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Panetta, Terzi di Sant’Agata, Nordio e non solo: il toto ministri del Governo Meloni

Governo Meloni

Tutti i nomi papabili per il futuro Governo Meloni: La Russa alla Difesa, Nordio alla Giustizia e Terzi di Sant’Agata agli esteri. Non c’è Salvini al Viminale

Giorgia Meloni, dopo aver archiviato il successo elettorale e rimandato i festeggiamenti, è al lavoro per la formazione della squadra del primo Governo italiano a essere guidato da una donna. Sono molti i nodi da sciogliere prima di arrivare alla lista dei nomi dei ministri del Governo Meloni che guideranno il nostro Paese. Una scelta che dovrà cercare di rispettare l’equilibrio tra i partiti che compongono la coalizione di centrodestra.

Quando si formerà il nuovo Governo Meloni?

Per avere un nuovo Esecutivo ci vorrà almeno un mese. Secondo quanto previsto dalla Costituzione le Camere si riuniranno entro venti giorni dal voto, difatti la prima convocazione per il nuovo Parlamento è già fissata per il 13 ottobre. Il Presidente Mattarella, consapevole della scadenza della legge di bilancio che incombe sul Parlamento, vorrebbe procedere con l’incarico esplorativo a Giorgia Meloni già la settima successiva, al quale seguiranno poi le consultazioni.

I presidenti di Camera e Senato

Il primo atto del nuovo Parlamento sarà scegliere i presidenti delle due camere. Potrebbe non realizzarsi il sogno di molti azzurri, e dello stesso Berlusconi, di vestire i panni della seconda carica della Repubblica. Per la guida di Palazzo Madama circola il nome di Roberto Calderoli, che in passato per tre volte ha svolto il ruolo di vicepresidente del Senato. Il leghista è un parlamentare di lungo corso ed è stato ministro delle Riforme e della semplificazione normativa. In lizza Ignazio La Russa, “colonnello” della destra italiana e fedelissimo di Giorgia Meloni.  Alla presidenza della Camera dovrebbe andare Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, che ha maturato esperienza internazionale come presidente del Parlamento europeo e commissario Ue ai Trasporti.

I sottosegretari fedelissimi di Giorgia Meloni

Sono da definire i ruoli che avranno alcuni dei fedelissimi di Giorgia Meloni come Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera di Fdi, e Giovanbattista Fazzolari. Secondo indiscrezioni di stampa questi potrebbero essere i futuri sottosegretari alla presidenza del Consiglio.

Un ministero per il PNRR

Il futuro Governo a guida Meloni potrebbe avere anche un ministero al PNRR o, più probabilmente, la delega di un sottosegretario. Tra gli esponenti di FdI è circolato il nome di Roberto Garofoli, uomo di fiducia di Mario Draghi a Palazzo Chigi e attuale responsabile dei progetti del Recovery fund. Un’ipotesi di difficile realizzazione ma che testimonia la volontà di non stravolgere il PNRR pur ampliando la quota destinata all’energia.

Il nodo dell’economia nel Governo Meloni: ipotesi spacchettamento

Una volta consolidato l’esito elettorale l’attuale premier Mario Draghi avrebbe sentito al telefono il futuro premier Giorgia Meloni. Con lei avrebbe discusso dell’ipotesi di spacchettare il ministero dell’Economia. Secondo quanto riportato dal Messaggero, la leader di Fratelli d’Italia sta pensando di dividere le Finanze pubbliche dall’Economia. Per il Mef circola il nome di Fabio Panetta, economista ed ex direttore generale della Banca d’Italia, dal primo gennaio 2020 membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea. L’alternativa a Panetta, che punta anche a Banca d’Italia, è Domenico Siniscalco, già ministro dell’economia nel Governo Berlusconi II e III. È possibile immaginare anche un tandem tra i due con Panetta all’economia e Siniscalco alle Finanze. In corsa, per una delle due poltrone, anche l’attuale responsabile economico di Fdi Maurizio Leo. L’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato potrebbe diventare il nuovo ministro dello Sviluppo Economico e avere come viceministro Alessandro Cattaneo, attuale responsabile dei Dipartimenti azzurri. Il “gabbiano” Fabio Rampelli potrebbe andare alle Infrastrutture e ai Trasporti a gestirebbe il dossier Ita Airbus.

Esteri e interni: non ci sarà Salvini

Questa mattina, con un post su Facebook, Giorgia Meloni ha rassicurato circa possibili scintille tra con l’alleato Salvini in merito all’attribuzione del ministero degli interni. “Il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare”, scrive la leader di FdI. Fatto sta, però, che tra i nomi che circolano per il Viminale non c’è quello di Salvini. Più probabile che quel ruolo sia assegnato all’attuale prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, capo di gabinetto quando Salvini era al ministero dell’Interno, oppure al prefetto, Giuseppe Pecoraro. A contendersi la poltrona del Viminale anche l’ex pm Carlo Nordio. Tuttavia la partita del Viminale è ancora aperta, esattamente come quella per gli esteri alla quale guarda con interesse Antonio Tajani, in alternativa alla presidenza della Camera. Per la Farnesina è in corsa anche l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata, eletto tra le fila di FdI, Elisabetta Belloni, attuale capo del DIS e l’ambasciatore Stefano Pontecorvo. Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia e presidente del gruppo Ecdr al Parlamento europeo, potrebbe andare al dicastero degli Affari Europei.

Giustizia e Difesa: in corsa La Russa, Urso e Bongiorno per il Governo Meloni

Per la Difesa ci potrebbe essere il ritorno di Ignazio La Russa, ruolo che già aveva ricoperto nel 2008 con Berlusconi, nel caso in cui non dovesse andare in porto la presidenza del Senato. In alternativa si fanno i nomi di Adolfo Urso, nella passata legislatura a capo del Copasir e viceministro alle Attività Produttive, con delega al Commercio estero, del Governo Berlusconi II e III, ed Edmondo Cirielli. Per il ministero della Giustizia si fa il nome di Giulia Bongiorno, particolarmente apprezzata anche da Berlusconi, quello dell’ex pm Carlo Nordio e dell’ex procuratore nazionale antimafia Nicola Gratteri. Mentre l’ex presidente del Senato Marcello Pera, potrebbe essere il ministro delle Riforme che avrà il compito trasformare, attraverso una riforma e un referendum, la nostra Repubblica parlamentare in una semipresidenziale.

Rebus Sanità e Istruzione

Sono ancora molti i ministeri a cui assegnare un responsabile. Nello Musumeci e Giorgio Mulè sono in corsa per il Ministero del Sud, Erika Stefani della Lega, sebbene sia stata criticata per il suo sostegno al governo Draghi, dovrebbe confermare il ruolo al Ministero della Disabilità. Tra gli azzurri Licia Ronzulli, fedelissima di Berlusconi, potrebbe essere la prossima ministra dell’Istruzione e Giuseppe Valditara, in quota FdI, andare al ministero della Ricerca. Letizia Moratti potrebbe lasciare la Regione Lombardia e andare alla Sanità.

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