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Perché il pacchetto da 2,2 mld del MISE fa tornare a sorridere (un pochino) l’automotive

Automotive Transizione Auto

Gli investimenti serviranno a rafforzare e stimolare i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie per l’automotive e pannelli fotovoltaici e per l’eolico

Soltanto qualche settimana fa la filiera dell’automotive puntava i piedi perché il governo – effettivamente – pareva essersi dimenticato del comparto nel redigere l’ultima Legge di Bilancio. È allora corso ai ripari il Ministero dello Sviluppo economico, predisponendo circa 2,2 miliardi di euro a sostegno della competitività delle filiere industriali strategiche del Paese, come peraltro indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

COSA C’È PER L’AUTOMOTIVE

L’obiettivo è di realizzare almeno 40 nuovi progetti d’investimento su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo nei settori: automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico-farmaceutico, turismo, design, moda e arredo, agroindustria e tutela ambientale.

SI PENSA ALLE GIGAFACTORY GREEN

Si è previsto che la dotazione finanziaria dei Contratti di sviluppo, 450 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio 2022, venga ulteriormente integrata con le risorse previste dal PNRR. In particolare, sono disponibili 750 milioni di euro per progetti d’investimento legati alla digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy e 1 miliardo di euro per rafforzare gli investimenti, anche in ricerca e innovazione, sulle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico.

COSA SI CHIEDE IN CAMBIO ALLE IMPRESE

Ogni progetto d’investimento finanziato dovrà essere funzionale alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento di imprese appartenenti a filiere strategiche che siano in grado di aumentare la produttività e la crescita economica del Paese oltre che generare un impatto positivo sull’occupazione.

Le imprese che presenteranno richiesta di accesso agli strumenti agevolativi, nel caso in cui a seguito della realizzazione del programma di sviluppo sia previsto un incremento occupazionale, dovranno impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise.

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