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Meloni e Draghi, amici (forse) nel nome della Legge Bilancio

Governo Meloni Draghi Campanella

Pare che già ieri sia intercorsa una telefonata tra Giorgia Meloni e Mario Draghi per parlare delle ultime scadenze, tra cui quella del nodo stabilità 

Per la prima volta nella storia Repubblicana, a palazzo Chigi il Premier in carica passerà il testimone a quello futuro nel pieno della sessione di bilancio. E nel pieno di una crisi economico-finanziaria tra le peggiori degli ultimi anni.

Insomma, Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio in pectore, non avrà vita semplice e dovrà fare i conti, fin da subito, con la dura realtà dei numeri. Ad aiutarla potrebbe essere lo stesso Mario Draghi, Premier uscente, con l’avallo di Sergio Mattarella, per un triangolo iniziale (o durevole?) nel nome del bene del Paese.

La telefonata tra Meloni e Draghi

E proprio in nome di questo “bene” che ieri, 26 settembre, la Meloni, mentre provava a ritagliarsi dei piccoli spazi per la famiglia e per digerire una vittoria forse scontata ma comunque grande, pare abbia avuto una telefonata con Mario Draghi. Pare, non ci sono al momento conferme ufficiali dai diretti interessati.

I due avrebbero parlato, cordialmente, delle prossime scadenze sulle materie economiche, a cominciare dalla Nadef, in vista della preparazione della prossima Manovra economica da parte del governo che subentrerà a quello attuale.

Gli auspici di Crosetto e Lollobrigida

Ad augurarsi un triangolo iniziale anche il cofondatore di Fratelli d’Italia Guido Crosetto, che proprio ieri aveva auspicato un’interlocuzione tra i nuovi eletti ed il governo attuale. L’obiettivo da raggiungere: una legge Bilancio varata in tempi utili ed efficace.

“Dovremo avere un confronto attento” con il gabinetto uscente, ha invece detto il capogruppo di FdI, Francesco Lollobrigida, facendo intendere una collaborazione che non perda di vista i principi di Fratelli d’Italia.

Gli impegni di Palazzo Chigi

Anche Mario Draghi è ben disposto. E da Palazzo Chigi è già arrivata la prima rassicurazione: in settimana sarà presentato il Nadef, una ‘fotografia’ della situazione di finanza pubblica, in modo che il prossimo Governa possa pianificare e decidere le nuove spese.

Il nodo della legge di Stabilità

Resta il nodo della legge di Stabilità, che dovrà scrivere Giorgia Meloni. Al momento, sostengono fonti dell’attuale gabinetto, “non esistono bozze”, mentre Fratelli d’Italia sperava in “un impianto su cui lavorare per redigere la Finanziaria”.

Potrebbe su questo, scrive il Corriere della Sera, intervenire Sergio Mattarella. “E quando sarà il «momento» — nella fase di passaggio — è certo che Mattarella interverrà, suggerendo una soluzione su un tema istituzionale di prima grandezza. Draghi si rimetterà alle scelte del capo dello Stato. Spetterà però a Meloni scrivere la legge di Stabilità, consapevole delle avvertenze già trasmesse. La situazione che le è stata prospettata è chiara: con il dato della crescita molto basso, ci saranno pochi soldi da impegnare e scadenze da fronteggiare”.

I punti irrinunciabili

Tra le priorità, senza dubbio, caro-bollette, superbonus e reddito di cittadinanza.  I tempi, comunque, sono stretti. La Legge Bilancio sarebbe dovuta essere presentata entro il 20 ottobre, ma il Parlamento si riunirà, per la prima volta, il 13 ottobre. Mattarella dopo dovrà affidare l’incarico di formare il nuovo Governo, che avvierà i lavori dopo il giuramento. Le date, senza dubbio, slitteranno, ma a Giorgia Meloni non resta che lavorare celermente.

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