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Novità in arrivo a Sport e Salute dopo l’addio polemico di Sabelli

Sport Salute

Scade oggi la presentazione della domanda per l’incarico di presidente con funzioni di ad di Sport e Salute. E ieri l’ultima scaramuccia fra il ministro dello Sport Spadafora e l’ex ad Sabelli

Sembra non trovar pace Sport e Salute, la società in house del ministero dell’Economia nata un anno fa — per volere dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega), appoggiato dal Movimento Cinque Stelle — per prendere il posto di Coni Servizi. Oggi scade il bando per presentare la candidatura a presidente con funzioni di amministratore delegato, ruolo vacante dopo l’addio di Rocco Sabelli, il 19 dicembre scorso, in rotta — tra l’altro — con il ministro per lo Sport e le Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora (M5S). E che i rapporti non fossero idilliaci si è avuta conferma anche ieri con un acceso botta e risposta tra i due.

LE DIMISSIONI DI SABELLI

Sabelli, che in passato ha ricoperto vari incarichi dirigenziali importanti come fra cui quello di amministratore delegato di Piaggio e Alitalia, dopo otto mesi a capo di Sport e Salute, si è dimesso con effetto immediato lo scorso 19 dicembre con una lettera inviata al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri e per conoscenza allo stesso Spadafora, che in questi mesi ha avuto diversi contrasti pure con il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Proprio nei confronti dell’esponente pentastellato, in un comunicato, Sabelli aveva lamentato la “sintonia mai nata e, credo difficilmente possibile in futuro, per evidenti e sperimentate diversità di cultura, linguaggio e metodi” e la “visione diversa della riforma da quella originariamente prospettata”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un articolo del decreto Milleproroghe che modifica la governance e sdoppia le figure di ad e di presidente. Inoltre amplia il consiglio d’amministrazione portando da 3 a 5 i componenti del board. “Sono venuti meno i presupposti fondamentali che m avevano indotto a offrire la mia disponibilità” ha poi chiosato Sabelli cui il ministro pentastellato ha risposto a stretto giro con una nota ufficiale ringraziando l’ormai ex ad e affermando: “Andremo avanti con equilibrio, condivisione ed efficacia, per portare a termine gli impegni finora assunti e proseguire nel lavoro di attuazione della riforma dello sport”.

L’ULTIMA SCARAMUCCIA TRA SABELLI E SPADAFORA

Intanto ieri, come riporta il Corriere della Sera, l’ultima puntata del rapporto teso tra Sabelli e Spadafora con quest’ultimo che ha fatto sapere: “Ho chiesto chiarimenti su alcuni atti che, come nelle migliori tradizioni della Prima Repubblica, Sabelli ha firmato un minuto prima di dimettersi”. Pronta — e tranchant — la replica dell’ex chiamato in causa: “Il ministro può controllare tutto quello che desidera: i suoi giudizi non hanno alcun valore né più nessun interesse per me”.

COSA DOVRÀ FARE IL NUOVO CAPO DI SPORT E SALUTE

Guardando al futuro, come dicevamo, oggi scade l’avviso pubblico per candidarsi all’incarico di presidente con funzioni di amministratore delegato. La scelta verrà fatta da Spadafora ma, secondo Repubblica, anche il ministero dell’Economia e delle Finanze dovrebbe avere un ruolo nella vicenda. Il nome dovrà poi essere vagliato dalle commissioni parlamentari.

Secondo Spadafora “il tema fondamentale è scegliere una persona in grado di gestire una struttura complessa. Chiederò al nuovo presidente di promuovere ancora di più la parte legata allo sport sociale, alle periferie, allo sport per tutti. Sarà una persona che avrà il mio sostegno fin dal primo giorno in cui si insedierà”.

Di sicuro, al nuovo capo di Sport e Salute spetterà un compito non semplice e soprattutto molte questioni rilevanti da dirimere, e in tempi brevi. Ad esempio, come rileva Repubblica, dovrà occuparsi del contratto di servizio con il Coni, scaduto a fine dicembre, e di riportare il settore marketing in seno al Coni perché il marchio dei cinque cerchi olimpici appartiene ai Comitati olimpici nazionali. Altro problema urgente è quello delle risorse per la spedizione olimpica a Tokyo: si tratta di 21 milioni che devono saltar fuori ma ancora non si sa ancora chi debba sborsarli. E all’appuntamento in Giappone, che comincerà il 24 luglio, non manca poi tanto tempo.

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