una decisione così importante che non solo sta rallentando la definizione e l’attuazione delle nostre politiche energetiche ma immobilizza interi settori della nostra economia che aspettano chiarezza su regole ed incentivi per poter programmare i propri investimenti.
Vorrei ricordare – continua il Sottosegretario – che il GSE è una figura chiave della governance dell’energia. Oltre a gestire le principali forme di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sovrintende e coordina i due principali meccanismi di promozione dell’efficienza energetica: i Certificati bianchi ed il Conto termico. Inoltre, controlla due società pubbliche che svolgono servizi fondamentali per i clienti finali dell’energia quali l’Acquirente Unico ed il Gestore del Mercato Elettrico oltre all’RSE che è l’ente che gestisce la Ricerca di Sistema del Settore Elettrico. Tutto questo lo fa con i fondi che provengono dalla bolletta energetica pagata dai cittadini i quali sono i principali finanziatori dei 16 miliardi di euro gestiti dal GSE.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto la propria parte, sottoponendo al MEF le candidature di esperti di grande competenza e, sopratutto, estrema responsabilità, serietà e senso del dovere. Ci aspettiamo che il 5 ottobre l’assemblea del GSE ne scelga uno fra questi e che si cominci a lavorare. Non possiamo più aspettare!”

I NOMI CHE CIRCOLANO, SPUNTA IPOTESI SANTORO (CONSIGLIO DI STATO)

Tra i nomi che sono circolati in queste settimane – dopo la rinuncia di Luca Dal Fabbro – ci sono quello di Roberto Moneta (sostenuto, dicono i bene informati da Sara Romano, direttore generale del Mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo economico), Luca Di Carlo, Carlo Maria Medaglia. Ma in queste ore circola insistentemente anche il nome di Sergio Santoro, presidente di sezione del Consiglio di Stato, che corrisponderebbe a quanto confidato dal ministro Giovanni Tria, qualche giorno fa, a chi gli chiedeva lumi sul Gse: “abbiamo bisogno di un nome di alto profilo”, ha detto il titolare di Via XX Settembre. Si spiegherebbe solo così la serie numerosa di rinvii per il vertice di Viale Pilsudski.

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