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OMS, Covid-19 e piano pandemico: la versione di Zambon

Zambon piano pandemico Oms

Francesco Zambon, coordinatore del rapporto sulla gestione italiana della prima ondata dell’epidemia, ha raccontato in un’intervista a Repubblica di aver ricevuto pressioni dal numero due dell’Oms, Ranieri Guerra, affinché scrivesse che il piano pandemico italiano era stato stato aggiornato – ma era lo stesso del 2006

Per la prima volta Francesco Zambon, medico specializzato in programmazione sanitaria e funzionario dell’ufficio di Venezia dell’Oms – nonché coordinatore del rapporto sulla gestione italiana della prima ondata dell’epidemia – ha raccontato in un’intervista a Repubblica la sua versione dei fatti in merito al caso che si è creato sul piano pandemico italiano (mai aggiornato dal 2006) in seguito all’inchiesta di Report.

IL RAPPORTO DI ZAMBON

Zambon ha dichiarato – come riporta Adnkronos – “che non cambierebbe di una virgola il contenuto del rapporto nel quale ha definito la gestione italiana della prima ondata della pandemia ‘improvvisata, caotica e creativa’”. Il medico ha poi ricordato che quando il piano è stato preparato “l’Italia era il Paese più colpito dal Covid-19 e aveva addosso gli occhi del mondo”.

Dalla Cina arrivavano poche informazioni e l’unica cosa che lui e il suo team potevano fare per realizzare il documento era “estrapolare dei messaggi chiave” affinché “fosse letto dalla gente e non solo da ministri e decisori politici” in modo che le persone fossero “preparate anche da un punto di vista emotivo”. L’unico obiettivo del rapporto, per Zambon, era “salvare quante più vite possibile”.

IL RAPPORTO RITIRATO

L’Oms ha poi deciso di ritirare il rapporto sul piano pandemico italiano e Zambon ha tentato invano di avvisare il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus sui rischi legati a questa decisione. “È stata ritirata una pubblicazione dell’Oms (approvata a tutti i livelli, compreso il Chief Scientist) – ha scritto il medico il 28 maggio a Tedros, riporta Adnkronos – danneggiando di fatto la credibilità dell’Oms. C’è il rischio di danni catastrofici in termini di indipendenza e trasparenza se una versione ‘censurata’ della pubblicazione fosse modificata”. A quella mail, Zambon non ha mai ricevuto risposta.

LE MINACCE A ZAMBON

Zambon, come scritto da Repubblica, ora dichiara di andare come sempre al lavoro ma di non sentirsi affatto tranquillo. Nel rapporto ritirato, infatti, era stato scritto che il piano pandemico italiano risaliva al 2006 ed era solo stato ‘riconfermato’ nel 2017. Il medico ha raccontato che Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms – e capo della prevenzione sanitaria del ministero della Salute tra il 2013 e il 2017 – gli ha inviato una mail in cui diceva di “non fare casini” e di modificare la data del piano italiano in “dicembre 2016”.

“Più volte Ranieri Guerra, sia via mail che per telefono, mi ha chiesto di modificare la datazione del piano pandemico italiano” – ha dichiarato Zambon nel corso della trasmissione Report – “Lui voleva che io scrivessi nel rapporto che il piano, dal 2006, era stato aggiornato, usando proprio le parole updated and reconfirmed. Consultandomi con tutti gli autori del rapporto, abbiamo deciso che potevamo scrivere reconfirmed perché in effetti non era cambiato neanche di una virgola dal 2006, ma certamente non potevamo scrivere updated cioè aggiornato. Questo sarebbe stato dichiarare il falso ed io non me la sono sentita”.

IL SILENZIO DELL’OMS

A quel punto Zambon ha segnalato la scorrettezza a tutti gli organismi interni e inviato una lettera a Ghebreyesus per informarlo che Guerra lo aveva minacciato di “pesanti ritorsioni se non avessi seguito le sue indicazioni – racconta a Repubblica – Il giorno in cui stava per andare in onda la prima puntata di Report sul piano pandemico mi ha telefonato per dirmi: ‘Sono sulla porta di Tedros, se non cambi quei passaggi gli dirò che sei stato tu a far mettere l’Oms sotto attacco’. Mi spaventai enormemente per la minaccia. Tedros non mi ha mai risposto”.

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