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Ita, come sta volando la nuova compagnia di bandiera secondo Altavilla

Alitalia ITA Altavilla

Altavilla ha confermato che i ricavi del 2021 per Ita sono stati il 50% in meno rispetto al piano industriale. Entro il primo semestre Ita dovrà scegliere un pretendente tra Lufthansa, Delta-Air France e Iag per poter competere con le big

Da quando Ita è decollata, lo scorso 15 ottobre, coi suoi 52 jet “abbiamo trasportato 1,26 milioni di passeggeri, con un fatturato di appena sotto i 90 milioni di euro”: a dirlo il suo numero 1, Alfredo Altavilla, comparso nel pomeriggio di ieri davanti alla Commissione Trasporti della Camera per presentare il piano industriale della società.

“I ricavi del 2021 sono stati il 50% in meno rispetto al piano industriale, influenzati da alcuni fattori: pandemia, poi non abbiamo vinto il bando di gara della Sardegna e non abbiamo potuto cominciare la campagna pubblicitaria per vendere i biglietti fino al 10 di ottobre”.

ALTAVILLA: PER ITA NECESSARIA ALLEANZA A PARI DIGNITA’

“E’ necessario integrare la compagnia all’interno di un’alleanza a condizioni di pari dignità che garantisca crescita e risultati economici positivi e sfrutti e valorizzi le potenzialità di Fiumicino e Linate per generare traffico per Ita Airways, evitando di diventare la ruota di scorta di altri vettori per fare fideraggio in Europa”, ha spiegato il numero 1 della nuova compagnia di bandiera, Altavilla, che per il matrimonio di Ita non ha mai nascosto di preferire uno dei pretendenti, Lufthansa, già oggi proprietaria di i Swiss, Austrian e Brussels (Sabena) e già presente in Italia con Air Dolomiti.

PERCHE’ I TEDESCHI PIACCIONO AGLI ITA-LIANI

Se i tedeschi entrassero nel capitale, Ita diverrebbe punto di riferimento del mercato meridionale e mediterraneo della federazione di compagnie finora focalizzate sull’Europa continentale. Fatto non secondario, Lufthansa piace anche ad Aeroporti di Roma, la società controllata da Atlantia che gestisce lo scalo di Fiumicino, il principale scalo di Ita. “Stiamo parlando di un’alleanza di equity” e ci sono “contatti con molteplici operatori sia europei che extraeuropei”, ha spiegato sempre Altavilla precisando che “ci sono le condizioni per accelerare questo processo e chiudere entro la prima metà dell’anno”.

PERCHE’ I FRANCESI DOPO ALITALIA VOGLIONO FARE IL BIS

L’altro pretendente sarebbe l’accrocchio franco-statunitense-olandese Delta Air Lines – Air France – Klm: Ita ha del resto rinnovato l’accordo commerciale che Alitalia aveva con SkyTeam di code sharing. Per i francesi sarebbe come tornare al 2009, quando c’erano i Capitani coraggiosi di Roberto Colaninno e Corrado Passera e Air France spostò di peso il traffico dall’Italia su Parigi per portare i passeggeri che prima volavano sui jet italiani sui propri voli intercontinentali, facendo perdere ad Alitalia le tratte a lungo raggio. Se si ripetesse la stessa storia anche con Ita, la neonata compagnia di bandiera serberebbe al più aspirazioni di carattere ‘regionale’ e difficilmente i suoi aerei riuscirebbero ad arrivare in altri continenti.

KLM HA BRUTTI RICORDI…

D’altro canto, pare però che Klm non voglia più aver nulla a che fare con i modi in cui gli italiani gestiscono gli affari: nel 2000 l’alleanza italo-olandese durò appena nove mesi, quindi sfociò in una mega richiesta di risarcimento di 200 miliardi che la compagnia aerea di bandiera dei Paesi Bassi, stanca di aspettare, chiese all’Italia per la “continua incertezza” su fondamentali questioni strategiche, come l’operazione Malpensa e la privatizzazione della compagnia italiana.

L’INTERESSE NASCENTE DI IAG

Poi ci sarebbe British Airways e la holding Iag, che controlla anche Iberia, Aer Lingus, Vueling. Pure i britannici vorrebbero inserire Ita nel loro mosaico per completare il puzzle sul fronte meridionale delle tratte coperte.  Insomma, Ita al momento interessa a molti, ma quale partner è disposto a fare davvero gli interessi di Ita?

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