La battaglia legale tra gli eredi del fondatore di Luxottica approda in tribunale: al centro della contesa il 12,5% di Delfin in mano a Rocco Basilico, il cui diritto di voto è contestato dal fratellastro Leonardo Maria Del Vecchio
A neanche una settimana dalla svolta chiave che ha consegnato nelle mani di Leonardo Maria Del Vecchio la fetta più rilevante delle quote di Delfin, l’assetto della cassaforte di famiglia potrebe essere nuovamente stravolto. Come ricostruisce oggi La Stampa, la disputa si sposterà adesso nelle aule del Tribunale di Milano. Il nodo del contendere è la legittimità del diritto di voto esercitato da Rocco Basilico, messo in dubbio dal fratellastro Leonardo Maria Del Vecchio.
La posta in gioco è altissima, poiché dalla stabilità della holding lussemburghese dipendono equilibri strategici che coinvolgono EssilorLuxottica, Mediobanca, Generali e Unicredit. Tutto ruota intorno a una domanda fondamentale: la titolarità delle azioni in mano a Basilico è conforme alle ultime volontà del fondatore?
LO SCONTRO BASILICO-LMDV
La frattura tra i due eredi è diventata manifesta durante l’ultima assemblea di Delfin, dove Rocco Basilico, figlio del finanziere Paolo Basilico (fondatore di Kairos) e di Nicoletta Zampillo, si è opposto formalmente alle manovre del fratellastro. Nello specifico, Rocco Basilico ha votato contro la cessione della quota del 12,5% appartenente ai fratelli Paola Del Vecchio e Luca Del Vecchio in favore di Leonardo Maria Del Vecchio. L’operazione, del valore di 10 miliardi di euro, ha permesso a Leonardo Maria Del Vecchio di salire al 37,5% della holding, ma ha rinfocolato le ruggini familiari. Rocco Basilico, che alla fine dello scorso anno ha lasciato le cariche di chief wearables officer del gruppo e presidente del marchio Oliver People in EssilorLuxottica, aveva precedentemente tentato, senza successo, di trasferire parte delle sue quote a un trust per far fronte alle imposte di successione, trovando l’opposizione di una parte dei soci.
LMDV METTE IN DISCUSSIONE LA TITOLARITÀ DI BASILICO
L’offensiva legale di Leonardo Maria Del Vecchio punta a scardinare la posizione del fratello mettendo in dubbio la sua effettiva titolarità dei diritti di voto. Secondo la tesi sostenuta dai legali dell’amministratore, il testamento di Leonardo Del Vecchio assegnerebbe a Nicoletta Zampillo, vedova del fondatore, la piena proprietà di una quota del 12,5% e l’usufrutto vitale su un ulteriore 12,5%.
Quest’ultima quota sarebbe destinata a Rocco Basilico solo in nuda proprietà. Se tale ricostruzione fosse confermata, i diritti di voto e il diritto alla distribuzione degli utili spetterebbero esclusivamente a Nicoletta Zampillo e non al figlio. La tesi di Leonardo Maria Del Vecchio suggerisce che il trasferimento delle quote e dei relativi diritti di voto a Rocco Basilico possa essere considerato illegittimo, configurandosi come un atto tra vivi che avrebbe richiesto una specifica autorizzazione assembleare mai perfezionata secondo i criteri statutari.
COSA PUÒ SUCCEDERE IN DELFIN
Un eventuale accoglimento del ricorso da parte del Tribunale di Milano comporterebbe una ristrutturazione profonda della governance di Delfin. Qualora il diritto di voto del 12,5% venisse sottratto a Rocco Basilico per tornare nella sfera della madre Nicoletta Zampillo, si verificherebbe un immediato riequilibrio dei pesi interni alla holding. Uno scenario che potrebbe anche portare al riesame delle delibere assunte di recente e a una maggiore centralizzazione del controllo nelle mani del blocco guidato da Leonardo Maria Del Vecchio.


