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Rai, ecco a chi punta il Governo Meloni (ma a marzo)

Rai Nomine Telegiornali

Gianmarco Chiocci, Angela Mariella, Antonio Preziosi: tutte le opzioni per Fratelli d’Italia e la destra nei telegiornali nei giorni del caso Zelens’kyj a Sanremo

No, non è solo la presenza di Volodymyr Zelens’kyj a Sanremo a tener banco nel mondo Rai. C’è anche il sempreverde tema – come fuggirvi – delle nomine. La lottizzazione (che qui è politicizzazione), d’altronde, non muore mai. E sta coinvolgendo a pieno i posti dirigenziali dei tg nazionali.

Tutti i dettagli.

DAL CDA ARRIVA L’OK AL BILANCIO

Tre voti favorevoli, uno contrario e un astenuto. Con questo responso, dal Consiglio d’amministrazione tenutosi nella giornata di ieri è arrivato il via libera al bilancio Rai. Ad approvarlo è bastato l’ok dell’ad Carlo Fuortes, della presidente Marinella Soldo e della consigliera Pd Francesca Bria. Alessandro Di Majo, M5S, ha espresso voto contrario mentre Riccardo Laganà – rappresentante dei dipendenti – si è astenuto.

“Non hanno partecipato al voto Igor De Biasio, di area Lega, e Simona Agnes (area Forza Italia). Anche il piano corruzione è stato approvato con il voto contrario di Di Majo e l’astensione di Laganà”, dettaglia poi Il Sole 24 Ore. Che ricorda le tensioni e le preoccupazioni dei giorni scorsi in merito proprio all’approvazione dei conti. Adesso si può passare al tavolo delle nomine.

LE OPZIONI PER I TELEGIORNALI: CHI VA AL TG 1

Sì, perché se il mandato di Carlo Fuortes scade tra un anno è pur vero che il nuovo esecutivo – come tutti i precedenti – vuole mettere le mani sulla Rai. Sulla grande piazza pubblica dei media nostrani. “Ai meloniani viene l’acquolina in bocca pensando alla rivincita della «cultura della destra» e alla conquista di “scalpi” progressisti in ogni testata”, scrive oggi Mario Lavia su Linkiesta. Ma per arrivare a dama si aspetterà marzo.

E ad allungare i tempi è la stessa Giorgia Meloni, distante dalle strategie dei partner di governo, riconoscente all’attuale ad di viale Mazzini per la scelta di Nicola Rao al Tg2 e di maggior spazio alla destra nei talk. La Lega invece – scrive La Repubblica – “avrebbe voluto votare contro per levarselo subito di torno. Forza Italia era pronta ad accodarsi, almeno fino a domenica sera”. E anche grazie al non voto di Laganà e al niet grillino Fuortes sarebbe di fatto saltato.

E allora parte il risiko. Per il quotidiano diretto da Maurizio Molinari “l’obiettivo principale resta la conquista del Tg1, che la premier vorrebbe affidare a un esterno, il direttore dell’AdnKronos Gian Marco Chiocci, ex del Tempo e storica firma del Giornale, con cui è da tempo in ottimi rapporti: impresa non facile alla luce della lunga lista di pretendenti e della moltitudine di giornalisti interni”.

I NOMI PER IL TG2 E PER RAI PARLAMENTO

E così, con questo blitz, Meloni avrebbe due suoi fedelissimi al Tg1 e al Tg2, dove c’è appunto Nicola Rao. Ma la Lega vorrebbe a quel punto rovinare i piani del partito ex missino “per piazzarci Angela Mariella, e pure di Forza Italia, che lì spera invece di sistemare (con qualche chance in più) Antonio Preziosi“. Per Rao, invece, opzione spazio Approfondimenti? Anche lì ci sarebbe competizione: con Paolo Corsini, in quota FdI (ancora).

Intanto, con questo incastro a Rai Parlamento andrebbe Giuseppe Carboni, in quota Movimento Cinque Stelle e già direttore del Tg1.

RISIKO TELEGIORNALI E NON SOLO: CHI PUNTA AL GIORNALE RADIO

Per la Lega, stando sempre ai movimenti raccontati dai giornali, ci sarebbe così il contentino Francesco Pionati al Giornale Radio.

“Meloni allungherà le mani sulle testate Rai senza fare morti e feriti”, sostiene Mario Lavia su Linkiesta. Ma a giudicare dalla difficoltà del tetris che si sta apparecchiando il nuovo round delle nomine Rai non sarà certo una battaglia navale ma di sicuro appare come un cubo di Rubik.

 

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