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Pier Carlo Padoan lascia la presidenza di UniCredit: il profilo dell’ex ministro

Il gruppo bancario italiano avvia l’iter per la successione dopo la decisione del presidente Pier Carlo Padoan di non ricandidarsi per un nuovo mandato.

Pier Carlo Padoan lascerà la carica di presidente Unicredit alla naturale scadenza del proprio mandato, ad aprile 2027. A comunicarlo è lo stesso gruppo bancario guidato da Andrea Orcel, che fa sapere di aver già avviato le procedure per l’individuazione del nuovo vertice del consiglio di amministrazione.

Sotto la sua presidenza, l’istituto ha completato una profonda trasformazione strategica che ha rafforzato sia la redditività sia la posizione patrimoniale del gruppo. Nondimeno, colpisce la tempistica con cui si consuma l’uscita di scena dell’ex ministro, tra i più fidati consiglieri di Orcel dal suo arrivo nel 2021.

L’addio viene infatti annunciato in un momento particolarmente delicato per UniCredit, impegnata nella difficile partita per l’acquisizione di Commerzbank, che potrebbe portare alla sua integrazione con HVB, già controllata da UniCredit

PERCHÉ PADOAN LASCIA LA PRESIDENZA IN ANTICIPO

Ufficialmente, la decisione di Pier Carlo Padoan. Lodando il lavoro svolto dall’ex ministro, la banca ha inoltre precisato che non si tratta di un addio immediato, in quanto il presidente intende completare l’intero mandato senza interrompere le funzioni in corso. Di più: Padoan seguirà il processo di successione gomito a gomito con il presidente del comitato nomine Jeffrey Edberg,

CHI È PIER CARLO PADOAN: ANNO E LUOGO DI NASCITA, FORMAZIONE, CARRIERA E INCARICHI PER ANNO

Nato a Roma nel 1950, Pier Carlo Padoan ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza di Roma, ateneo nel quale ha successivamente intrapreso la carriera accademica come docente di Economia internazionale.

Nel 1998 ha assunto l’incarico di consigliere economico dei presidenti del Consiglio Massimo D’Alema e Giuliano Amato, ruolo mantenuto fino al 2001. Lo stesso anno viene nominato direttore esecutivo per l’Italia presso il Fondo Monetario Internazionale, dove rimarrà fino al 2005.

Dal 2007 al 2014 svolge le funzioni di vicesegretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, assumendo dal 2009 anche la veste di capo economista. Nel 2014 è stato nominato Ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo presieduto da Matteo Renzi, venendo riconfermato nell’incarico nel 2016 all’interno dell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni fino al 2018. Nel 2018 è stato eletto deputato al Parlamento italiano, dimettendosi dal seggio nel 2020. Infine, nel 2021 è stato eletto presidente del consiglio di amministrazione di UniCredit, vertice societario che guiderà fino al termine del mandato previsto.

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